Precariato LSU

L.S.U.: per alcuni questa sigla può non significare niente ma in realtà molti ne hanno sentito parlare a proposito della situazione lavorativa di amici e/o parenti, mentre per questi ultimi, essa è ormai sinonimo di un’odissea.          I Lavoratori Socialmente Utili, che costituiscono a Siracusa un gruppo non indifferente di persone che sarebbero altrimenti in stato di disoccupazione, sono stati istituiti con decreto legislativo n.448/97.

lsu.jpgNel comune di Siracusa, questi lavoratori precari hanno cominciato la loro attività lavorativa nel 2000 (inizialmente costituiti nella Coop. Progresso Ibleo di Ragusa), percepivano poco più di 500 euro mensili pagati dall’INPS ed erano impegnati in lavori d’ufficio presso le sedi del Protocollo, dell’Urbanistica, dell’Anagrafe, delle Politiche Sociali e nella custodia e accoglienza turistica in vari siti della città fra cui la Latomia dei Cappuccini, ma anche nell’importantissima attività, forse poco nota, dello smaltimento di Eternit. Successivamente nel 2006 una parte di questi lavoratori, denominati ex Art.23 furono cooptati, con contratto di diritto privato e a tempo determinato per 5 anni. Queste 208 persone furono poi assunte con contratto a tempo indeterminato nel dicembre 2010, un anno prima della scadenza, mentre i restanti 57 restarono e sono tuttora alle dipendenze del Comune di Siracusa nello stato contrattuale di precariato.

Di recente e precisamente nel settembre dell’anno scorso, per la prima volta, gli LSU hanno avuto l’occasione, durante un consiglio comunale, di poter prendere la parola e rivolgersi al Sindaco per illustrare la loro situazione lavorativa ed esternare l’ansia e l’incertezza per il loro futuro e delle loro famiglie. Successivamente, nella riunione del tavolo tecnico consiliare dello scorso 31 marzo, il portavoce della categoria Paolo Cardile e altri 4 rappresentanti hanno partecipato alla discussione sulla prevista regolarizzazione e stabilizzazione. Di pochi giorni è, quindi, la notizia che il Sindaco a nome dell’Amministrazione Comunale ha dichiarato a stampa e tv che dal 1° luglio avrà inizio la procedura per la stabilizzazione contrattuale di tutti gli LSU che a tutt’oggi non hanno una posizione contrattuale e, quindi, lavorativa ben definita.    Inutile sottolineare che, soprattutto in un epoca di crisi economica così rilevante e che colpisce in particolare anche la città di Siracusa, si tratta di una decisione che non può che essere accolta con favore dal cittadino comune e con gioia dai diretti interessati, che potranno così evitare il rischio di un futuro da “precari a vita”.

Giovani e alcol

 

by night.jpgDai miei ricordi di gioventù, essendo ahimè ormai ben oltre le trenta primavere, il sabato sera ed il weekend in generale, costituivano un rito che, nell’adolescenza, non andava oltre l’abitudinaria pizza e coca cola con amici e amiche, che erano spesso, peraltro, compagni di scuola. Tutti quanti abbiamo poi sperimentato, crescendo ed arrivando alle soglie della maggiore età, il piacere di assaporare in compagnia il gusto di un bicchiere di buon vino o, se proprio piaceva, apprezzare le mescolanze di alcolici vari.

Il cocktail, che fino a qualche anno fa, veniva rappresentato anche nei film come qualcosa di appartenente alla sfera adulta, ha assunto nella vita comune di molti giovani un’abitudine di “tendenza” con tutte le conseguenze che derivano da una consuetudine esplicitata senza il dovuto senso di responsabilità.          Il fenomeno ha assunto aspetti preoccupanti in tutte le città italiane e a Siracusa, che rientra pienamente nel trend statistico, non è per niente difficile incrociare, nelle vie del centro storico o nelle discoteche, giovani e giovanissimi, maschi e femmine, in certi casi anche adolescenti, con il classico bicchiere nelle mani, tanto che si è ritenuto dover intervenire con un provvedimento ad hoc. Con un’ordinanza, infatti, promulgata dal sindaco in data 16 febbraio e da poco esecutiva, sarà vietato categoricamente, ed espressamente raccomandato agli esercenti, di vendere alcolici a coloro che non hanno raggiunto la maggior età e comunque a coloro che sono in evidente stato d’ebbrezza.

Nella relazione al Parlamento dello scorso marzo, si asserisce che quasi 500.000 giovani al di sotto dei 18 anni (mentre al di sotto dei 16 anni, il 15,5% donne e il 18,5% uomini) bevono abitualmente, anche pesantemente. Sono dati agghiaccianti e non possono lasciare indifferenti così come non può essere considerata ininfluente una certa moda psicologica e consuetudini sociali che inducono le fasce giovanili a comportamenti sempre più precoci, per non dire insane. Perché certi slogan, come “bevi consapevolmente”, non possono troppo facilmente alleviare o lavare la coscienza.

 

Emigrazione e coscienza

profughi.jpg“Accogliamo i profughi africani”: è l’appello lanciato proprio ieri dal Pontefice, in occasione della celebrazione della liturgia di Pasqua. L’Italia è da alcuni mesi la speranza o meglio il miraggio di tantissimi uomini e donne, ma anche minori, che rischiano la vita quasi tutti i giorni nell’attraversare il Canale di Sicilia che separa le coste africane da quelle siciliane. La città di Siracusa, essendo geograficamente posizionata quasi all’estremità della penisola, ha visto in passato lo sbarco di numerose persone e il flusso continua anche in questa fase emergenziale, visto che nella notte fra giovedi e venerdi scorsi e, di nuovo, nella notte fra sabato e domenica, quasi 80 fra uomini e donne, sono stati soccorsi e portati a terra, rispettivamente nel porto di Siracusa ed in località Arenella.

Sorprende, all’interno del dramma che queste persone vivono e per il rischio elevatissimo che corrono, la varietà di provenienza, nazionalità, condizioni fisiche, morali che essi testimoniano nella loro odissea. Si tratta di cittadini egiziani e tunisini, perlopiù, ma da qualche giorno a questa parte si comincia a riscontrare la presenza di gente proveniente dagli stati più meridionali, a testimonianza che gli sconvolgimenti dovuti alla guerra civile libica, stanno già avendo ripercussioni evidenti nei nuovi traffici dello sfruttamento dell’emigrazione. Il comune denominatore che rende evidente la portata generazionale di questo evento è sotto i nostri occhi e nulla vale cercare di ingannare la nostra coscienza, prima, e la nostra intelligenza, dopo. Questi uomini e donne, rappresentano infatti, ancora in piccola percentuale fortunatamente, lo status quo delle loro terre di origine, la situazione socio-economica squilibrata fra masse di giovani alla ricerca di sostentamento e deficienza di sbocchi lavorativi. I dati che si possono desumere dalle statistiche pubblicate sui media, ogni giorno, parlano chiaro: in Egitto il 52% della popolazione è al di sotto dei 25 anni, in Marocco, Algeria e Libia 47%, in Tunisia 42%, in Sudan 59% e fino ad arrivare ai sorprendenti dati di Somalia e Yemen con, rispettivamente, il 63 e 65%.

Anche senza fare ricorso alla nostra memoria, piuttosto labile, a dire il vero, e a quella della Storia, che purtroppo tendiamo sempre più a rimuovere, e senza scomodare i doverosi riferimenti ad altre epoche storiche, in cui eravamo noi alla ricerca di un futuro migliore e di un “America” (come alcuni commentatori hanno giustamente evidenziato), non possiamo fingere di non capire o, peggio, convincerci artificiosamente, che non saranno regole e Leggi a cambiare il corso degli eventi. La Storia insegna che i più grandi imperi e le maggiori civiltà espresse dall’umanità, hanno dovuto affrontare situazioni simili o perfino più consistenti e drammatiche. Gli eventi dei cicli storici ed, in particolare, quelli che riguardano i movimenti delle popolazioni non sempre sono congruenti con le determinazioni degli Stati.

Regolamentare e distinguere è certamente necessario. Non addormentare la nostra coscienza, imbrigliandola nella rete dei distinguo fra “migranti”, “profughi”, “extracomunitari” o peggio “clandestini”, correndo così il pericolo di non riuscire più a vedere le “Persone”, è ancora più necessario.

Pasqua e il rito dei “Sepolcri”

santuario.jpgPasqua “alta”, si dice, come quest’anno, quando la festività ricade in un periodo avanzato della primavera e conseguentemente il clima più mite facilita la partecipazione dei credenti alle varie liturgie del rito cattolico. In particolare, quello che per la Chiesa cattolica è il momento più alto della vita di Gesù Cristo corrisponde alla rinascita della natura, la vittoria della luce sulle tenebre e parte di questi riti derivano dalla tradizione ebraica e dei primi paleo-cristiani che diffusero la fede in Italia e poi in tutta Europa. Anche a Siracusa è famosissimo la tradizione delle visite ai “Sepolcri”, ovvero il giro che i credenti, ma non necessariamente solo i credenti, percorrono fra le chiese e le parrocchie della città il giovedì santo precedente la Pasqua.

Anche per un chi non è fervente religioso come il sottoscritto, l’esperienza vissuta l’anno scorso nel piccolo tour delle chiese di Ortigia, a seguito di gentile invito di cari amici, ha lasciato un impronta piacevolmente percepita nell’anima. Completamente all’oscuro di che cosa significasse questa tradizione e immaginando erroneamente si trattasse di noiose liturgie e incomprensibili preghiere pronunciate, magari, in luoghi lugubri, ho avuto il piacere di ricredermi e di scoprire come in queste occasioni il culto religioso nostrano possa, invece, stabilire un contatto elevato fra la divinità, la vita e l’essere umano.

Ho avuto il piacere di ammirare le più belle chiese di Ortigia illuminate di mille piccole luci, ricoperte dei colori di svariati fiori, ricolme di immagini e icone, adornate con vasi con piantine e germogli, statue e rappresentazioni artistiche religiose, melodie, canti e suoni spirituali, preghiere cantate, pronunciate o semplicemente ascoltate. Tutte le chiese, ricordo benissimo la chiesa di S. Martino e di S. Lucia alla Badia, affollate di persone di tutte le età, riunite nell’attesa della Rinascita del Redentore, unite da un sentito spiritualismo che non è così facile percepire ogni giorno della nostra vita, spesso neppure, oserei dire, quando si è riuniti nelle tradizionali liturgie della domenica.

La Pasqua, che per gli Ebrei è sinonimo di liberazione e speranza e che per i cristiani significa resurrezione, rinascita e vittoria eterna sulla morte è ben riassunta nel contesto della tradizione del “giro dei Sepolcri” e nella partecipazione che questa induce nelle persone un significato spirituale forte e anche naturale che può e deve, perché non dirlo, entusiasmare anche un “non credente”.

Ciak…si gira a Siracusa

agrodolce.jpgCiak…si gira a Siracusa. Forse non tutti sanno che la città di Archimede ha una lunga tradizione di set cinematografici e televisivi che risale addirittura agli anni cinquanta del secolo scorso e che ancora oggi è lo scenario di diverse produzioni destinate al grande schermo e alla fiction nazionale e internazionale.

Fin dal 1956, infatti, il cinema è stato di scena, è il caso di dirlo, a Siracusa, con i film storici che ne narravano la storia antica (“L’Assedio di Siracusa” e “Il Tiranno di Siracusa”), successivamente con classici della cinematografia nazionale e diretti da registi di primissimo piano, quali Mario Monicelli, Vittorio De Sica, Ermanno Olmi e Nanny Loy e che esprimevano i vari generi: dalla commedia (Mimì metallurgico ferito nell’onore”) fino al dramma (“Anni di piombo”).

Più recentemente, anche i giovani autori del cinema italiano hanno ambientato parti dei loro film a Siracusa, ad esempio “Marianna Ucria” di Roberto Faenza, “Arriva la bufera” di Daniele Luchetti e per ben due volte il premio oscar Giuseppe Tornatore con due film, “L’uomo delle stelle” e “Malena”. Per quest’ultimo film, addirittura, come ricorderanno molti abitanti di Ortigia, la produzione ingaggiò diverse centinaio di abitanti del quartiere per le numerose scene di massa che richiedevano un gran numero di comparse in costumi d’epoca.

L’ultimo grande attore e regista italiano a percorrere le vie della città, è stato l’anno scorso Giancarlo Giannini, che ha diretto è interpretato la pellicola dal titolo “Ti ho cercato in tutti i necrologi”, in buona parte ambientata a Siracusa, ora in fase di postproduzione.

Il grande pubblico televisivo ha avuto modo di ammirare la città nelle fiction “Caravaggio” del 2007 ma soprattutto nel popolarissimo “Commissario Montalbano” di Rai1, che ha permesso tra l’altro a uno degli attori nostrani di affermarsi con successo nella carriera cinematografica, come il siracusano Luca Latina che, dopo anni di gavetta come comparsa nelle rappresentazioni classiche che vanno in scena ogni anno al Teatro Greco di Siracusa,ha fatto parte del cast nei citati “Malena” e “Caravaggio”, in “L’uomo di vetro” e nella recente e popolare fiction “Agrodolce” di Rai3, la cui quarta stagione è stata, in parte, girata nelle ultime settimane a Siracusa, negli scenari inconfondibili e affascinanti del Castello Maniace, del Lungomare Alfeo e di Piazza Duomo per poi trasferirsi nella città di Palermo. La fiction sarà in onda, presumibilmente, da maggio a luglio.

(Foto: set di Agrodolce,da siracusanews)

Earth Day

pulizia porto 1.jpgL’estate alle porte, periodo di gite e prima escursioni anche al mare e la Capitaneria di Porto di Siracusa ha già approntato da diversi giorni il programma “Mare Sicuro 2011” per le attività della sicurezza dei cittadini e della tutela ambientale delle coste e dei litorali.

In particolare ed in occasione dell’Earth Day, Giornata Mondiale della Terra che si celebra nel mondo ogni anno il 22 aprile, la Guardia Costiera del capoluogo aretuseo comandata dal Capitano Luca Sancilio ha coordinato domenica 17 aprile le attività della pulizia e bonifica straordinaria del porto interno di Siracusa. Questa operazione, eseguita in mare dal gruppo sommozzatori del Centro Sub Free Diving di Siracusa e la squadra del gruppo Ecologia e Protezione Civile di Nuova Acropoli, si è dedicata alla bonifica dei fondali marini antistanti le banchine del porto e al successivo trasferimento dei materiali di risulta nelle apposite aree di scarico e smaltimento rifiuti.

L’iniziativa si è rivelata necessaria a seguito del monitoraggio in loco effettuato nei mesi scorsi dagli addetti della Capitaneria di Porto di Siracusa e che ha denotato la presenza di numerosi rifiuti, oggetti e corpi estranei che, purtroppo, infestano il fondale del porto. L’intervento degli operatori ha riportato alla luce oggetti di tutti i tipi, in particolare decine di copertoni per auto e batterie per veicoli a motore appartenenti probabilmente a mezzi da diporto, sedie, giocattoli, biciclette, oggetti in plastica e persino una bombola per ossigeno presumibilmente del tipo utilizzato dai commercianti ambulanti per la produzione dei palloncini. Un’iniziativa che, peraltro, fa seguito alla precedente pulizia e disinfestazione organizzata l’anno scorso sempre dalla Capitaneria di Porto e con l’intervento di Nuova Acropoli, per l’epurazione e smaltimento rifiuti del fondale del porto di Ognina, completata con successo e applaudita con favore dagli abitanti e dagli operatori commerciali e pescatori del luogo.pulizia porto 2.jpg

L’efficacia dell’operato della Capitaneria di Porto di Siracusa nel 2010 ha fatto drasticamente crollare il numero delle emergenze e delle vittime dei soccorsi in mare in quanto sono stati registrati quasi 6.000 controlli, 130 accertamenti per illeciti, il soccorso di 22 unità ed il relativo salvataggio di 85 persone a fronte dell’impiego di 14 mezzi navali e terrestri e il servizio di oltre 80 uomini.

(Foto: Nuova Acropoli)

Pedaggio SR-CT

images.jpegHa destato scalpore nelle ultime settimane, la notizia diffusa da tutti gli organi di stampa locali e non, dell’annunciato decreto attuativo del governo nazionale che rende effettivo a partire dal primo maggio il pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti del tratto Siracusa-Catania.

Tale bretella autostradale è stata peraltro completata, dopo decenni di attesa e interminabili lavori inerenti la cantieristica stradale, solamente l’anno scorso ed è stata giustamente salutata da tutti gli utenti come un’autentica benedizione: si è, finalmente, avuta a disposizione una moderna e importantissima infrastruttura per tutti i cittadini che sono costretti per motivi professionali a spostarsi frequentemente fra i due capoluoghi, nonché per turisti, operatori del settore o anche semplici cittadini viaggiatori che devono raggiungere lo scalo aeroportuale di Catania.

Con tali presupposti e non avendo l’Anas, effettivamente, mai specificato i termini di un eventuale pedaggio, la notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno l’opinione pubblica cittadina, la quale, non sempre pronta a reagire con solerzia a provvedimenti e/o regolamenti annunciati o paventati, ha questa volta fatto sentire la sua voce per esprimere netto dissenso ed in questo coadiuvata dalle corrispondenti perplessità della stampa locale.

Le associazioni di categoria, dagli autotrasportatori agli operatori turistici, hanno sollevato immediatamente obiezioni rispetto ad un provvedimento che in una particolare congiuntura economica, quale stiamo attraversando, non può che aggravare la situazione economica di una provincia ed in particolare di una città che non sembra dare segni di un’adeguata ripresa economica.

Le stesse associazioni dei consumatori hanno espresso parere negativo sulla questione, parlando apertamente di “imposizione” e di una scelta contro senso sia per l’abitudine, ormai decennale, nell’utilizzo gratuito del tratto autostradale che per la scelta poco oculata dei tempi di attuazione.

L’intera faccenda ha poi assunto tratti, per così dire “fantozziani”, allorché i media locali hanno poi evidenziato alla cittadinanza un piccolo particolare sfuggito a coloro che tanto alacremente hanno dato il via libera a tale disposizione amministrativa, ovvero la completa assenza delle infrastrutture adeguate per la riscossione dei pagamenti del relativo pedaggio.

I caselli autostradali infatti non ci sono e non è nemmeno previsto, al momento, l’avvio dei relativi lavori di costruzione e anche la stessa paventata possibilità di effettuare il pagamento tramite “Telepass”, per molti, diciamocelo, ancora un oggetto misterioso, non sembra accogliere particolare entusiasmo.

E così, fra presidenti di provincia che scrivono ai ministri, ministri della repubblica che rispondono o smentiscono a mezza bocca e differiscono la decisione ai mesi futuri per non scontentare troppo il proprio bacino di utenza, i cittadini indignati e stupefatti, assistono per l’ennesima volta allo stereotipo della tanto vituperata inefficienza italiana condita però, questa volta, da una tragica (in)volontaria comicità “alla Totò”. Peccato, però, che per i tempi che corrono, il comune cittadino è sempre meno propenso alla risata.

Nuovo ostello

OSTELLO DELLA GIOVENTU’, NUOVO PROGETTO

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Si ritorna a parlare di nuove iniziative inerenti le disponibilità di alloggiamenti per studenti e non all’interno della Provincia di Siracusa e principalmente nella città capoluogo, da sempre carente dal punto di vista dei servizi alla popolazione giovanile studentesca e/o universitaria.

Sembrerebbe in dirittura d’arrivo (il condizionale in questi casi è d’obbligo) la definizione del progetto architettonico e relativa approvazione da parte della Provincia e del Comune, della nuova struttura ricettiva inserita nella zona del quartiere di Belvedere che, superati i problemi dello stanziamento dei fondi e dei ritardi delle verifiche e approvazioni di rito, della definizione e aggiudicazione della gara d’appalto,  si stima possa essere realizzato e ristrutturato in nove mesi e reso disponibile ai giovani che ne faranno richiesta entro un anno e mezzo a partire da ora.  

Il progetto attuale, rispetto a quello precedente, prevede un maggiore numero di stanze, che verranno realizzate risparmiando sui costi delle rifiniture, inizialmente paragonabili a quelle di un hotel a 5 stelle e ritenute, comprensibilmente, superflue per una struttura destinata a giovani e giovanissimi che necessitano di sistemazione temporanea, al fine di aumentare sensibilmente il numero dei posti disponibili.

Insomma, uno spiraglio di luce, in una situazione complessiva di chiaroscuri relativa alla gestione delle strutture scolastiche e universitarie della città, che ha sofferto numerose delusioni nella gestione anche delle Facoltà di Architettura delle Università di Catania ed i relativi corsi, dei consorzi universitari sorti a Siracusa negli ultimi anni e nel balletto delle varie ipotesi di apertura in città di nuovi corsi e facoltà delle università di Catania e Messina, ipotesi poi rimaste nel cassetto.

Una situazione che continua, comunque, a mantenere la città di Siracusa, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ai margini della vivacità culturale siciliana e come in una sorta di “limbo” a fronte delle ben più strutturate e organizzate realtà universitarie e dei grandi poli dell’istruzione catanesi, messinesi e palermitani. (Foto: particolare del progetto dell’Ostello,fonte siracusanews.it)

Due giorni per la “Pillirina”

31649893.jpgContinuano senza sosta le iniziative per far conoscere e valorizzare le bellezze naturalistiche della costa della Pillirina e scongiurare, di contro, l’edilizia selvaggia in quest’area della penisola Maddalena. Sabato 9 e Domenica 10 Aprile si terrà “2 Giorni per la Pillirina”, una manifestazione con tanti eventi dedicati a questo tratto di mare siracusano. Nel pomeriggio di sabato, a partire dalle ore 16, si comincerà con un convegno presso il museo “Paolo Orsi”. Si parlerà delle tante vicende storiche che hanno interessato nel corso dei secoli l’area della Pillirina, a partire dalla guerra tra Siracusa ed Atene. Oltre che da un punto di vista storico ed archeologico verranno illustrate anche le caratteristiche naturalistiche, religiose ed economiche del Plemmirio. Domenica 10 aprile sarà invece una vera e propria giornata di festa alla Pillirina. Si susseguiranno visite guidate, itinerari in bicicletta, volo di aquiloni, tanti sport acquatici (canoa, vela, diving), attività per bambini come una caccia al tesoro, letture teatrali e musica con Peppe Qbeta. Il rischio cementificazione ha in questo caso veramente fatto riunire i siracusani per salvare e per far rivivere uno dei luoghi naturalistici più belli della nostra città.

In mostra le bellezze del cosmo

cometa.jpgTra pochi giorni si aprirà a Siracusa un’interessante mostra scientifica. Si tratta di un’esposizione di fotografia astronomica amatoriale, organizzata dal Codas (Centro osservazione e divulgazione astronomica Siracusa). L’evento si terrà dall’8 al 10 aprile presso la sede dell’associazione in largo Amedeo di Savoia, in Ortigia. Si potranno ammirare galassie, nebulose ed ammassi stellari nelle immagini riprese da astrofili di varie parti della Sicilia. Oltre alle immagini amatoriali saranno esposte anche le più spettacolari riprese effettuate negli ultimi anni dal telescopio spaziale Hubble della NASA. Inoltre, collateralmente alla mostra fotografica, vi sarà un’esposizione di telescopi e strumenti astronomici e uno spazio dedicato alla fotografia naturalistica, curato dal gruppo micologico “Bianca” di Avola.
Gli astrofili del Codas accompagneranno ed introdurranno i visitatori alle meraviglie dell’astronomia. Maggiori informazioni sull’evento sono reperibili su www.codas.it

Immagine: cometa Hale-Bopp (foto www.codas.it)