In Africa il progetto del Caprifoglio Onlus

caprifoglio.jpgL’associazione “Il Caprifoglio Onlus”, con il contributo importante della sede di Siracusa, sostiene il progetto HKH ( Help Kabale Hospital) ed i bambini che sono ricoverati nel reparto pediatrico dell’ospedale pubblico di Kabale in Uganda, ai quali l’associazione, fin da febbraio 2011, fornisce gli alimenti. E’ possibile vedere l’insieme di questo progetto al link http://www.ilcaprifoglionlus.org/pagina.asp?id=59 .

Mauro Tripodi, presidente dell’associazione spiega che il “Caprifoglio Onlus” organizza dei viaggi per far visitare ad amici, sostenitori, e volontari il luogo dove opera. “Per noi la trasparenza é principio fondamentale, quindi ci piace far vedere a tutti coloro che ci aiutano dove stiamo investendo i fondi che raccogliamo. Nei prossimi viaggi, i partecipanti avranno modo di far visita anche ai bambini della Scuola Primaria Bwama ai quali abbiamo fornito alimenti per 18 mesi, ed ora stiamo avviando un progetto di coltivazione di ortaggi per sopperire al bisogno di cibo, inoltre si avrà modo di visitare la comunità di Katoma dove stiamo avviando dei progetti di micro credito. Praticamente chi viene con noi tocca con mano la vera condizione di vita dei villaggi rurali, si potranno vedere le vere condizioni di vita di quelle popolazioni. Tutti i partecipanti saranno alloggiati presso la nostra sede operativa in Kabale e dovranno partecipare alla vita quotidiana dell’associazione. Insomma faranno un viaggio indimenticabile ricco di emozioni, che difficilmente potrebbero vivere da turisti. Scopriranno, al loro ritorno, cosa vuol dire mal d’Africa”.

Per ulteriori informazioni ed adesioni a questa meritoria iniziativa visitate il sito ufficiale www.ilcaprifoglionlus.org  o rivolgersi alle coordinatrici di AICO Sicilia, Rosanna Caruso e Laila Pace,  all’indirizzo rosylayla@gmail.com o al 3476962945.

(Foto:  www.ilcaprifoglionlus.org)

 

 

Conferenza Legambiente sul polo industriale

 

Cover_Sentieri_2011.jpgPer “conoscere e comprendere le cause dei danni. Ripararli per uscire dall’era dei guasti ambientali e sanitari. Ritrovare un agire gentile verso il mondo ei suoi abitanti”. Parole (e non solo) di Legambiente, e tra le molteplici attività della sezione di Siracusa si distinguono anche i progetti propositivi sulla ricerche per le conversioni degli impianti industriali della provincia. In particolare martedì 11 dicembre alle ore 18.30 presso Palazzo San Biagio di via Roma ad Augusta, Legambiente organizza una conferenza sul tema dell’impatto sulla salute del triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli sullo stato delle ricerche, evidenze e indicazioni di sanità pubblica, alla quale parteciperanno e relazioneranno il direttore sanitario dell’ASP di Siracusa e i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Nazionale delle ricerche di Pisa. Sarà inoltre presentata la ricerca nazionale, finanziata dal Ministero della Salute, denominata “Sentieri” (Studio Epidemiologico Nazionale  dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio d’Inquinamento” su 44 siti inquinati italiani.   

Fine estate e (vecchi) rischi ambientali

Immag0364.jpgPrima domenica di settembre, ma a Siracusa (anche se in presenza di qualche nuvola) si continua a frequentare le spiagge e i lidi balneari, dato che le temperature di fine estate lo permettono abbondantemente. Anche a marina di Priolo (foto), a pochi chilometri dalla zona nord della città, la costa ospita centinaia di bagnanti e gli stabilimenti aperti nonostante gli allarmi e le polemiche delle ultime giornate relative alle lamentele degli abitanti di Priolo sui livelli di inquinamento atmosferico e sui miasmi che  emanano dalle zone industriali adiacenti.

I tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) sono già stati attivati e risultano già in loco con la stazione mobile di rilevamento e i dati (di prossima pubblicazione) si congiungeranno a quelli delle altre stazioni di monitoraggio cittadine dislocate nelle vie Bixio, Specchi, Scala Greca, Teracati, Tisia e nella zone di Belvedere e dell’acquedotto comunale.

 

Ognina, le alghe, il sindaco, i cittadini e…

spiaggetta_ognina.jpgCronistoria di una vicenda paradossale: il 17 luglio un cittadino siracusano residente ad Ognina nel periodo estivo denuncia con una missiva agli organi di stampa l’inaccettabile condizione in cui versa la “storica” spiaggetta (ubicata nel golfetto subito dopo la caserma della Guardia di Finanza), totalmente sommersa dalle alghe e quindi non fruibile né da adulti e tantomeno da bambini e seguono le proteste di coloro che si sentono discriminati rispetto ai residenti di Fontane Bianche e Arenella, località in cui, invece, la provincia ha predisposto e ultimato la pulizia e rimozione momentanea (le alghe verranno risistemate a settembre onde prevenire l’erosione delle coste); nei giorni successivi gli esponenti delle amministrazioni comunali e provinciali rassicurano che sarà trovata una soluzione ma già il 3 agosto scorso il consigliere comunale di Neapolis denuncia che ancora nulla è stato fatto per rendere accettabile e decoroso il tratto di litorale in questione. Nella stessa giornata di venerdì 3 agosto, il sindaco in persona conferma le indiscrezioni che circolavano, ovvero che le alghe non verranno rimosse (oltre che per l’esorbitante costo  e l’impossibilità di far muovere sulla piccola spiaggia i mezzi meccanici) in quanto da alcune analisi preliminari “sembrerebbe” che le alghe ”potrebbero” essere dannose per le persone. Sabato 4 agosto scatta il divieto di balneazione (ma prima era stata semplicemente “sconsigliata”) e i controlli vengono intensificati.

Quasi contemporaneamente, in data 6 agosto i villeggianti di Ognina hanno manifestato contro divieto di balneazione considerandolo “eccessivamente allarmistico” e denunciando la pretestuosità del provvedimento e lamentandosi ancora dell’incuria di cui la classe politica dimostra nei confronti del degrado ambientale. Alle varie voci si aggiunge inoltre quella dell’assessore regionale all’Ambiente che rassicurai cittadini, affermando che “il superamento della soglia e’ solo un range che indica che quell’area marina deve essere sottoposta a monitoraggio, e non che necessariamente deve essere sottoposta al divieto di balneazione”.

Infine, è di poche ore fa la notizia che il sindaco ha “prontamente” revocato il divieto in quanto i tecnici dell’Arpa hanno escluso ogni pericolo per l’uomo. Insomma, la ormai famigerata “Ostreopsis ovata” potrebbe essere ascritta a buon diritto a protagonista di un racconto kafkiano…  

(Foto: siracusanews.it)

 

Il rigassificatore nella provincia di Siracusa: si o no?

rigassificatore-ionio-gas-area-industriale-priolo-melilli_thumb.jpgRigassificatore a Priolo, a due passi dalla città di Siracusa: si o no? Il dibattito politico e dei comuni cittadini imperversa già da qualche anno e sulla stampa anche recentemente l’argomento è di nuovo all’ordine del giorno. Un articolo di Antonio Fraschilla, apparso domenica 27 maggio nell’edizione di Palermo e Sicilia della “Repubblica”, ci informa che l’assessorato regionale all’energia ha dato il suo parere favorevole ma che il presidente Lombardo (dimissionario, pare) per ora ha rinviato la decisione ai prossimi giorni (pare).

Il tema era e resta scottante in quanto sembrerebbe che il progetto comporti “800 milioni di investimenti privati, 32 milioni di compensazioni ai Comuni interessati”, (si presume Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta) nonché circa mille posti di lavoro (e di questi tempi è tutto oro colato, verrebbe da dire). La Erg vuole costruire ma la Regione ha già imposto, logicamente, tutta una serie di paletti affinchè il progetto possa essere approvato: monitoraggio della qualità dell’aria, controllo dell’inquinamento, creazione di vivai e protezione delle acque della costa di Melilli e Priolo.

Considerando che Legambiente, Natura Sicula e altre associazioni ambientaliste sono contrarie e sul piede di guerra e che diversi esponenti politici in questi giorni pretendono un chiarimento dal presidente della Regione Sicilia nell’incontro previsto oggi a Palermo con le rappresentative politiche, sociali ed economiche interessate, i colpi di scena potrebbero non essere finiti…

 

 

 

Una Mela per la Vita 2011

mela per la vita.jpgCon soli 8 euro, sabato 8 e domenica 9 ottobre, anche a Siracusa sarà possibile contribuire ai fondi per la ricerca scientifica contro la sclerosi multipla, una malattia che in Italia ha colpito oltre sessantamila persone (di cui la metà sono giovani).

Per “Una Mela per la Vita 2011”, la sezione di Siracusa dell’’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, per la raccolta fondi e per sensibilizzare i cittadini su questa grave malattia, installerà dei punti di riferimento e informazione nella città e precisamente a largo XXV Luglio, Piazza San Giovanni, Santuario della Madonna delle Lacrime e centro commerciale “I Papiri”, in cui volontari di varie associazioni, in cambio del modesto contributo economico, distribuiranno le mele del consorzio ortofrutticolo europeo UNAPROA.  

E’ possibile inoltre partecipare alla raccolta fondi donando 2 euro con un sms al numero 45508 da cellulare oppure 2 o 5 euro da rete fissa. “FERMA LA SCLEROSI MULTIPLA. FAI ANDARE AVANTI LA RICERCA”.

All’ospedale accolti con un sorriso

ospedale.jpgSe c’è un luogo a Siracusa che – per buone ragioni –  cerco di evitare il più possibile, questi è l’ospedale Umberto I. Il livello qualitativo della sanità siciliana non brilla certo per fama in campo nazionale e, se a questo aggiungiamo i miei personali pregiudizi, confesso che cerco di frequentare l’ospedale di Siracusa il meno possibile, sia in veste di paziente che in quella di visitatore. Quell’enorme palazzone, costruito al centro della città, con quel suo rivestimento di mattonelle scure mi ha sempre dato un’effetto tetro e gotico. Impressione che non veniva poi certamente smentita una volta entrato all’interno dei suoi caotici corridoi dai muri scrostati e dai mille odori. Eppure oggi vorrei spezzare una lancia in favore dell’Umberto I e di un servizio di cui ignoravo l’esistenza ma che dà un volto un pochino più umano al nostro ospedale.
Alcuni giorni fa, per forza di cose, sono stato costretto a recarmi all’Umberto I per delle analisi ed il primo impatto è stato quello con le tecnologiche quanto ostilissime macchinette per il pagamento del ticket. Nonostante le migliori intenzioni non c’era verso di far accettare il denaro. Questo fin quando, inaspettatamente, mi è venuta in aiuto una delle giovani impegnate nel servizio “Accogliere con un sorriso” che ha provveduto a rimettere in riga la macchinetta ribelle.
Comprendo bene che il lettore non Siracusano sicuramente non capirà quale sia la notizia sensazionale ma deve fidarsi quando gli dico che per me ed i miei concittadini è un’assoluta novità trovare all’interno dell’ospedale del personale addetto esclusivamente all’accoglienza e all’assistenza e, oltretutto, con cortesia. Fino a qualche anno fa le informazioni e l’assistenza erano un bene raro che veniva spesso dato bruscamente da personale che in realtà non aveva alcun motivo per sorridere in quanto addetto ed oberato da mille altre mansioni.
Informandomi un po’ ho scoperto che “Accogliere con un sorriso” è un progetto attuato nell’ambito del servizio civile e che vede ormai da alcuni anni una ventina di giovani impegnati esclusivamente nei servizi di accoglienza ed orientamento nell’ospedale.
Personalmente ho trovato molto utile e gradevole trovare delle persone specifiche a cui rivolgersi (e perché no, trovare anche del personale giovane) per chiedere aiuto e che rispondano con cortesia. Un servizio utile per i cittadini e ancora più se si tratta di persone anziane.
Insomma, una bella sorpresa quella trovata all’Umberto I: non sarà certo un sorriso a risolvere i mille problemi della nostra struttura ospedaliera ma, diciamocelo, a volte basta veramente poco per rendere un po’ più accogliente un qualsiasi servizio pubblico.

Foto tratta dal sito “Ospedalità antica in Sicilia