Al tramonto l’università aretusea

uni_sr.jpgChecchè ne scrivano i giornali o dichiarino i politici locali, quello a cui si sta assistendo nelle ultime settimane sembra proprio essere il “canto del cigno dell’università siracusana”. Nonostante le continue rassicurazioni degli amministratori l’impressione che serpeggia tra gli studenti è che le facoltà ed i corsi di laurea dell’università di Catania, attivi a Siracusa – architettura e beni culturali – abbiano le ore contate. A voler guardare indietro le prime allarmanti voci si sentirono già agli inizi dell’anno, tirando in ballo la riforma universitaria che avrebbe messo a rischio le sedi decentrate. Seguirono le giuste proteste e richieste di chiarimento da parte degli studenti che misero in chiaro che i requisiti per rimanere attivi i corsi di laurea siracusani li avevano tutti. Poi, dopo appena poche settimane, e, soprattutto, senza alcun preavviso, ecco il fulmine a ciel sereno: il senato accademico decide di chiudere i corsi di laurea in beni culturali. A leggerla così, da esterno, l’opinione che ne viene fuori è che non sia tutto propriamente “limpido”. E’ vero che l’università di Catania si ritiene dalla parte della ragione perché vanta diversi milioni di debiti nei confronti della provincia di Siracusa ma, allo stesso tempo, come mai questa situazione che si trascinava da anni è saltata fuori all’improvviso, dall’oggi al domani ? Non sarebbe stato più coerente dare prima degli avvertimenti e cercare soluzioni anziché mettere semplicemente davanti al fatto compiuto ? La disputa andò avanti per alcune settimane con gli altisonanti proclami di rito di ogni parte politica che l’università si sarebbe salvata e, alla fine, un accordo effettivamente sembrò essere stato trovato. La provincia di Siracusa si impegnava a saldare il proprio debito in diverse rate e le facoltà sarebbero rimaste in città. Si son salvati capra e cavoli ? A voler ancora leggere tra le righe dei giornali non si direbbe proprio. Risale a due giorni fa una riunione a porte chiuse tra il rettore Recca, il sindaco ed il presidente della provincia. Di proclami chiari e limpidi ce ne sono pochi ma sembra proprio che l’università a Siracusa sia un “malato terminale” a cui rimane forse un anno di vita. Questo non solo per i corsi di beni culturali ma anche per la facoltà di architettura. Insomma dieci anni di realtà accademica siracusana finiranno al macero senza che gli oltre duemila studenti iscritti nella nostra città ne abbiano ben capito il motivo. Futuro più che incerto quindi per gli studenti. E che dire poi degli investimenti fatti: che ne sarà delle aule allestite, dei laboratori, degli alloggi studenteschi e delle biblioteche ma anche di tutto il piccolo mercato indotto (affitti, copisterie, librerie, mense) che ruotava intorno al mondo universitario ? Nell’indifferenza di molti sembra che tutto questo andrà semplicemente perduto.

Foto: Particolare di Palazzo Impellizzeri, sede della facoltà di architettura (autore: Tore Urnes/Geosearch.it)

Al tramonto l’università aretuseaultima modifica: 2009-07-22T08:48:44+02:00da admin
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