Risultati e statistiche Siracusa Marathon e Calcio

maraton4.jpgLa tredicesima edizione della Siracusa City Marathon, con arrivo e partenza all’isola di Ortigia, ha visto, ieri, la vittoria di Alberico Di Cecco, della società sportiva A.S.D. Farnese, con il tempo di 2:28:40, davanti al vincitore del 2011 ovvero Vito Massimo Catania con un distacco di soli 4 secondi. Terza piazza a Giovanni Cavallo, a 6 secondi dal vincitore.maraton1.jpg

 

Fra le donne, prima Monica Casiraghi del Team Cellfood, con l’ottimo tempo di 3:04:15, tallonata alle spalle da Roberta Orsenigo (stesso tempo) e da Lara La Pera con 3:10:21. Infine, orgogliosamente (giustamente) ultimo, Paolo Fugale, con il tempo di 5:44:40, soddisfatto di aver portato a termine la storica distanza della maratona olimpica.

 Sul versante calcistico, invece, l’ultima domenica di gennaio porta in dote al Siracusa Calcio un solo punto in classifica e, pertanto, è costretto a cedere il primato della classifica a favore dell’altra compagine siciliana, il Trapani, in vetta a 40 punti, 1 punto in più del Siracusa (Spezia terzo a 34 punti).

Le statistiche mensili dei Leoni aretusei riportano quindi: 2 pareggi e 2 vittorie con 4 gol fatti e 1 subito. Il bilancio complessivo della stagione in corso consta, pertanto, di 12 vittorie, 3 sconfitte e 6 pareggi, 28 gol fatti e 17 subiti, mentre il calendario (breve, causa sosta del 19) del mese di febbraio prevede: il 5 febbraio partita in casa con il Feralpi Salò (ultimissimo a 17 punti), domenica 12 impegnativa trasferta a Cremona, domenica 26 gara al De Simone con il Pergocrema (decimo in classifica).      

 

Giorno della Memoria 2012

giornata memoria.jpg“Chi salva una vita, salva il mondo intero”, sono le parole di Ben Kingsley nel film “Schindler’s List” di Steven Spielberg, che da anni è ormai considerato un classico del Cinema, imprescindibile per comprendere appieno il dramma dell’Olocausto del popolo ebraico (o Shoah). Il 27 gennaio 1945, come si vede nello stesso film, alcuni cavalieri dell’Armata Rossa Sovietica aprirono il campo di concentramento di Auschwitz, scoprendo così l’orrore che custodiva. Così come istituito solennemente dall’Italia nel 2000 e dall’ONU nel 2005 (nonché da innumerevoli Paesi del mondo), il 27 gennaio è dedicato alla memoria di tale immane genocidio ed, in particolare, nel nostro Paese si ricordano con dolore anche “le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (art.1 della legge che istituisce il “Giorno della Memoria”).

A Siracusa, per questa ricorrenza, come ogni anno, sono in programma diversi eventi:

          venerdì 27 gennaio, presso l’istituto tecnico “Filadelfo Insolera”, presentazione, esposizione e premiazione dei lavori sul tema, elaborati dagli studenti nel mese di dicembre;

          lunedì 30 gennaio, proiezione a palazzo Vermexio di ”Io sopravvissuto ad Auschwitz” alla presenza di Pietro Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz;

          mercoledì 1 febbraio, rappresentazione teatrale sul tema della “libertà negata”, di Sebastiano Rabbito, della “Piccola Accademia Teatro Giovani”;

          venerdì 27 gennaio, ore 19.30, al Cinema Aurora di Belvedere, proiezione di “Jona che visse nella balena”, ingresso libero, a cura della neonata associazione cinefila “Cromosoma Iblon”.

Altri eventi:

 

*   venerdì 27 gennaio, ore 22.30, per Rocketta Light, al pub Buz, concerto di Diego Deadman Potron e del suo “blues rivisitato, musiche dai canti afroamericani del XIX secolo in chiave blues, sonorità roots e voce calda”;

*   venerdì 27 gennaio, ore 21, alla sala Randone di via Malta, “Varietè d’Operetta”;

*   venerdì 27 gennaio per “Circolo delle conversazioni”, dialogo su mito e sud est con Piercamillo Falasca, Pietro Barcellona, Franco Cassano, Peppe Nanni e Lettura teatrale “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”;

*   sabato 28 gennaio, ore 18.30, presso Istituto S. Privitera di viale Regina Margherita, per Voci a Siracusa, concerto di Mariarita Pellitteri, “la magia del pianoforte”; ore  21.30, alla sala Randone di via Malta, “Guitar circus special guest Maurizio Solieri”, ingresso euro 10;

*  domenica 29 gennaio, ore 18, alla sala Randone di via Malta, rappresentazione teatrale“Questi Fantasmi” di E. De Filippo, regia di T. Alescio; ore 19, presso Cattedrale in piazza Duomo, concerto dell’”Orchestra Euterpe” di 50 elementi;

*   mostra a Palazzo Greco in corso Matteotti, Il Mestiere di Dioniso, da Duilio Cambellotti a Luca Ronconi”, fino al 18 marzo;

*   XIII Siracusa City Marathon, partenza ore 9 da piazza Duomo, gara podistica internazionale di maratona, mezza maratona e 10 km., nel tracciato cittadino di Ortigia, corso Umberto, piazzale Marconi, via Elorina, via Rubino, viale Ermocrate, viale P. Orsi, ed extra-cittadino in via Necropoli del Fusco e strada prov. Maremonti – fonte Ciane.

Gratta e vinci…molto poco!

la_dea_bendata.jpgChi avrebbe mai detto che qualcosa sarebbe riuscita nell’impresa, considerata impossibile fino a pochi anni fa, di spodestare una tradizione istituzionale come la Lotteria Italia che, dagli anni ’50 e fino ai nostri giorni, rappresentava il sogno di vincita di un popolo intero?

Passeggiando per le vie della nostra città (ma ovviamente di tutte le città italiane), non può che meravigliare l’enorme quantità di persone (uomini, donne e ragazzi, che in teoria non potrebbero) che si affollano nelle edicole, tabaccherie, agenzie di gioco, ricevitorie e “bet point” di varie sigle (che sorgono e spariscono, anche a Siracusa, in pochissimo tempo) per tentare la fortuna in tutti i tipi di giochi e scommesse.  In particolare il “gratta e vinci” è ormai una mania collettiva: se fino a qualche tempo fa i nostri spiccioli o piccoli risparmi finivano nel salvadanaio o nelle tasche per eventuali piccole spese, adesso costituiscono il fondo economico di riserva per sfidare la buona sorte quotidiana.

D’altronde, come si evince dalle ultime statistiche di settore, pubblicate  recentemente da “La Stampa”, il giro d’affari dei vari giochi (gratta e vinci, lotterie, lotto, slot machine, scommesse sportive etc.) è strabiliante: “76,5 miliardi di euro. Un aumento rispetto al 2010 di 15 miliardi di euro, ovvero il 24,3% in più. Questo significa che nell’anno della crisi più nera, della disoccupazione giovanile al 30%, dello spread alle stelle e dei tagli indiscriminati, gli italiani hanno speso in giochi e scommesse oltre 1200 euro non a famiglia, ma a testa – includendo nel calcolo persino i neonati! Con un aumento di spesa di circa 250 euro a persona rispetto all’anno precedente”.

gratta-e-vinci1.jpgIn pratica, gli italiani adesso giocano e scommettono più degli inglesi, per antonomasia considerati da sempre gli scommettitori per eccellenza (i bookmaker di Londra, come è noto, accettano scommesse su quasi tutto). Forti, in questo senso, e facilmente comprensibili le ragioni di tale fenomeno: la crisi economica, la mancanza di un reddito e di un futuro certo, spingono ai miraggi (le probabilità di vincita di alcuni giochi, statistiche alla mano, sono a dir poco infinitesimali) di guadagni facili milioni di persone ogni giorno.

L’ultima frontiera è, poi, il poker online, con la possibilità di giocare dal web con avversari di tutto il mondo, comodamente da casa propria semplicemente inserendo il codice della propria carta di credito. Per il giocatore “dilettante”, abituato a giocare nel periodo natalizio con i 4 amici di lungo corso, ma anche per quelli tenacemente attaccati alla passione per bluff e fascino del brivido da tavolo verde, praticamente un’eresia…

 

  

 

Rapporto polizia urbana 2011

poliz_munic__0.jpgFra i tanti parametri che caratterizzano una città e il suo livello di crescita sociale, culturale ed economica, la gestione del traffico urbano ed il rispetto del codice della strada rappresentano un importantissimo indice di valutazione. In questo contesto, da pochi giorni, il comando della Polizia Urbana di Siracusa ha diffuso il suo rapporto annuale:   nei 12 mesi del 2011 il corpo dei vigili urbani ha elevato complessivamente 65.000 contravvenzioni (ovvero 178 al giorno che, su una popolazione di oltre 123.000 persone, equivalgono a 1 contravvenzione ogni 2 persone) per irregolarità per sosta selvaggia in seconda e terza fila, su strisce pedonali e zone riservate a disabili. Comminati inoltre 350 verbali elevati per guida senza casco, 930 per omesso uso della cintura di sicurezza e 545 per uso del telefono cellulare durante la guida, 245 per la circolazione senza la prescritta copertura assicurativa.

Comportamenti e abitudini deleterie che pregiudicano la sicurezza di automobilisti e pedoni, considerando che queste hanno provocato, negli ultimi in undici mesi, ben 930 sinistri (circa 3 incidenti al giorno), di cui 4 con esito mortale e 615 con conseguenze alle persone. Vi sono stati un totale di 875 feriti di cui 7 con prognosi riservata. Per guida sotto l’effetto di alcol e/o stupefacenti sono stati denunciati 23 soggetti (ma qui il fenomeno sembra essere molto più rilevante rispetto alla realtà delle cifre), mentre 10 sono state le persone denunciate per guida senza patente e 10 per omissione di soccorso.

Per quanto riguarda la difesa dell’ambiente, nel corso dell’attività, che ha avuto inizio dal mese di agosto, sono state elevate 287 sanzioni a causa dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti; per la lotta al fenomeno dei parcheggiatori abusivi sono state  elevate 20 sanzioni amministrative e denunciati 8 soggetti per concomitanti e ripetuti reati di natura penale.

Per fare un semplice raffronto con la città di Catania, a noi più vicina e per molti versi affine, la polizia municipale ha riscontrato, sempre nel 2011, oltre 204.000 infrazioni su 292.000 abitanti (ovvero 0,7 a persona), ciò significa che nella città di Siracusa si registrano annualmente cifre molto simili (in percentuale) a quelle di una città con più del doppio degli abitanti ed enormemente più estesa.

Se si pensa che alcuni mesi fa ci fu una levata di scudi pressoché unanime da parte di migliaia di cittadini (specialmente sui social network) per la foto di un automezzo dei vigili urbani parcheggiato in prossimità delle strisce pedonali (probabilmente non una buona condotta, ma altrettanto probabilmente inerente una necessità di servizio), viene in mente la considerazione che forse sarebbe più opportuno che ognuno di noi cominciasse seriamente a guardare più “alla trave davanti ai nostri occhi che la pagliuzza in quella degli altri”…

 

(foto: siracusanews.it)

 

 

Gli appuntamenti del weekend

Siracusa.jpgIl weekend a Siracusa:

*      venerdì 20 gennaio, ore 18, presso palazzo Greco, corso Matteotti, “Circolo della conversazione”: la regista Roberta Torre e Bruno Roberti, lettura teatrale “Mito, teatro e cinema”;

*      venerdì 20 gennaio, ore 22.30, per Rocketta Light, presso pub Buzz, concerto di His Clancyness, ovvero Jonathan Clancy, “cinquant’anni di pop e psichedelica racchiusi nelle note delle sue canzoni”;

*      sabato 21 gennaio alle 18,30, presso la galleria Roma in piazza S. Giuseppe inaugurazione della  mostra fotografica di Maurizio Di Pace sul tema dell’emarginazione e della solitudine, del disadattamento e della sofferenza “quali elementi presenti e scomodi nel concetto comune di società perfetta”;

*      venerdì 20 gennaio, alle ore 18.30, presso la Galleria Roma, di piazza San Giuseppe 2, presentazione della rivista storico-letteraria Agorà, a cura dell’Associazione Culturale Italo-Tedesca, con il dott. Elio Micciché del comitato di direzione, il Prof. Gino Sanfilippo, docente della facoltà di Scienze Politiche di Catania, la dott.ssa Sofia Sicurezza, direttore Archivio di Stato di Catania ed il Prof. Paolo Giansiracusa, critico d’arte;

*      per “Luci a Siracusa”: venerdì 20 gennaio, ore 21.30, presso la sala Randone di via Malta “Ortigia in Blues. Scheol Dilu Miller & Band”; sabato 21 gennaio, ore 18.30, presso Istituto Privitera, concerto di Paola Modicano e Marina Gallo, “150 anni di musica italiana … da Rossini a Berio”; domenica 22 gennaio, ore 18,30, Jolanta Stanelyte e Guido Galterio, concerto “Salotto Helbig”;  

il-velo-di-maya-a-cura-di-lorenzo-canova-989.jpg*      per il ciclo “Siracusana è”: sabato 21 gennaio, presso Galleria Montevergini di via S. Lucia alla Badia, inaugurazione di “Il Velo di Maya”, mostra dipinti di Paola Marzano;  

*      domenica 22 gennaio, ore 17.00, processione del simulacro di San Sebastiano per le vie di Ortigia, ore 20.30 asta dei doni e fuochi d’artificio;

*      domenica 22 gennaio, escursione/visita guidata sui monti Climiti: ultime propaggini orientali dell’altipiano ibleo, scrigno di elementi naturali, storici, architettonici e archeologici”. A cura di Legambiente Siracusa, per  info tel. 3288857092, raduno ore 9, viale Scala Greca presso bar “La Conchiglia”,  € 7,00 (soci € 5,00).

 

Il museo di Paolo Orsi

museo1.jpg“Quando entriamo in un museo, molto spesso la sensazione è quella che il passatempo preferito degli antichi fosse quello di fare vasi e romperli”.

Ci si passi la battuta ma in un complesso di quasi 3.000 metri quadri e con un’esposizione di oltre 18.000 pezzi, qual è quella del Museo Paolo Orsi di Siracusa, tale impressione è davvero evidente, soprattutto dopo aver avuto il piacere di ammirare oggetti in ceramica della civiltà delle colonie elleniche nella provincia di Siracusa, ha messo in risalto, in un arco di tempo che copre più di otto secoli, la vasta produzione di un’arte in costante evoluzione.

Sintetizzando e schematizzando le varie epoche storiche, esse comprendono una parte preistorica e tre diversi lassi temporali identificabili nelle cosiddette età del bronzo.

porsi.jpgL’originario popolo dei Sicani è protagonista della seziona preistorica, nella quale la ceramica di produzione autoctona, sviluppata essenzialmente per usi famigliari, quali la conservazione di cibi e bevande o per scopi rituali, non evidenzia particolari raffinatezze, anzi si tratta di ceramica grezza atta esclusivamente a usi domestici.

Nell’età del bronzo antico (prima del XV° secolo A.C.), invece, comincia ad evidenziarsi, soprattutto nei reperti della civiltà castellucciana di Noto, una più ricercata raffinatezza sia nei particolari, come ad esempio l’introduzione dei manici sulle anfore, ma soprattutto le prime decorazioni e colorazioni.

Con l’età del bronzo medio (XV-XIII sec. A.C.), e con la cultura di Thapsos, l’affinazione della tecnica raggiunge livelli più elevati, merito anche dei fiorenti traffici commerciali e della richiesta sempre più rilevante nonché dell’influsso greco.

Nonostante il periodo storico successivo, tra il XIII e XI secolo, che denuncia un regresso nelle attività artistiche, una sorta di medio evo greco, con la produzione dell’età del bronzo finale (XI-IX sec. A.C.), e in particolar modo quella riscontrata nei siti di Pantalica, l’arte ceramica raggiunge livelli di grande qualità.

Da quest’epoca inizia la produzione a tornio, e non più manuale, lo stile si fa elegantemente geometrico, viene introdotto lo schema a figure nere e si assiste ad una maggiore ricercatezza di argomenti e decorazioni ricavate dai miti e dalle rappresentazioni delle antiche civiltà orientali, fra queste quella egiziana, come si evince dalla raffigurazione di sfingi e figure animali esotiche.

Ancora la ricca esposizione di crateri, vasi religiosi e oggetti in ceramica policroma, anche oggetti d’importazione e di imitazione da tutta l’Attica e Atene in particolar modo, dai siti della Megara Iblea, dai caratteristici vasi a tre manici per l’acqua(idrie) fino alle elaboratissime opere con rappresentazioni delle antiche opere di Omero, Iliade ed Odissea, che nonostante la difficoltà storica nella rappresentazione della prospettiva nulla tolgono allo spessore culturale e artistico di questa immensa esposizione.

 

Siracusa descritta da Cicerone

                                                                                                                           

siracusa_ortigia1.jpgAvete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte. La sua fama non è usurpata: occupa una posizione molto forte, e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi, ma che si congiungono e confluiscono all’altra estremità. Nel punto di contatto, la parte della città chiamata l’isola, separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte. La città è così grande da essere considerata come l’unione di quattro città, e grandissime: una di queste è la già ricordata “isola “, che, cinta dai due porti, si spinge fino all’apertura che da accesso ad entrambi. Nell’isola è la reggia che appartenne a Ierone II, ora utilizzata dai pretori, e vi sono molti templi, tra i quali però i più importanti sono di gran lunga quello di Diana e quello di Minerva, ricco di opere d’arte prima dell’arrivo di Verre. All’estremità dell’isola è una sorgente di acqua dolce, chiamata Aretusa, di straordinaria abbondanza, ricolma di pesci, che sarebbe completamente ricoperta dal mare, se non lo impedisse una diga di pietra.

L’altra città è chiamata Acradina, dove è un grandissimo Foro, bellissimi portici, un pritaneo ricco di opere d’arte, un’amplissima curia e un notevole tempio di Giove Olimpio; il resto della città, che è occupato da edifici privati, è diviso per tutta la sua lunghezza da una larga via, tagliata da molte vie trasversali. La terza città, chiamata Tycha perché in essa era un antico tempio della Fortuna, contiene un amplissimo ginnasio e molti templi: si tratta di un quartiere molto ricercato e con molte abitazioni. La quarta viene chiamata Neapolis (città nuova), perché costruita per ultima: nella parte più alta di essa è un grandissimo teatro, e inoltre due importanti templi, di Cerere e di Libera, e la statua di Apollo chiamata Temenite, molto bella e grande, che Verre, se avesse potuto, non avrebbe esitato a portar via” (Descrizione dell’antica Siracusa, dalle “Verrine” di Cicerone).

“Settimana del libro”

settimanadellibro.jpg“Settimana del libro” è il titolo della manifestazione culturale organizzata dal Comune di Siracusa, VerbaVolant edizioni e Biblios Cafè, in scena all’Antico Mercato di via Trento, già inaugurata giovedì 11 gennaio e che rimarrà allestita fino a domenica 15.

Il sottotitolo è “Editorando. Incontri con editori e autori” ed infatti, nei quattro giorni della kermesse, si avvicenderanno le presentazioni di libri e opere letterarie, conferenze, dibattiti, spettacoli ed altri eventi inerenti il mondo della letteratura, in cui i curatori dell’evento hanno anche voluto mettere in evidenza gli autori emergenti accanto a quelli già affermati e una gamma variegata di editori: VerbaVolant, Ottavio Navarra Editore, Morrone editore, Emanuele Romeo Editore, Discovery edition, Lettera Ventidue.

Particolarmente interessante sarà la conferenza/dibattito (venerdì 13 alle ore 19) “Il libro: scrigno di verità e di memoria”, a cura delle professoresse E. Ferrarini e G. Pace della Società Dante Alighieri, mentre sabato 14 gennaio alle ore 18, Roberto Fai presenterà “La divulgazione della scienza e della cultura”, a cura di Damiano Spadaro.

 

Altri eventi:

venerdì 13 gennaio alle 22.30, per il ciclo Rocketta Light, sul palco del pub Buzz “Girl with the Gun”: Matilde Davoli e Populous, “chitarre elettriche e soavi vocalizzi nell’indiepop band Studiodavoli e sperimentazioni elettroniche con la cult label berlinese Morr Music”;

fino al 9 febbraio 2012, presso la Galleria regionale di palazzo Bellomo di via Capodieci, Navigare nell’arte. Dall’antico al contemporaneo”, a cura di Carmela Vella;

“Luci a Siracusa”: sabato 14 gennaio, ore 19, alla Galleria Montevergini di via S. Lucia alla Badia, concerto Dammen Quartet, quartetto d’archi al femminile; ore 21, presso Antico Mercato di via Trento, per il ciclo “Voci a Siracusa”, concerto dal titolo “Carinhoso: jazz e ritmi brasiliani”, Maurizio Di Fulvio Trio e Alessia Martegiani, ingresso libero; domenica 15 gennaio alle ore 18, alla sala Randone di via Malta, “Lucia Siracusana” commedia musicata di Francesco Firullo; fino al 12 febbraio 2012, presso l’ex Monastero del Ritiro di via Mirabella, la mostra “Sicilia. Incanti di luce, terra e mare”, personale di Roberto Braida;

venerdì 13 gennaio, ore 18, presso Palazzo Greco di corso Matteotti, appuntamento settimanale dal titolo Circolo delle Conversazioni: sei dialoghi su teatro storia politica”, Giorgio Albertazzi e Fernando Balestra interpreti di “conversazione sul mito, amore e potere”, presentazione di Fabio Granata e lettura teatrale Memorie di Antinoo” con Giorgio Albertazzi.

 

Vaccari-Mauceri: i pupari di Ortigia

pupi.jpgNell’era della tecnologia e della multimedialità, parlare di pupi siciliani evoca immediatamente immagini d’altri tempi, di spettacoli di piazza, fra il vociare di piccoli e grandi ed il rumore delle armature, di minuscoli teatrini polverosi. Ancora oggi sopravvivono alcuni teatri che cercano di mantenere la tradizione spesso proponendo rappresentazioni per turisti. Recentemente l’UNESCO ha dichiarato il Teatro dell’Opera dei Pupi, Capolavoro del patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità. Per riscoprire e attualizzare questa espressiva e affascinante forma d’arte, è possibile visitare il Museo Aretuseo dei pupi, in piazza San Giuseppe 33, che espone l’unica collezione rimasta integra di pupi siracusani. La famiglia Vaccaro-Mauceri apre ogni giorno,esclusa la domenica, il sipario su questa antica tradizione per farne conoscere la favola di legno e cartapesta.

250px-Siracusa_Teatro_dei_Pupi.jpgL’Opera dei Pupi, com’è noto, è una rappresentazione teatrale i cui protagonisti sono i Paladini di Carlo Magno, raffigurati da delle particolari marionette, dette Pupi e narra storie tratte dalla Chanson de Roland. L’Opera è tipica della tradizione siciliana dei cuntastori, cantastorie in italiano. I teatri dell’Opera dei Pupi furono un genere di spettacolo che ebbe notevole successo nella Sicilia del XIX secolo. Secondo molti trassero origine dal ciclo epico di Don Chisciotte. Riccamente decorati e cesellati, con una struttura in legno, i pupi hanno delle vere e proprie corazze e variano nei movimenti a seconda della scuola di appartenenza. La differenza più evidente sta nelle articolazioni: leggeri e snodabili, comunque difficili da manovrare, oppure più pesanti e con gli arti fissi ma più semplici da manovrare. Il puparo, cura lo spettacolo, le sceneggiature, i pupi, e con un timbro di voce particolare riesce a dare suggestioni, ardore e pathos alle scene epiche rappresentate. I pupari recitano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando furioso. Ogni pupo rappresenta tipicamente un preciso paladino, caratterizzato per la corazza ed il mantello e gli spettatori usavano parteggiare per uno. Generalmente si contrapponevano, fra tutti, i sostenitori delle due figure più amate: Orlando e Rinaldo, ed altre figure  di rilievo: Carlo Magno, Angelica ed i saracini Rodomonte, Ferraù, Agramante, Marsilio.

pupi2.jpgA Siracusa, in particolare, la tradizione, che affonda le sue radici nell’età greca, è stata recentemente rinnovata grazie a sovvenzioni Europee. Con questi contributi è stato riaperto nel centro storico di Ortigia, un piccolo teatro e una bottega dell’opera dei pupi gestita dagli eredi dell’antica famiglia Mauceri. Inoltre è stato aperto un museo dei pupi che espone la tradizione aretusea presenta già dalla metà dell’ottocento. Il museo apre lo scenario su questo mondo fantastico, dove è possibile ammirare i pupi in fase di costruzione, gli arnesi utilizzati, i primi pupi realizzati, il primo laboratorio, gli spettacoli itineranti. Presso il museo è stato inoltre allestito un Centro studi sull’opra siracusana, che raccoglie ogni tassello della storia del teatro dei pupi a Siracusa ed ospita una ricca collezione di libri tematici, raccolte di testimonianze audio e video, cartoline e antichi manifesti.

Per tutti coloro che vogliono ancora sognare le gesta e rivivere le storie dei paladini di Francia il   museo aretuseo dei pupi è in Piazza San Giuseppe 33, per visite e informazioni tel. 0931.465540 – 347.3810826 oppure info@pupari.com.

 

Alla ricerca delle virtù perdute: la determinazione

determinazion.jpgProseguendo il filo della ricerca delle virtù perdute, in questo suo nuovo intervento, Fausto Lionti, coordinatore dell’Associazione Culturale Nuova Acropoli di Siracusa, ci parla del senso della parola determinazione (articolo apparso sulla rivista omonima, n.d.r.), così tanto evocata nel linguaggio quotidiano ma, come tante parole pregne di significato, non sempre del tutto pienamente compresa.  

Abbiamo perso una virtù, la capacità di avere una volontà ferma, stabile, non perché non esiste ma perché è una rarità trovarla in un’epoca in cui tutto sembra facile e raggiungibile, in cui tutte le cose hanno lo stesso valore e di conseguenza non ne hanno alcuno.

Tutto questo ha condizionato o meglio ha indebolito la volontà e la chiarezza negli obiettivi, se per arrivare alla meta occorre perseguire, lottare, sforzarsi cadere e rialzarsi, è meglio cambiare meta tanto non si hanno fini definiti, determinati cioè entro limiti certi e chiari.

Non si ha la capacità di scelta. Oggi si esalta la libertà che porta con sé la possibilità di preferenza, ma non sappiamo scegliere perché non conosciamo le opzioni perché mai le abbiamo approfondite e non abbiamo neanche sviluppata la capacità di vagliare: è come trovarsi davanti a tante bottiglie di vino che vanno dalle qualità più scadenti all’eccellenza ma non conoscendo il vino non sappiamo quale scegliere.

Oggi in apparenza abbiamo molte possibilità, molte alternative, abbiamo una sovrabbondanza di informazioni ma non abbiamo la preparazione culturale e morale per avere una sana capacità decisionale.

Se uno sa cosa vuole, determina lo spazio ed esclude tutto ciò che sta intorno, che è superfluo; è come la concentrazione che centra un punto. Quando si è indeterminati, non convinti, si vaga in spazi molto aperti senza limiti e senza mete, l’occhio non sa dove posarsi e la volontà non sa quale direzione prendere. Il determinato ha un inizio per giungere alla fine dell’obiettivo fissato è de-terminato.

Perché non troviamo gente pronta a prendere un impegno e a portarlo a termine con determinazione? A volte ci sono i buoni propositi ma sono troppe le distrazioni e non siamo più abituati a coltivare le virtù cosi al posto della determinatezza esiste la caparbietà, la cocciutaggine che è fissarsi per orgoglio o per egoismo e non per chiarezza di fini.

Forse in pochi sanno che Termine era un epiteto di Giove con significato di protettore dell’impegno e in seguito divenne la divinità che vegliava i confini dei poderi

Termine è passato nel diritto romano come un evento futuro che è certo, anche se in alcuni casi non si sa quando il suo verificarsi, come il caso della morte, ed è distinto dalla condizione (un altro concetto giuridico) che permane incerto il verificarsi dell’evento a cui l’ordinamento subordina effetti giuridici.

Da qui deriva la parola determinato che è colui che ha preso un impegno con se stesso e di certo, grazie a questa virtù, ne è il risultato.

Il determinato è risoluto e fermo nelle decisioni prese perché valutate. Determinati si può essere per una meta ma si può esserlo nella vita. Si diventa una persona con una forza di carattere che mostra la propria tenacia in ogni situazione che ci porterà ad avere successo in tutti gli ambiti della nostra esistenza.

 

Fato che spingi e respingi,                

ineluttabile ti fingi.

Fatto tu fosti per temprare l’animo,      

il diamante segna la pietra più dura

per tale ragione non ti biasimo

Prima che finisca la notte oscura

la determinazione, la invitta,

sarà l’arma risoluta e sicura.           

Fato che stringi e costringi

non sei tu quello che vinci.

 

Fausto Lionti