La storia ad ogni angolo

conche.jpgUno dei lati più affascinanti di Siracusa è che vi si respira la Storia ad ogni passo ed in ogni angolo. E non si tratta di un luogo comune, anzi, guardando con attenzione è possibile rendersi conto che ci sono vestigia del suo antichissimo passato nei posti più impensabili.
Anche d’estate, andando al mare, senza volerlo, ci si può trovare a fare il bagno in un vero e proprio sito archeologico. Lungo la costa siracusana ce ne sono tanti e spesso se ne ignora l’origine o la funzione. Quanti di voi andando al mare al Plemmirio o a Ognina o ancora a Vendicari o a Portopalo, hanno notato delle curiose conche ovali scavate nella roccia ? Queste conche sono tutt’altro che naturali ma sono invece opera dell’uomo e molto spesso risalgono ad epoche antichissime. Durante il periodo romano, circa 2000 anni fa, la Sicilia e la costa siracusana erano un vivace punto di riferimento commerciale. Ecco allora che a pochi passi dal mare sorgevano ad esempio stabilimenti industriali che producevano calce (ecco la funzione di alcune di queste conche) oppure stabilimenti ittici dove veniva prodotta una salsa di pesce chiamata garum, molto apprezzata dai buongustai. Questo ad esempio è il caso delle conche lungo la scogliera di Vendicari. Si tratta veramente di un passato antichissimo che riaffiora ad ogni passo.
La prossima estate, allora, inerpicandovi tra gli scogli, fermatevi un attimo e pensate che ancora una volta state camminando nella storia.

foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com

Fronte del porto

porto.jpgIl titolo di questo post potrebbe fare pensare ad un famoso film degli anni cinquanta con Marlon Brando ma, in questo caso, ci si riferisce in realtà ad un altro porto.
Il “fronte” è infatti quello che riguarda il porto grande di Siracusa, i cui progetti per il futuro stanno diventando un’altra infinita telenovela cittadina. Spesso, purtroppo, nella nostra città, viene da chiedersi se il male peggiore sia un certo immobilismo diffuso o, peggio ancora, le tante iniziative che poi non vengono portate a termine.
Se fino ad un paio di anni fa i Siracusani sapevano che sarebbe stato costruito un porto turistico, presto le loro certezze si sono trasformate in dubbi di fronte a sequestri e blocchi della magistratura prima e denunce di associazioni ambientaliste poi, per segnalare un possibile abnorme interramento delle acque. E’ di questi giorni la notizia che la soprintendenza ha avviato l’iter per revocare i pareri favorevoli alla costruzione dati pochi anni fa. Insomma, quanti con passione seguono le vicende cittadine non possono che chiedersi se i nostri amministratori abbiano le idee particolarmente confuse o se alcune parti in gioco agiscano in malafede. Dirimere il mistero è probabilmente arduo se non impossibile per quanti non conoscono i retroscena della politica e dell’imprenditoria. Resta però adesso la grande paura che le colate di cemento finora gettate restino tali senza trovare una loro conclusione definitiva. E’ chiaro che il porto di Siracusa deve trovare una propria vocazione e questo, in maniera ecocompatibile. Il turismo sostenibile non può che essere la soluzione migliore per la città se non si vuole tornare ad avere un porto invaso da petroliere e piattaforme petrolifere come era negli anni settanta e ottanta, periodo in cui nelle nostre acque si effettuava la manutenzione di queste navi con tutti i conseguenti danno all’ambiente ed alla salute cittadina che si possono immaginare.

Immagine: Siracusa anni ’80, petroliere e silos caratterizzano il porto (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Anche a Siracusa le giornate FAI

cat.jpgCon l’inizio della primavera tornano puntuali le giornate del FAI (Fondo per l’ambiente italiano) e con esse gli ingressi gratuiti in numerosi monumenti. L’appuntamento è per sabato 26 e domenica 27 marzo. Si tratta di un’ottima occasione per approfittare del bel tempo primaverile e fare una passeggiata alla scoperta delle nostre bellezze artistiche.
Come spesso accade, per l’occasione saranno aperti anche dei beni culturali solitamente non accessibili al pubblico. Si tratta di Villa Daniele – Modica col suo giardino a Siracusa (Viale Scala Greca 130) e delle catacombe della Manomozza a Priolo Gargallo, un sito paleocristiano da lungo tempo chiuso. Maggiori informazioni sono disponibili su www.giornatafai.it


foto: ingresso catacomba della Manomozza (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Siracusa e le sue fontane

261695270.jpgTra le decorazioni architettoniche che arricchiscono le nostre città, sicuramente le fontane sono tra quelle che maggiormente sono in grado di caratterizzare ed abbellire un angolo cittadino.
Il rapporto di Siracusa con le sue fontane è sempre stato strano. Tutto sommato, nella nostra città non mancano le fontane, a prova del fatto che Siracusa, rispetto ad altre realtà siciliane gode di una certa abbondanza idrica. Nonostante ciò è una rarità vedere dei bei zampilli fuoriuscire da esse.
Diciamocelo, la città dovrebbe avere maggior cura per il proprio patrimonio di fontane. A partire dalla più celebre, la fontana di Artemide, in Ortigia, spesso a secco. Ma l’elenco è lungo, si può ricordare ad esempio la fontana di Piazzale Marconi che in anni recenti venne rinnovata per creare un particolare e scenografico effetto nella piazza ma che, a dire il vero, il più delle volte, agli ignari spettatori da solo l’idea di “tubo rotto” che zampilla dal marciapiede. E ancora quasi perennemente a secco sono le fontane di Piazza delle Poste, di Piazza San Giovanni e quella del Capo Scuola Di Natale. La storica fontana degli schiavi, di contro, lungo la Marina, contiene acqua ma stagnante e maleodorante. Ancora una volta ci si è abituati allo status quo ma quanto ne guadagnerebbe in estetica la nostra città con le sue fontane rimesse a nuovo.

Latomie, un patrimonio da riconquistare

cordari.jpgNei giorni appena passati, con le celebrazioni per l’unità d’Italia, si è trovato anche il modo di riaprire al pubblico, almeno per qualche ora, uno dei tanti siti archeologici chiusi della nostra provincia.
Si tratta della grotta dei cordari, resa accessibile grazie ai lavori di pulitura per le riprese della fiction “Agrodolce” ed alla collaborazione dei volontari di Nuova Acropoli. La grotta dei cordari, con la sua lunga storia legata agli artigiani che intrecciavano le corde usate per la marineria, è uno dei luoghi simbolo delle latomie e del parco archeologico di Siracusa. Purtroppo, per motivi di sicurezza, questa antica cava di pietra greca è stata chiusa alla fruizione diverse decine di anni fa e mai più riaperta. Pochi giorni fa Siracusani e turisti si sono potuti riappropriare per un giorno di questa importante testimonianza della propria storia. Tanto però ci sarebbe ancora da fare per rendere fruibile pienamente il meraviglioso patrimonio archeologico siracusano. La grotta dei cordari dovrebbe tornare ad essere aperta in maniera permanente e le bellissime latomie, con gli alberi secolari dovrebbero tornare ad essere il più bel parco cittadino, interamente fruibile. Allo stesso modo, il parco archeologico potrebbe essere ampliato con percorsi nelle zone limitrofe recintate ma mai aperte al pubblico ed oggi ricoperte da una fitta vegetazione. Un esempio è l’area di Piazza Adda, con interessanti resti archeologici e che, risistemata, potrebbe divenire un bel polmone verde a ridosso di una zona centrale della città. Da anni si spera nell’inversione di tendenza che porti la nostra regione a dare nuovamente più fondi per la fruizione dei beni culturali. Una situazione piuttosto paradossale se si pensa che il parco archeologico di Siracusa è uno dei beni culturali più visitati d’Italia e che, pertanto, restituisce anche ricchi introiti dalle vendite dei biglietti.

Siracusa sveva

1586005902.jpgIn questi giorni l’Italia e Siracusa vivono immersi in una continua rievocazione storica, grazie alle celebrazioni dei 150 anni di unità d’Italia.
Per l’occasione è allora interessante segnalare una bella conferenza promossa dall’associazione italo-tedesca, su un periodo importante della storia siracusana e siciliana in generale.
Si tratta di un incontro dedicato a “Siracusa sveva”, curato dal prof. Giuseppe Agnello, docente presso l’università di Catania e grande studioso di storia locale. L’appuntamento è per venerdì 18 marzo alle ore 18 presso i locali dell’istituto tecnico commerciale. Il periodo svevo, caratterizzato dalla personalità dell’imperatore Federico II e da costruzioni quali il castello Maniace, riveste grande fascino nell’ambito della storia cittadina.

Ancora festa per l’unità d’Italia

 

mail.jpegContinuano i festeggiamenti e le manifestazioni per celebrare i 150 dell’unità d’Italia. Il comune di Siracusa ha reso noto il programma di eventi previsti. Questa mattina, a partire dalle ore 9, alla cittadella dello sport, le scuole cittadine presenteranno una serie di esibizioni musicali e sportive con tema l’Italia unita. Nel pomeriggio, alle 18 si terrà un concerto sul sagrato del duomo e, alla stessa ora, a piazza San Giuseppe, sempre nel centro storico verrà scoperta una lapide fatta restaurare dall’associazione Lamba Doria. Poco dopo, alle ore 19, a Palazzo Vermexio verrà inaugurata la mostra “1861 a Siracusa, dal risorgimento all’unità d’Italia”, curata dalla società di storia patria. Infine, in serata, ben tre concerti in programma. Alle 19.30 musica italiana presso Montevergini. Alle 21, presso la chiesa di Santa Lucia alla Badia si svolgerà il concerto organizzato dal Rotary Club dal titolo “Risorgimento in musica”. Allo stesso orario, presso il convento del ritiro, la società Dante Alighieri ha organizzato musiche, mostre ed una “cena tricolore”. Anche la soprintendenza ai beni culturali ha allestito una mostra. Si tratta di “Siracusa città nuova dopo l’unità d’Italia”. Sarà aperta dalle 20 alle 24. Dalle 20 alle 23.30 di oggi e dalle 9 alle 13 di domani, 17 marzo, saranno aperti al pubblico anche gli ipogei di piazza Duomo e castello Maniace.

 

Vigili all’attacco

multa.jpgNelle ultime settimane si è discusso come non mai intorno all’azione dei vigili urbani nella città di Siracusa. Complice di questo una serie di fattori che hanno portato la polizia municipale al centro dell’attenzione cittadina. In primo luogo una maggiore severità, rispetto al passato,  nell’applicare il codice della strada e le relative sanzioni. Questo, come si può facilmente immaginare, ha indispettito non poco i cittadini che si sono rivolti ai giornali protestando per l’eccessivo zelo degli agenti. Questa inversione di tendenza si è registrata da circa un anno, con l’arrivo del nuovo comandante del corpo che ha cercato di riorganizzare la polizia municipale, ricorrendo in alcuni casi anche a note di demerito tra il personale a suo avviso poco collaborativo. Proprio negli ultimi giorni sui quotidiani locali campeggiano le ragioni addotte da vigili e sindacati contro tali iniziative. In ultimo, in queste settimane, si sono registrati diversi atti intimidatori nei confronti dei vigili urbani: dall’aggressione ad un agente in servizio ad un attentato incendiario contro l’ingresso del comando. Insomma c’è un vero fermento intorno ai tutori del traffico aretuseo. Cosa pensare di quanto accade e che dire di tutto questo ? L’opinione qui espressa sicuramente non è delle più popolari ma non vi è dubbio che la situazione del traffico siracusano è oltremodo caotica e che buona parte degli ingorghi sono causati da automobili malamente posteggiate in seconda fila. Difficile allora parlare di troppo zelo dei vigili quando finalmente si cerca di intervenire su tale pessima abitudine cittadina elevando una contravvenzione a quanti intralciano il traffico in zone chiave della città. In molte città italiane basta molto meno che un auto in seconda fila per ricevere una salata multa. Ben vengano gli interventi contro i cattivi vizi degli automobilisti se questi consentiranno in futuro di arrivare da un capo all’altro della nostra piccola cittadina in meno di un’ora come invece accade attualmente a causa delle interminabili code. In molti lamentano anche il fatto che si tratti di un tentativo del comune di “far cassa”. Non è un mistero che gli introiti delle multe vadano nelle casse comunali. A Siracusa, purtroppo, i servizi pubblici languono ed una delle ragioni addotte è la perenne mancanza di soldi da parte del comune. Non demonizziamo allora le contravvenzioni giuste se questo ci consentiranno in futuro di avere una città più ordinata e funzionale.

Il treno verde arriva in città

trenoverde.jpgNei mesi estivi il passaggio nei mari di Siracusa di “goletta verde”, per il monitoraggio della qualità delle acque, è ormai un appuntamento consolidato. Questo fine settimana però una nuova ed utile iniziativa di monitoraggio ambientale interesserà la nostra città. Si tratta del “treno verde” organizzato grazie alla collaborazione di Legambiente e Trenitalia. Il treno verde farà sosta nella stazione di Siracusa da sabato 12 a martedì 15 marzo. In questi giorni si effettueranno operazioni di monitoraggio riguardanti i gas nocivi presenti nell’aria e le polveri sottili. Parallelamente verrà svolta opera di sensibilizzazione nei confronti di scuole e cittadinanza. Per le strade di Siracusa verranno temporaneamente posizionate tre centraline di rilevamento ambientale. Sul convoglio invece sarà possibile visitare una sorta di mostra didattica per sensibilizzare a temi di grande rilevanza quali l’ecosostenibilità ed il risparmio energetico. I dati del monitoraggio verranno poi publicati da Legambiente. Si tratta di un importante azione di studio sull’ambiente della nostra città. Siracusa ha quasi perennemente pessimi livelli di inquinamento atmosferico e il persistente sforamento dei valori limite delle polveri sottili pm10 dovrebbe portare a delle efficaci azioni di contrasto a tutela della salute pubblica.


I rifiuti come risorsa

rifiuti.jpgL’Italia ha decisamente un brutto rapporto con i rifiuti. Le immagini dei cumuli di rifiuti a Napoli, di recente di grande attualità, e le condizioni non molto migliori di tante altre città, fanno capire subito che qualcosa nel meccanismo non funziona.
E cosa dire di Siracusa ? Siracusa è una città a grande rischio in tale ambito e, sicuramente, non riesce ad utilizzare i propri rifiuti come risorsa. Ne è una prova il fatto che la TARSU, la tassa sui rifiuti urbani, è tra le più elevate del nostro paese. Di fronte all’ingente balzello pagato dai cittadini, Siracusa dovrebbe splendere ma, ben sappiamo, che non è propriamente così. Il pericolo dei mucchi di rifiuti è stato più volte scongiurato ma aleggia sempre nell’aria e un possibile cambio del gestore dei servizi non lascia presagire nulla di buono. In più c’è la questione della raccolta differenziata che, per i Siracusani, è sempre stata un mistero. Da diversi anni ormai, in città, oltre ai trazionali contenitori generici, campeggiano i colorati contenitori per vetro, plastica e carta. In tanti, con entusiamo e buona volontà, si sono dati alla differenziazione ma, probabilmente, inutilmente. Da quanto sempra di capire (ma i meglio informati sono sempre invitati a dare ulteriori precisazioni nei commenti), la raccolta differenziata a Siracusa non esiste e pertanto, prima o poi, quanto il cittadino ha differenziato, tornerà nel mucchio della spazzatura comune. Eppure tanta città virtuose, tra cui la vicina Noto, proprio grazie alla raccolta differenziata riescono a migliorare costi e ridurre tasse. Dopo mesi e mesi di discussioni è finalmente partita sperimentalmente la raccolta differenziata porta a porta nella frazione di Cassibile: ancora solo una piccolissima goccia rispetto all’intera città.