La Profondità (di F. Lionti)

Socrates.jpgInauguriamo in questo blog, come nelle altre pagine Virgilio dedicate alle città italiane, uno spazio periodico dedicato all’intervento di coloro che amano la nostra città e ad essa e alle persone che qui vivono si dedicano, attraverso attività culturali e sociali. In questo primo appuntamento, il coordinatore regionale dell’Associazione culturale Nuova Acropoli Italia, Fausto Lionti, affronta l’argomento (pubblicato sulla rivista dell’omonima associazione, n.25 dell’aprile-giugno 2011) della “profondità”, ovvero sull’importanza di essere meno superficiali, più presenti e coscienti, più in relazione con il nostro vero essere:

 

La nostra società con una parvenza di efficienza … ci fa correre freneticamente per giungere a nessun approdo.

Siamo passati dalla clessidra all’orologio con i suoi minuti e i suoi secondi, frazionando il tempo ci siamo illusi di avere più tempo, l’orologio in realtà ha donato all’uomo un tempo inafferrabile che sfugge, per arrivare a sentire dire, sempre più spesso,  “non ho tempo”.  Solitamente non si ha tempo per vivere le cose che contano e che hanno un certo valore con intensità, perché si sta sempre correndo per approdare alla fine della giornata davanti ad un televisore che, il più delle volte, appena acceso di riflesso spegne le capacità cognitive nell’uomo. Il cervello funziona con tutti i suoi impulsi ma la mente, che riflette che analizza che approfondisce, ne è scollegata.

La velocità produce la forza centrifuga, una forza che proietta verso l’esterno … verso la superficie e la nostra società ove tutto è più veloce, oltre a rubarci il tempo ci ha resi superficiali allontanandoci inesorabilmente dal centro di noi stessi.

La profondità ha bisogno di tempo, del suo tempo, che la società consumistica non ci dà più, non perché si ha meno tempo ma perché la società moderna ci vuole dinamici, ci vuole al passo coi tempi, ci vuole consumistici e superficiali perché vi è uno stretto legame tra i due, se non fossimo superficiali non avremmo bisogno di consumare tanto. Il consumo frenetico che regge la nostra economia non vuole individui coscienti e consapevoli, non vuole che si rifletta ma che si agisca d’impulso che si agisca spinti dall’emozione (e- mozione = mossi verso l’esterno) e si segua ciò che piace e non ciò che è valido perché così ha deciso la pubblicità che regge la nostra economia.

Abituati ad agire d’impulso negli acquisti trasferiamo tale comportamento anche nei rapporti con gli altri e nel dialogo con noi stessi.

Ci si ritrova alla superficie nei rapporti sociali, e questo conduce ad avere legami meno stabili, legami saltuari che durano finché non si trova qualcosa di nuovo, di più entusiasmante e questo spazia dalle amicizie ai rapporti di coppia (stavo per usare il termine legami). Internet permette di avere centinaia di amici e fa dimenticare il vero amico, confondendo la quantità con la qualità.

Si resta in superficie nei rapporti con il sacro, dove si cerca il vantaggio di un miracolo per se o per i propri cari, una risposta ad una preghiera, o ci si limita ad interessi per casi sensazionalistici e puramente fenomenologici, dimentichi della mistica profonda contatto con il mistero più profondo con tutta l’anima.

Si resta in superficie nel rapporto con se stessi. Quanti termini abbiamo per la tecnologia, ogni funzione, ogni parte del computer ha il suo nome e non ci rendiamo conto che abbiamo solo poche parole per definire le sfumature delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, questo non solo non ci permette di esprimere ciò che proviamo ma soprattutto non ci permette di capire ciò che sentiamo e saper dare un valore.

La velocità delle notizie, dei rapporti ci porta alla superficie e a essere superficiali. Ogni generazione diventa più superficiale della precedente perché nella trasmissione di valori si riesce a trasferire meno, qualcosa si perde sempre nel passaggio quando non si è saldi, ma si è distratti.

In una ruota, tutto ruota intorno al centro, è il vero punto fondamentale, provate a spostare il centro e non funziona più, il centro è immobile.

 Andare in profondità vuol dire andare in fondo alle cose. Per andare in fondo alle questioni, ai rapporti umani bisogna iniziare con l’andare in fondo a se stessi.

È come in un cono, più si va verso l’interno, più si arriva in alto. Più si va in profondità più si ritrova il cielo.

La corsa ci porta verso il nulla, la velocità trascina anche la profondità in superficie e  oggi  si è “superficialmente profondi”, si è profondi per alcuni momenti o in apparenza, si fa yoga, si seguono arti marziali, centri mistici e religiosi etc. Tutto ciò ci aiuta solo a momenti ma non si realizzano cambiamenti reali e positivi che ci aiutano a vivere in profondità la vita.

Essere superficiale è prendere le cose alla leggera, essere profondo è penetrare all’interno, è capire che la vita ha un senso e dare un senso alla vita.

Si sa, un seme per mettere radici ha bisogno di stare sotto se rimane in superficie, sarà facilmente rapito dal primo volatile che vi passi vicino.

Forse bisogna saper fare silenzio. Ci siamo chiesti perché quando soffriamo, ci chiudiamo in noi stessi? È per permettere di andare in profondità, per permettere di capire la causa della sofferenza. Ma quanti ne sono capaci? Se non siamo abituati a riflettere a fare silenzio dentro di no, a cercare il senso della vita sarà la vita stessa a portarci, tramite la sofferenza, a fare introspezione, a fermarci un poco. A noi la scelta.

 

Perché io non son Io

 

Odo vedo sento …

questo tormento

perché io non son Io

 

Quando Ti raggiungo esplodi nel petto

e nelle vesti di ora mi sento stretto,

dal profondo irrompe esta potenza

che trascende l’effimere esistenza.

 

Sì certo ti conosco … e ti comprendo

mi appari e poi ti vado perdendo,

ciò che nel sogno appare evidente

chi appena sveglio ora non l’intende.

 

La rada nebbia colgo con la mano

ma la fugace la trattengo invano,

il quotidiano chiama senza indugi

perdo e mi perdo vita che mi sfuggi.

 

Odo vedo sento …

questo tormento

perché io non son Io

 

 

Fausto Lionti

 

Siracusa in…video

aretusa.jpgLe immagini di Siracusa sul web. Se decidete per curiosità o per una qualche ricerca di digitare il nome della nostra città sui più popolari motori di ricerca video del mondo, avrete non poche sorprese e qualche conferma: al primo posto troverete un video che pubblicizza la vendita di una … Ferrari (?) 458 Italia modificata in tuning style e denominata proprio “Siracusa”, al secondo e al quarto posto un video che mostra le bellezze della città dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, al terzo un inevitabile (purtroppo) video su fatti di cronaca mafiosa.

Ma ci sono anche video quanto meno pittoreschi e davvero inaspettati: il video “gaywatch siracusa” è una parodia non esattamente esaltante del famoso serial americano ma ambientato sulle coste aretusee (forse), mentre “Benvenuti nella città del cemento”, titolo un tantino esagerato, mostra gli scempi della certificazione degli ultimi anni ed ancora tristemente attuali. C’è poi l’immancabile video sul capodanno in piazza (2010… chissà perché non 2011, misteri del web!), quello degli altrettanto immancabili ultras del Siracusa Calcio, quello della banda siracusana per i festeggiamenti di S. Lucia, del festival del tango, dei cori pro referendum al teatro greco e dulcis in fundo, uno davvero bello sulle grotte marine (quanti le conoscono?) di Siracusa (http://www.youtube.com/watch?v=udGgh3UtPDE).   

Insomma un po’ di tutto e … chissà magari fra qualche mese, per una nuova ricerca, la classifica dei più visti mostrerà qualche altra sorpresa…

Ares film & media festival 2011

aresfilm.jpgInizia domani, presso l’Antico Mercato di Ortigia, in via Trento, la manifestazione cultural-cinematografica forse più innovativa e originale dell’estate siracusana, “Ares film & media festival” (www.aresfestival.com), che si propone, dal 27 luglio al 2 agosto, di “connettere un cinema di frangia, di ricerca, giovane e sperimentale, con uno sguardo nuovo sulla contemporaneità, agli ambiti dell’innovazione tecnologica e della responsabilità sociale, diffondendo sul territorio il valore della più innovativa cultura visiva e cinematografica e dei linguaggi multimediali come veicolo di coesione sociale e creando al contempo un contenitore culturale capace di generare un circuito virtuoso di scambio e confronto con altri partner locali ed internazionali”, come si evince dal’introduzione al manifesto di presentazione.  

 

Ares (a.rte e re.sponsabilità s.ociale), ideato e organizzato da ergoform, è, quindi, un evento che intende coniugare la tecnica cinematografica moderna con i temi del sociale, dell’ambiente e della cultura in generale per una riscoperta del mondo che ci circonda e una riproposizione di temi di rilevanza generale con stili e tecniche non stereotipate bensì con spirito innovativo e immaginifico (nel vero senso della parola).antico mercato.jpg  

 

Il programma, densissimo di eventi e proiezioni di vario genere, prevede la contaminazione culturale di vari ambiti per rivitalizzarne i concetti: documentari con tematiche ambientaliste e sociali con corrispettive tavole rotonde, proiezione di animazioni con tecniche innovative, presentazioni di libri, live performance musicali, conferenze su temi economici e sociali, mostre multimediali, aperitivi ecologici e degustazioni di cibi, sperimentazioni, premiazioni ed altro ancora.

 

La manifestazione prevede il patrocinio del Comune e della Provincia di Siracusa, della collaborazione del Collegio Siciliano di Filosofia, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, della Filmoteca regionale siciliana, del Centro Servizi Volontariato Etneo rappresentato dall’Associazione Nuova Acropolie di molti altri enti e aziende del territorio.

 

(Immagine: www.aresfestival.com)  

Weekend 22-24 luglio: musica, cinema e arte

 

by night.jpgPiccolo vademecum del weekend per coloro che avessero la possibilità di percorrere in un lungo e in largo la città di Siracusa nei prossimi tre giorni, un cartellone ricco di eventi culturali, musicali e cinematografici, soprattutto nel cuore della città, il centro storico di Ortigia, quest’anno finalmente rivitalizzato e frequentatissimo.

 

Per il ciclo “Luglio in musica” concerti nella basilica di San Giovanni Evangelista, sabato 23 luglio, performance di Luca Cubisino al pianoforte, musiche di Brahms, Schumann e Beethoven, domenica 24 luglio, Andrea La Monica, Nelly Italia e Lucia Pantano, trio flauto e pianoforte arcadie, musiche di Mercadante, Kuhlau e Doppler, ore 21.

 

Inaugurazione della mostra artistica di Antonella Brogna, Galleria dello Steri, da venerdì 22 luglio e Festival del tango, dal 21 al 24 luglio, ingresso 15,00 euro, all’arena maniace, Castello Maniace, ore 21.30.

 

Prosegue, contestualmente, l’Ortigia Film Festival che ha riscosso successo di pubblico e di critica, e che propone nei prossimi giorni ancora decine di film e documentari: per le proiezioni di venerdì 22 luglio, all’Arena San Giovannello alla Giudecca, “20 sigarette” di A.Amadei (dramma sulla ricostruzione delle ore precedenti e successive all’attentato di Nassirya), orari spattacoli 20.50 e 22.50, all’Arena Logoteta alla Giudecca, “Niente paura” di P.Gay (il “come eravamo” del cantante Ligabue) ore 20.50 e “Michel Petrucciani, body and soul” di M.Radford (biografia del grande musicista) ore 22.50; proiezioni di sabato 23 luglio, Arena San Giovannello alla Giudecca, “Into paradiso” di P.Randi (commedia surreale sulla convivenza fra opposti) ore 20.50 e 22.50, Arena Logoteta alla Giudecca, “365 without 377” di A.Tulli (reportage sulla discriminazione sessuale in India) ore 20.50 e “Fughe e Approdi” di G.Taviani (la storia e la magia delle Isole Eolie) ore 22.50; proiezioni di domenica 24 luglio, Arena San Giovannello, “Ristabanna” di G.Cardillo (la terra di Sicilia, il Cinema e l’emigrazione) ore 20.50 e 22.50, Arena Logoteta alla Giudecca “E’ tuo il mio ultimo respiro?” di C.Serughetti (documentario contro la pena di morte) ore 20.50 e “Passione” di J.Turturro (la musica napoletano secondo il regista/attore americano) ore 22.50.

 

Inoltre a San Giovannello saranno presenti i registi per l’incontro con gli spettatori e sul sagrato di San Filippo, “Pillole di sceneggiatura” per chi volesse conoscere di più sull’arte della scrittura per film con i registi Amadei e Randi, ore 19.30.   

 

 

 

“Dalla vita in poi” a San Giovannello

dallavitainpoi.jpg“Come fa una che sta fuori a perdere uno che sta dentro?” e  possono due solitudini incontrarsi e trovarsi bene insieme per non sentirsi più soli? E’ quello che si chiede Katia (Cristiana Capotondi) nel film “Dalla vita in poi” di Gianfrancesco Lazotti, proiettato sullo schermo a cielo aperto di San Giovanello alla Giudecca nell’ambito della terza edizione dell’Ortigia Film Festival a Siracusa.

Storia di due personaggi emarginati dalla società e da se stessi, una ragazza affetta da distrofia muscolare e costretta su sedia a rotelle, e un detenuto, Danilo, forse non del tutto colpevole, si ritrovano a parlare nel parlatorio del carcere per un capriccio di lei, invaghita di un uomo (Filippo Nigro) rinchiuso in carcere ed ex fidanzato di un’amica che le ha chiesto di scrivergli, in sua vece, lettere d’amore. Il film narra l’inarrestabile volontà di una ragazza immobilizzata dalla vita in giù ma che sa dare risposta a tutto e a chiunque (ai suoi dubbi, alle incertezze dell’amica e dell’amato) e capace di eliminare ogni ostacolo sulla sua strada, grazie all’enorme intelligenza e alla sfrenata fantasia, alla ricerca di un amore che gli uomini “normali” non possono e non sanno darle e determinata a coronare un sogno d’amore forse infantile e troppo spregiudicato, ma desiderato con tutta l’anima.sangiovannello1.jpg

Un film che alterna momenti comici e divertenti a scene forse eccessivamente drammatiche ed un po’ fuori contesto, ma sicuramente una pellicola originale e fuori dal comune e che va oltre gli stereotipi del cinema italiano più acclamato. Oltre a Cristiana Capotondi nel cast Nicoletta Romanoff, Carlo Buccirosso e Pino Insegno che rendono il film più allegro ma paradossalmente anche più malinconico.

Un’opera interessante che come dice il protagonista maschile alla sua amata (“in fondo dalla vita in poi stai bene!”) invita a non piangersi addosso, a cercare soluzioni dentro di noi, a sviluppare le nostre qualità intellettive e  spirituali anche quando si è menomati fisicamente (Katia) e moralmente (Danilo), alla ricerca di una redenzione personale difficile e travagliata, ma comunque alla nostra portata. sangiovannello2.jpg

(Immagine: www.film.tv.it)

“Siracusa sacra, itinerari culturali serali”

Sepolcro_S__Lucia.jpg“Siracusa sacra, itinerari culturali serali”: visite guidate in 4 luoghi sacri della città, monumenti antichi e famosi, aperti nelle ore fresche della giornata (si spera).

L’Arcidiocesi di Siracusa, in collaborazione con l’associazione Kairòs, organizza da lunedì 18 luglio a sabato 3 settembre un vero e proprio tour cultural-religioso alla riscoperta di tesori nascosti e meno noti, con una prima visita alle ore 21 e la seconda alle ore 22, biglietto singolo euro 6,00.

Il calendario settimanale e i luoghi delle visite:

·         Lunedì: Musei Santuario Madonna delle Lacrime e Casa del Pianto, via degli Orti;

·         Martedì: Catacomba e Sepolcro di Santa Lucia;san giovannello.jpg

·         Mercoledì e venerdì: S. Filippo apostolo alla Giudecca e San Giovannello;

·         Giovedì e sabato: Museo Diocesano, Cappella Sveva e Biblioteca Alagoniana.  

Per info e prenotazioni: 093164694

Estate, campagna prevenzione incendi della Protezione Civile

antincendio2.jpgHa preso il via da pochi giorni l’attività di prevenzione e spegnimento incendi su tutta la provincia che ogni anno in questo periodo, devastano i territori della provincia di Siracusa, solo ieri ad esempio oltre venti incendi, e che impegnano il corpo provinciale dei Vigili del Fuoco ma anche le centinaia di volontari delle associazioni di Protezione Civile, che con numerosi mezzi e in collaborazione con istituzioni e autorità sorvegliano il territorio e intervengono in caso di necessità al fianco dei VVF e del Corpo Forestale.

Il Presidente della Provincia regionale di Siracusa On. Nicola Bono ha incontrato recentemente le associazioni di volontariato che partecipano al progetto per la prevenzione degli incendi estivi e ha specificato che “senza l’apporto dei volontari non sarebbe stato possibile il progetto di prevenzione degli incendi, poiché gli enti locali e le altre istituzioni competenti non hanno personale a sufficienza per far fronte a queste esigenze”.antincendio.jpg

Il compito dei volontari consiste principalmente nel monitoraggio delle zone più soggette a rischio incendi, in punti strategicamente posizionati per altezza e panoramicità, nella segnalazione al Dipartimento provinciale ed, in caso di necessità, di sostegno ai VVF di intervento diretto sulle fiamme, oltre a fornire informazioni e consigli alla cittadinanza, segnalazioni sui possibili rischi e dissuasione dall’accendere fuochi liberi in orari più pericolosi da parte di persone incaute.

bono antincendio.jpgLa campagna antincendio dei volontari è prevista fino a settembre e, come sempre, a titolo del tutto gratuito e volta esclusivamente al bene della natura, dell’ambiente e dei cittadini.



Costante II, Imperatore a Siracusa

costanteII.jpgSapevate che… l’Impero Romano ebbe come sua sede la città di Siracusa? Accadde dal 663 al 668 d.c., per quasi 5 anni, ad opera dell’Imperatore bizantino Costante II, Imperatore del Sacro Romano Impero dall’anno 641 d.c. e fino alla sua morte avvenuta a Siracusa, pare per un complotto ordito da una fazione avversa.
Costante II mosse da Costantinopoli vero l’Italia a difesa dei territori imperiali minacciati dalle popolazioni longobarde e slave, raggiunse Roma nel luglio del 663, in cui incontrò il Pontefice e visitò San Pietro e diversi luoghi della città eterna (alcune fonti storiche parlano di saccheggi di oggetti preziosi da parte delle sue truppe), ridiscese poi l’Italia fino ad imbarcarsi per Messina e proseguire per Siracusa, da cui intendeva organizzare una complessa strategia, in parte attuata, per difendere il territorio italiano, in particolare, dalla scorrerie arabe, che già all’epoca minacciavano l’invasione della Sicilia.
Fu una figura controversa, accusato di sfruttamento economico delle popolazioni italiche e di fomentare la discordia con la Chiesa Romana, ma viene anche ricordato come uno degli ultimi imperatori romani capaci di mantenere intatti i confini del regno e di respingere le incursioni barbariche.
Di questo e di molto altro, sulla vita dell’Imperatore Costante II (e della sua drammatica e curiosa morte) e della sua permanenza a Siracusa parlerà lo scrittore Carlo Augusto Monteforte in occasione della presentazione del libro “Un Basileus in Sicilia, Costante II”, edito da Morrone Editore, che si terrà mercoledì 13 luglio alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”, evento in cui saranno esposti anche reperti archeologici dell’epoca bizantina a Siracusa.

Ortigia FilmFestival, cinema (gratuito) all’aperto

ortigiafilmfest.jpgSette giorni di proiezioni all’aperto gratuite, 10 lungometraggi e decine di documentari ed altri eventi collaterali all’Ortigia FilmFestival 2011 a Siracusa, terza edizione di un evento, organizzato dall’associazione Sa.Li.Rò. che nell’ambito di Avamposto Maniace propone, negli scenari della ex chiesa di San Giovannello e di via Logoteta, la visione di film italiani di registi esordienti o opere seconde, dal 18 al 24 luglio.

In un panorama cinematografico siracusano notevolmente e indiscutibilmente carente di eventi, di iniziative di approfondimento, nonchè di schermi specializzati, soprattutto d’estate, un’occasione imperdibile per gli appassionati (e non solo) della settima arte di recuperare pellicole d’autore e di produzione nostrana che, purtroppo, è quasi impossibile vedere durante l’anno, in una città come la nostra che privilegia, come tutti i centri urbani medio-piccoli, i grandi titoli nazionali e i blockbuster internazionali.san giovannello.jpg

Il programma prevede titoli di forte impatto sociale (Et in terra pax di Botrugno e Coluccini, Dalla vita in poi di G.Lazotti), sui sacrifici sportivi (Tatanka di G.Gagliardini), sui temi internazionali della guerra in Iraq (20 sigarette di A.Amadei) e sulla società indiana (Gangor di I.Spinelli), sulla riscoperta della musica napoletana di una star internazionale (Passione di J.Turturro) e di quella di un grande compositore (Michel Petrucciani, body and soul di M.Radford).

Le proiezioni saranno accompagnati da dibattiti ed incontri con il pubblico alla presenza di registi e attori, info e schede sui film su www.facebook.com/avamposto.maniace

Spettacoli dalle ore 20.50 e dalle 22.50, ad ingresso gratuito, programma completo:

Arena “San Giovannello”

18 luglio: Et in terra pax di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini
19 luglio: Dalla vita in poi di Gianfrancesco Lazotti
20 luglio: Gangor di Italo Spinelli
22 luglio: 20 sigarette di Aureliano Amadei
23 luglio: Into Paradiso di Paola Livia Randi
24 luglio: Ristabbanna di Gianni Cardillo e Daniele De Piano

 Arena “Logoteta”

18 luglio: Passione di John Turturro (ore 20.50)                                                                                                                        E’ tuo il mio ultimo respiro di Claudio Serughetti (ore 22.50)

19 luglio: Fughe e approdi di Giovanna Taviani (ore 20.50)
365 without 377 di Adele Turri (ore 22.50)

20 luglio: Youngstown. Un’altra volta, un’altra onda di Manuela Costa
e Maurizio “gibo” Gibertini (ore 20.50)
Niente paura di Piergiorgio Gay (ore 22.50)

21 luglio: Tatanka di Giuseppe Gagliardi (ore20.50/22.50)

22 luglio: Niente paura di Piergiorgio Gay (ore 20.50)
Michel Petrucciani. Body and soul di Michael Radford (ore 22.50)

23 luglio: 365 without 377 di Adele Turri (ore 20.50)
Fughe e approdi di Giovanna Taviani (ore 22.50)
24 luglio: E’ tuo il mio ultimo respiro di Claudio Serughetti (ore 20.50)
Passione di John Turturro (ore 22.50)

PILLOLE DI SCENEGGIATURA, incontri con attori e registi
Sagrato di San Filippo

18 luglio 2011 ore 19.30
ET IN TERRA PAX
Matteo Botrugni e Daniele Coluccini (registi) Maurizio Tesei (attore)

20 luglio 2011 ore 19.30
TEATR-in-AZIONE di Marcella Zindato
“C’era una volta un circo in mezzo al mare” spettacolo per bambini

21 luglio 2011 ore 19.30
TATANKA Giuseppe Gagliardini (regista) Giuseppe Voltarelli (musicista)

22 luglio 2011 ore 19.30
20 SIGARETTE Aurelio Amadei (regista)

23 luglio 2011 ore 19.30
INTO PARADISO Paola Randi (regista)

 

 

 

I Cappuccini e il “muro della discordia”

cappuccini.jpgUna strada da ampliare e una zona da riqualificare e in mezzo … il muro della “discordia”. La cinta muraria del Monastero dei Cappuccini va abbattuta? Deve essere preservata l’originaria architettura urbana o va riaggiornata per una migliore tutela della circolazione urbana? Quasi tutti in città sanno dai resoconti della stampa della situazione di stallo venutasi a creare e del dilemma su cui amministratori comunali, esperti di urbanistica, storici e semplici cittadini dibattono da mesi.

All’origine della disputa c’è l’allargamento della via Puglia, prosecuzione di viale Tunisi, che, pur essendo di ristrette dimensioni, per decenni ha collegato la parte sud della città (da via Riviera Dioniso il Grande fino in Ortigia) con la periferia nord, costituendo quindi una zona nevralgica per il sistema viario. Dopo parecchi anni in cui si è proceduto agli espropri legali delle vecchie costruzioni abbandonate, che impedivano l’espansione della nuova strada, solo da alcuni mesi il Comune ha deciso di ampliare la carreggiata a doppio senso di marcia e ha avviato i lavori relativi e che sono ora sospesi in attesa della decisione finale relativamente alla costruzione di una rotonda di circolazione stradale, che dovrebbe essere situata di fronte il piazzale antistante la chiesa dei Cappuccini e per cui è necessario, per ragioni di spazio veicolare e pedonale, lo spostamento del muro esterno del monastero. Tutto ciò per ridurre considerevolmente i non pochi incidenti automobilistici e i danni alle persone che in questa zona si sono verificati nel corso degli anni e per rendere più scorrevole il traffico locale.cappuccini2.jpg

Questa zona della città ospita due monumenti storici cittadini: il monastero dei Cappuccini (e la sua Biblioteca storica) e il complesso delle Latomie (vedi post del 27 maggio). Il monastero esiste nella città di Siracusa da oltre 460 anni, da quando la presenza dei frati Cappuccini fu richiesta per far fronte ad una situazione altamente critica derivante da eventi sismici ed epidemie di vario genere. Nel 1532 comincia la costruzione dell’edificio (precedentemente i Cappuccini risiedevano nell’attuale zona del Corso Gelone) che viene fortificato per far fronte al periodo turbolento dell’epoca, difeso su tre lati dalle sopracitate Latomie e da quello principale da un fossato cinto da mura. Architettonicamente esso è un “unicum”, anche se esisteva un monastero gemello a Gela che però è andato distrutto, e costituiva una città vera  e propria con dormitori, refettorio, stalle, cucine, giardini fiorenti e alloggi per ospitare coloro che ne facevano richiesta. Successivamente fu costruita la chiesa adiacente, dedicata alla Madonna dei Pericoli, che costituisce un esempio importantissimo dell’arte sacra tipica dell’epoca e custodisce all’interno oggetti di notevole fattura artistica. La Biblioteca, che ospita raccoglie testi antichi risalenti al 1600 che provengono da varie biblioteche della Sicilia, fu chiusa nel 2008 per carenza di bibliotecari e da poco si cerca nuovamente di renderla fruibile agli studiosi. Il suo attuale direttore è il Prof. Marcello Cioè, il quale ha relazionato in un breve excursus storico la presenza dei frati Cappuccini a Siracusa nel convegno organizzato da Italia Nostra dal titolo “Il complesso dei Cappuccini di Siracusa e il suo rapporto col territorio nel corso dei secoli”, la cui presidentessa, Prof. Lucia Acerra, ha posto in evidenza con foto e mappe d’epoca come il “muro del contendere” sia in realtà stato costruito nel 1903 ed era originariamente alto soltanto 50 cm. ed ha, inoltre, specificato alla presenza del Ministro Provinciale dei frati Cappuccini di Siracusa il parere favorevole dell’associazione all’arretramento del muro di uno o due metri. Dal canto loro gli stessi frati Cappuccini hanno dato il loto benestare per venire incontro alle esigenze della cittadinanza.

convegno.jpg“Per la città ma lontani dalla città”, è un detto dei frati Cappuccini e vista la loro indiscutibile buona volontà c’è da sperare che possano ispirare anche le giuste decisioni a coloro cui spetta decidere per il bene e secondo giustizia…