Un tuffo dove l’acqua è più blu

plemmirio1.jpgNonostante la primavera insolitamente piovosa, puntuale ed implacabile, anche quest’anno è giunta la calda e torrida estate siciliana. Spiagge e scogliere cominciano ad affollarsi ed i Siracusani si riappropriano delle loro località balneari predilette. Fontane Bianche, Arenella, Fanusa, Ognina sono i nomi delle località da sempre più gettonate sia per l’ampiezza del tratto di costa fruibile che per il fatto di costituire un vero e proprio punto di ritrovo per giovani e meno giovani.

 

Accanto a queste spiagge maggiori, esistono però nel territorio comunale un infinità di piccole calette e di accessi al mare con piccoli arenili o scogliere dall’acqua limpidissima. Un tempo questi luoghi erano appannaggio di una minoranza: quanti possedevano una villetta in zona plemmirio2.jpgoppure quelli che appositamente cercavano un posto al mare più tranquillo. Da alcuni anni però, l’istituzione della riserva marina protetta del Plemmirio ha fatto sempre più apprezzare questi luoghi. I varchi al mare sono censiti e, anno dopo anno, si sta cercando di attrezzarli e di renderli sempre più fruibili. Ma soprattutto, l’istituzione dell’area protetta fa sì che vi sia il divieto di transito con barche a motore ed il divieto di pesca. I risultati già si vedono con un mare sempre più limpido e sempre più ricco di vita marina. Che ci piaccia la semplice nuotata o l’immersione subacquea, quest’estate consultiamo allora uno dei tanti cartelloni di presentazione dell’area marina e concediamoci un tuffo dove l’acqua è più blu in posti come Terrauzza, Costa Bianca o Capo Murro di Porco. Se poi vogliamo maggiori informazioni sulla riserva e sulle attività svolte possiamo anche collegarci al sito internet della stessa, www.plemmirio.it, ricco di notizie ed immagini sulla stessa.

 

Foto: gentile concessione D.Barucco/Siciliafotografica

 

La prova del treno

stazione.jpgSe recentemente ci siamo soffermati sull’incubo traffico che in questi giorni si registra con la parziale chiusura del ponte Primosole, oggi diamo spazio ad una diretta conseguenza di questi disagi: la riscoperta della stazione ferroviaria.
Proprio così, dopo anni di abbandono, le persone che devono recarsi a Catania o comunque in direzione nord, stanno ricominciando ad affollare la cara vecchia stazione di Siracusa.
Potrebbe sembrare un romantico ritorno al passato ma in realtà così non è. Fin dal primo impatto ci si rende conto del perché la stazione siracusana ormai da lungo tempo era stata posta nel dimenticatoio dai cittadini. I treni sono pochi – sempre meno nel corso degli anni, in un’aria di generale decadenza – e poche persone, si sognano di usufruire del trasporto ferroviario per raggiungere Catania quando la lentezza è tale che il trasporto su gomma, auto o pullman che sia, è nettamente più rapido. Solo in questi giorni le interminabili code sul ponte Primosole rendono nuovamente proponibile lo spostamento ferroviario. E così in molti si rendono conto della globale situazione in cui versano i treni che fanno servizio a Siracusa. Si tratta di situazioni di cui magari si è letto sui giornali ma che in pochi hanno provato sulla propria pelle. Nella stazione di Siracusa ormai vi è una sola biglietteria ed i vagoni ed i locomotori sono vecchi, sporchi, scrostati e frequentemente privi di aria condizionata… altro che pendolini ! Per risolvere la delicata situazione del ponte Primosole non sono previsti tempi brevi. Che sia la volta buona che i Siracusani battano il pugno sul tavolo degli enti per avere quel minimo di servizi a cui avrebbero diritto ?

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it

L’incubo Primosole

primosole.jpgSe per la propria posizione geografica ma anche per le infrastrutture carenti, fino a poco tempo fa i Siracusani si sentivano un po’ “tagliati fuori dal mondo”, negli ultimi giorni questa sensazione sta diventano sempre più concreta. Essendo priva di aeroporto e con collegamenti ferroviari molto scarni, da sempre, la principale arteria di collegamento tra Siracusa ed il “resto del mondo” è stata la strada statale per Catania: asse attrezzato nel tratto fino ad Augusta, strada statale da Brucoli in poi. Punto nodale di questa arteria è il cosiddetto ponte Primosole che scavalca il fiume Simeto ed immette nella provincia di Catania. Ebbene, da alcuni giorni a questa parte, il ponte Primosole funziona a singhiozzo, con la circolazione a senso unico alternato per ragioni di sicurezza strutturale.
In realtà alcuni tecnici e politici locali avevano già lanciato un preallerta da alcune settimane. Il vecchio ponte risultava alquanto malconcio e, appena aperta la via alternativa offerta dalla costruenda autostrada Catania-Siracusa, occorreva chiuderlo al traffico per abbatterlo e ricostruirlo a regola d’arte.

 

A quanto sembra le condizioni del ponte – ma viene da chiedersi come mai nessuno lo abbia notato prima – sono peggiori del previsto e, quindi, per ragioni di sicurezza il pesante traffico giornaliero deve essere in qualche modo alleggerito.
Inutile descrivere le code infernali che gli automobilisti hanno dovuto affrontare, inconsapevolmente il primo giorno e rassegnati nei giorni successivi. Le bollenti temperature estive non aiutano certo a rendere più facile la lunga attesa per il transito alternato.
Una soluzione potrebbe essere l’inaugurazione immediata del primo tratto dell’autostrada Catania-Siracusa, già ultimato e che darebbe una via alternativa al famigerato Primosole. Come troppo spesso accade, però, si è innescato l’eterno gioco dei rimpalli che porta a lunghe discussioni e polemiche e a poche soluzioni pratiche. Nel frattempo, centinaia e centinaia di pendolari e di viaggiatori devono giornalmente rassegnarsi a lunghe attese sotto il sole, sperando solo che il giorno seguente porti buone nuove da parte degli enti preposti.

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it

 

Baglioni sì, Baglioni no

baglioni.jpgSe c’è un argomento che nelle ultime settimane ha portato ad accese discussioni nel mondo della cultura siracusano, questo è il concerto di Claudio Baglioni.
Sì, intendiamo proprio il celebre cantante romano o meglio, ciò che ha tenuto banco non è stato tanto l’artista in sé quanto la scelta del teatro greco come palcoscenico per il suo prossimo concerto.
In città siamo ormai alla vigilia del grande evento ed è ormai deciso che il 2 luglio i fan di Baglioni potranno assistere al concerto dalle millenarie gradinate del teatro antico. A Siracusa però si continua a discutere, anche in vista di manifestazioni canore future, se sia giusto o meno utilizzare i monumenti per spettacoli di musica pop. Il fronte del sì cavalca l’opinione che i monumenti appartengano alla città e, come tali, non vadano “mummificati” ma anzi, valorizzati anche con manifestazione del genere. Il fronte del no ribadisce la sacralità che il teatro aveva nel mondo classico e come questo possa andar bene per determinate rappresentazioni come le tragedie classiche dell’INDA ma sia, di contro, del tutto inadatto ad ospitare le folle smisurate di taluni concerti.
La polemica è più che mai vivace, complice anche il fatto che gli organizzatori sapevano “misteriosamente” di poter svolgere il concerto al teatro greco, prima ancora che gli enti di tutela avessero ricevuto richieste di sorta.
L’opinione di scrive queste righe è per il fronte del no. Ben vengano concerti di grandi artisti come Claudio Baglioni, qui a Siracusa, anzi, auspichiamone altri. Per questo genere di spettacoli si possono però trovare scenari più adatti (lo stadio, strutture private ecc.). Sembra un po’ una contraddizione pensare che visitando da turisti il teatro greco si sia costantemente seguiti dall’occhio vigili dei custodi che controllano ogni passo per evitare che si salga in zone vietate, che sia vietato utilizzare dei treppiedi per effettuare delle fotografie, per non danneggiare la tenera pietra calcarea, che sia vietato consumare cibi all’interno del parco archeologico e che, di contro, poi si autorizzi uno spettacolo notturno con migliaia di partecipanti che saranno poco controllati e che – e ne hanno tutto il diritto – si arrampicheranno e salteranno sulla stessa tenera pietra calcarea nel sentire le loro canzoni predilette.
Voi cosa ne pensate, cari lettori di questo blog ? Perché non dite la vostra nell’apposita sezione commenti ?

 

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it