Vizi e manie del pedone siracusano

semaforo.jpgNelle scorse settimane c’è già stata occasione di citare scherzosamente i mille vizi e le piccole manie che affliggono i Siracusani (ma non solo) nel momento in cui si mettono al volante o inforcano una bicicletta. Tanti piccoli comportamenti, in cui spesso ci possiamo riconoscere, su cui ridere su ma che dovrebbero anche far riflettere un pochino per evitare atteggiamenti pericolosi nel traffico cittadino.
Come non dedicare qualche riga allora anche al pedone siracusano ? Si tratta di un personaggio alquanto raro, data la comune abitudine di utilizzare un automezzo fino dove è possibile e anche oltre. Ciò non toglie che, quando il cittadino aretuseo decide di spostarsi a piedi, spesso tira fuori il peggio di sè.
Ammettiamolo, chi di noi non si è ritrovato a camminare al centro della carreggiata quando ad entrambi i lati c’erano ampi marciapiedi ? E’ vero che le condizioni di pulizia dei marciapiedi spesso poco invogliano al loro utilizzo. Stessa cosa dicasi per gli automezzi, spesso malamente posteggiati, a tal punto da ostacolare il cammino. Ciò non toglie che la brutta abitudine di camminare al centro della strada oltre ad essere pericolosa crea difficoltà al già caotico traffico cittadino. E che dire poi quando il pedone rende la situazione ancora più critica spingendo una carrozzina a poche decine di centimetri dalle automobili ?
Altro punto critico del comportamento pedonale della nostra città è l’attraversamento della carreggiata. Non si può che rimanere stupiti come in presenza di strisce pedonali si sia pronti a far valere il proprio diritto di precedenza e, magari solo pochi metri dopo, ci si scorda ogni regola se le strisce non ci sono o peggio in presenza di un semaforo. La brutta abitudine di gettarsi praticamente tra le ruote dell’automobile che sopraggiunge dovrebbe essere tra i primi vizi da abbandonare.
Un pensiero infine a quanti giornalmente passeggiano per portare a spasso il proprio “amico a quattro zampe”. E’ bello far due passi così come è ancora più bello farlo in compagnia del proprio cane. In questo caso, però, attrezzarsi per raccogliere i bisogni lasciati dal proprio cucciolo è un segno di rispetto verso la città e verso gli altri cittadini. Troppo spesso, purtroppo, i marciapiedi cittadini versano in condizioni pietose proprio per i tanti escrementi lasciati sui marciapiedi. Ancora una volta basterebbe soltanto un piccolo sforzo per superare dei piccoli vizi che tutti abbiamo ma che, se eliminati, renderebbero la bella Siracusa più vivibile.


Alcune idee per il fine settimana

938851684.jpgEccoci giunti al consueto appuntamento di fine settimana con la segnalazione di alcuni eventi e manifestazioni che si terranno a Siracusa nei prossimi giorni.
Venerdì 25 febbraio, alle ore 17,30, presso il museo regionale Paolo Orsi si terrà la presentazione del libro “Anapos – canzuna ppi la Sicilia” di Corrado Di Pietro. Nel corso dell’appuntamento vi saranno relazioni a cura di Paolo Giansiracusa e Salvo Sequenzia oltre alla musica al flauto di Antonino Bonasera.
Continuano anche gli appuntamenti organizzati dalla Galleria Roma e dedicati al tema dei 150 di unità d’Italia. Sabato 26 febbraio presso la storica galleria di Ortigia si terrà un incontro a cura di Nino Portoghese sul tema “Idea e visione dell’Italia unita“. L’inizio della conferenza è previsto per le ore 18.30.
Per gli appassionati di teatro, invece, l’appuntamento è per domenica 27 febbraio. Alle ore 18, presso la sala Randone di via Malta, si terrà lo spettacolo “Le farse di Peppe Nappa”. Si tratta di una commedia dialettale in 3 atti. Lo spettacolo è a cura del gruppo di teatro della polizia municipale e vede la regia di Raffaele Zacco. L’ingresso allo spettacolo è libero.

Una mostra dedicata all’Annunciazione

1866583887.jpgNella ricca collezione di quadri presenti nelle chiese e nei musei siracusani, due opere spiccano per importanza su tutte le altre. Si tratta del Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio e dell’Annunciazione di Antonello da Messina.
L’Annunciazione, in particolar modo, rappresenta oggi il punto forte delle opere esposte nella Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di via Capodieci in Ortigia. Si tratta di un quadro risalente al 1474 ed originariamente posto nella chiesa di Santa Maria Annunziata a Palazzolo Acreide. Il celeberrimo dipinto, raffigurante l’incontro tra la Madonna e l’angelo, dopo una lunga opera di restauro è tornato ad essere uno dei maggiori punti di richiamo del museo.
Oggi l’opera del maestro, riceve un omaggio da parte di un gruppo di artisti contemporanei. L’occasione è data dalla mostra “L’Annunciazione ed il contemporaneo” che si aprirà appunto presso la galleria Bellomo il prossimo 25 febbraio e che sarà visitabile fino al 18 marzo nei consueti orari di apertura del museo. Oltre all’opera originale saranno esposti dipinti ispirati al quadro di Antonello e realizzati dai pittori del cosidetto “Gruppo di Scicli“, la celebre scuola di pittura e scultura intorno a cui ruotano artisti come Guccione, Alvarez, Polizzi, Sarnari, Candiano, Colombo, Paolino e Zuccaro. L’originalità e la forza espressiva di questo gruppo artistico è stata ampiamente riconosciuta dalla critica e lo stesso Guttuso ne elogiò la “purezza di intenti” degli artisti del gruppo in raffronto al deserto della pittura italiana.
Un’interessante occasione quindi per vedere come ogni singolo autore si è confrontato ed ispirato all’Annunciazione oltre che per esplorare, ovviamente, anche le mille altre meraviglie esposte tra le sale del Bellomo.

Rischio pedaggio sulla Catania-Siracusa

1042576835.jpgChe la rete autostradale siciliana sia un colabrodo non è certo un segreto e, la provincia di Siracusa, in tal senso, non fa certo eccezione. Negli ultimi due anni, dopo decenni di attesa, la rete viaria provinciale è stata finalmente completata. Fin dagli anni sessanta era stato progettato infatti il collegamento veloce con Catania, che solo lo scorso anno è stato ultimato con il tratto Lentini-Augusta, ed il collegamento con Gela. Quest’ultimo è tutt’altro che finito ma, con l’inaugurazione del tratto da Noto a Rosolini, ha terminato il suo percorso all’interno della nostra provincia.
Ad ogni buon conto si può dire che le autostrade adesso ci sono. Le condizioni in cui versano le arterie, anche quelle nuove, è però tutt’altra storia come ben sanno quanti giornalmente percorrono tali strade o come scoprono (a loro spese) molti poveri turisti. L’intera rete dall’ingresso nord in provincia fino a Rosolini, all’uscita sud è caratterizzata da avvallamenti più o meno accentuati, tratti di manto stradale rattoppati malamente e una fitta vegetazione laterale che, in più punti, invade pericolosamente la carreggiata. A dire il vero ce ne sarebbe più che a sufficienza per sporgere denuncia e far chiudere l’autostrada per la sua alta pericolosità. E’ proprio questo pensiero che ha però  scoraggiato tale azione. Tantissimi automobilisti tremano al solo pensiero di dover tornare a percorrere la lenta e tortuosa strada statale e, pertanto, si accontentano di quello che hanno. Prevedere una veloce soluzione a tutto questo risulta poco verosimile. Basta pensare che l’autostrada è gestita “a macchie” da due enti diversi (il CAS e l’ANAS), che alcuni tratti sono stati realizzati seguendo progetti vecchi di quarant’anni e che su alcuni cantieri gravano indagini giudiziarie per aver utilizzato materiali da costruzione di pessima qualità. Insomma, si tratta di una realtà viaria a dir poco “variopinta” in cui spicca l’efficenza di poche decine di chilometri di autostrada (il tratto Lentini-Augusta), gestiti dall’ANAS, inaugurati lo scorso dicembre e che, in quanto a sicurezza si collocano ai primi posti in Europa. Non basta però sicuramente questa piacevole eccezione a far cambiare opinione sul quadro complessivo.
Ciò che può far sorridere (o meglio preoccupare) è che a giorni, il consiglio dei ministri si riunirà per decidere riguardo ai pedaggi da pagare sulle autostrade siciliane. C’è la forte possibilità che la Catania-Siracusa e la Siracusa-Rosolini divengano a pagamento. Intendiamoci, chiedere un pedaggio per finanziare un servizio efficiente e di alta qualità, è più che comprensibile e giustificabile. Non è questo però il caso e, probabilmente, ci sarebbe parecchio da obiettare sull’idea di pagare per percorrere un tratto stradale abbandonato a sè stesso e al di fuori delle norme di sicurezza. Per il momento non si sa ancora nulla di certo. Nel corso della settimana si dovrebbero avere ulteriori ragguagli in merito.

Immagine: l’autostrada Siracusa-Gela (foto: Sal73x/Wikicommons)


Bici in campo per m’illumino di meno

lampadine.jpgSi rinnova anche per il 2011 l’appuntamento con la manifestazione nazionale “M’illumino di meno“. Si tratta di un’iniziativa lanciata dal programma radiofonico RAI Caterpillar per sensibilizzare sul tema del risparmio energetico. Lo scopo è di fare capire che con pochi ma intelligenti atteggiamenti portati avanti da tutti, sul pianeta si avrebbe un enorme risparmio energentico con un grande beneficio ambientale. Tra gli atteggiamenti positivi vi è sicuramente l’illuminare di meno ovvero soltanto dove e quando serve senza sperperare inutilmente illuminazione ed energia.
A Siracusa, in occasione di “M’illumino di meno” verrà organizzata una biciclettata ecologica che partirà venerdì 18 febbraio, alle ore 17 dal Molo San Antonio. L’itinerario che i mezzi a due ruote percorreranno prevede poi Corso Umberto, il Foro Siracusano, Corso Gelone, Piazza Adda per poi rientrare verso il centro storico di Ortigia ed arrivare in Piazza Duomo intorno alle ore 19.
Quest’anno, in concomitanza con i 150 anni dall’unità d’Italia, la carovana di biciclette sarà decorata con motivi tricolore sulle biciclette e sui fanali. Il momento simbolicamente più importante sarà l’arrivo in Piazza Duomo quando verrà spenta l’illuminazione pubblica lasciando solo la suggestiva luce delle biciclette.

 

La prima nave da crociera della storia

Giusto alcuni giorni, su questo blog, avevamo avuto modo di parlare delle intenzioni e dei progetti di riqualificazione del porto piccolo di Siracusa. Si tratta di un’area che per lungo tempo è stata ingiustamente trascurata a discapito del porto grande, sul lato opposto della città. Eppure, sia per le sue caratteristiche paesaggistiche che per la sua storia, anche il porto piccolo meriterebbe un giusta valorizzazione. Proviamo per un attimo a fare un salto con l’immaginazione e tornare all’epoca della Siracusa greca, nel III secolo a.C. Non è inverosimile  pensare che qui prendesse il mare la prima “nave da crociera” della storia, la Syrakosia.
L’epoca è quella del solito Archimede, il grande inventore aretuseo di cui più volte si è raccontato su questo blog. Fu proprio lui a dedicarsi anche all’ingegneria navale e ideare questo colosso. Gli arsenali navali greci si trovavano proprio sul porto piccolo e, ancora oggi, se ne possono vedere i resti, in parte coperti dalla vegetazione, a breve distanza dallo sbarcadero.
866469908.jpgDella nave parlano in maniera entusiastica diversi autori antichi, magari esagerando un pochino con la fantasia. Si dice che lo scafo di legno fosse ricoperto di metallo e sull’enorme ponte trovavano posto una palestra per esercizi di ginnastica, dei giardini dotati di un sistema di irrigazione e sontuosi appartamenti privati dotati di ogni lusso. Vi erano anche una biblioteca ed era ornata di statue e mosaici.  Per la costruzione, la legna venne presa sull’Etna mentre per l’albero maestro si dovette fare trasportare un fusto appositamente dalla Bretagna. Sulla nave trovavano posto anche 600 soldati per la difesa e delle stalle. Insomma, la Syrakosia era un vero gigante dei mari e si può ben dire che sia stata la prima nave da crociera della storia.
Una volta preso il mare, in virtù degli ottimi rapporti esistenti tra Siracusa e l’Egitto, la nave venne donata al sovrano Tolomeo e prese la via per la terra dei faraoni.
Ecco come ancora una volta, ad ogni angolo ed in ogni scorcio di Siracusa, tornano prepotenti la storia e le leggende che hanno reso celebre la città. Un patrimonio che non va dimenticato e che va assolutamente valorizzato insieme ai luoghi presenti nelle narrazioni.


Quel traliccio che guarda la riserva

sicilystockphoto-terrauzza.jpgSembra proprio non esserci pace per la bella zona costiera del Plemmirio. Più si cerca di rendere note le bellezze naturalistiche di quest’area marina a sud di Siracusa e preservarne l’integrità e più si susseguono gli “assalti” edilizi da ogni fronte. Se appena un paio di anni fa in molti hanno combattuto contro l’edificazione di un villaggio turistico nella zona dell’ex tonnara di Terrauzza è invece ancora attuale la battaglia portata avanti da numerose associazioni e tanti privati cittadini contro un ancor più grande villaggio nella zona chiamata la Pillirina. Ed ecco che, all’improvviso, quando lo scontro su quest’ultima struttura, portato avanti a colpi di carte bollate e piani regolatori è tutt’altro che concluso, nel punto più alto della penisola, spunta all’improvviso un imponente traliccio alto oltre 36 metri. Si tratta di una nuova postazione radar della guardia di finanza. Quasi una beffa agli occhi di quanti per mesi hanno portato avanti la battaglia contro la cementificazione. In quest’ultimo caso, infatti, grazie alle motivazioni militari dell’opera, l’iter burocratico è stato rapidissimo e, quasi da un giorno all’altro, la struttura metallica ha fatto la sua comparsa con buona pace di ogni considerazione paesagistica o urbanistica.
ad631844475c67339762e3f8cbfd3d8cbf0684c5.jpgCiò che appare chiaro in tutte le vicende che si sono susseguite in questi mesi è che c’è un’area di grande interesse, la penisola del Plemmirio appunto, sul cui futuro si hanno le idee poco chiare. O forse sarebbe meglio dire che ognuna delle parti in causa (al momento ne contiamo almeno sei tra regione, comune, guardia di finanza, residenti, associazioni ambientaliste, area marina protetta) ha le proprie idee che porta avanti indipendentemente rischiando di creare un variopinto mosaico di realtà differenti.
L’unica certezza al momento è che grazie alla sua rara bellezza, il mare del Plemmirio è da alcuni anni una riserva naturale marina. C’è da chiedersi se non sia una contraddizione una riserva subacquea che non abbia anche una sua controparte terrestre o almeno una “fascia di rispetto”. Il Plemmirio potrebbe divenire una riserva marina e terrestre e il turismo verde nuova risorsa per Siracusa se si cominciasse anche a pensare a sentieri pedonali attrezzati, a piste ciclabili e a quant’altro è fonte di ricchezza in molti paesi. Nel frattempo la vicenda Plemmirio continua in maniera sempre più confusa. In molti sono contrari al nuovo radar in avanzata fase di costruzione, sia per il suo impatto ambientale che per le sue emissioni elettromagnetiche non meglio chiarite. Il comitato SOS Siracusa ha aderito anche a questo fronte di protesta con una serie di iniziative come dei sit-in, una lettera alle autorità ed una raccolta di firme online che è possibile sottoscrivere nel sito web del comitato.


Immagine: Il luogo di installazione del radar è uno dei più panoramici dell’intera penisola (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto.com), basta voltarsi per sostituire lo splendido panorama con l’altro traliccio metallico (foto: SOS-Siracusa)

Un pirata tra musica e versi

aretusa.jpgQuesta sera, venerdì 11 febbraio,alle ore 19, nella Sala Carabelli in via Torres 10 in Ortigia (l’ex cinema Lux) si terrà lo spettacolo dal titolo “Teoria del pirata” (ingresso € 10). Si tratta di un evento particolare, un concerto in voce narrante a cura del regista Agostino De Angelis che già in passato ha regalato alla città spettacoli di grande valore e suggestione, organizzati in luoghi dal grande valore scenografico e storico. Lo spettacolo fa parte del ciclo “Conosci gli artisti della tua città” che vede il patrocinio del comune e della provincia. L’organizzazione è affidata all’associazione Extramoenia. La particolarità di questo concerto in voce narrante è di cercare la fusione simmetrica tra poesia e musica, note e versi. Lo spettacolo vede anche le coreografie di Roberta Dell’Aquila e le musiche di Riccardo Raimondo. L’accompagnamento musicale al pianoforte sarà curato da Francesco Di Noto.
Perchè allora “Teoria del pirata” ? La figura del pirata richiama alla mente una serie di simbolismi e particolarità che lo spettacolo vuole ricreare nella mente degli spettatori. La figura romantica del pirata unisce un’idea di libertà e di continuo viaggio alla scoperta dell’ignoto alla quale però va unita la consapevolezza che ogni avventura ha un termine ed un ritorno. Maggiori informazioni su questo evento e sui prossimi in programma sono reperibili sul sito dell’associazione Extramoenia.

Immagine tratta dal sito di Extramoenia

 

Neanche una via per Sandro Pertini

pertini.jpgNon c’è dubbio che in questo periodo la politica italiana, di ogni fazione ed ad ogni livello, stia riuscendo a dare il peggio di sè con i suoi spettacoli indecorosi. E’ in questi momenti che spesso il ricordo corre a quei personaggi di spessore che hanno caratterizzato la nascita della Repubblica e che restano amati per il loro carisma e per la loro correttezza. Sicuramente tra i personaggi politici più amati del nostro paese, va annoverato lo scomparso presidente della repubblica Sandro Pertini, uomo di grande equilibrio e moralità che, con la sua inconfondibile pipa entrò nel cuore del paese.
Ecco allora che si rimane piuttosto stupiti, se non sconcertati quando si legge l’ordinaria amministrazione portata avanti dal consiglio comunale. A Siracusa manca infatti una via intitolata a Sandro Pertini ed è stata pertanto presentata una proposta per colmare tale lacuna. Incredibilmente la proposta è stata respinta -oltretutto senza alcuna motivazione- dal consiglio comunale e, pertanto, la città non avrà un’arteria che ricordi il più popolare tra i presidenti della repubblica. Ancora una volta non si può che rimanere perplessi di fronte alle mille contraddizioni della nostra città. Non mancano certo le vie di nuova inaugurazione in attesa di essere “battezzate”. Si veda ad esempio la nuova parallela di Riviera Dionisio che dopo mesi rimane ancora anonima. Mentre da una parte si respingono le intitolazioni ad uomini che hanno fatto la storia del nostro paese, dall’altra si propongono invece vie che ricordino personaggi politici locali (e sicuramente di minor spessore rispetto a Pertini) la cui scomparsa piuttosto recente  provocherebbe in maniera inevitabile polemiche per dei giudizi  sull’operato non unanimemente condivisi.
E volendo uscire dal campo della politica ci sono poi ancora ci sono le tante vie con nomi fantasiosi ed inverosimili che attendono “giustizia”. E’ il caso ad esempio della famigerata “via dell’amianto” nella zona balneare per cui recentemente si è proposto un più politically correct “via delle vittime dell’amianto”.
Insomma, Siracusa è una città piena di sorprese e contraddizioni e tra i mille problemi da risolvere anche la questione che può sembrare più rapida e lineare come quella dell’intitolazione di una via a Sandro Pertini, può avere un esito inaspettato. A tal proposito l’associazione “Articolouno” ha avviato una raccolta di firme per rivedere la decisione del consiglio comunale. Quanti volessero aderire possono recarsi dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19 nella sede di viale Zecchino 52.

Si rinnova il porto piccolo

VIR-IMG_9449m.jpgSì è fatto un gran parlare negli ultimi tempi del futuro del porto grande di Siracusa. Di contro, per parecchi anni, erano rimaste nel dimenticatoio le sorti del porto piccolo, a nord di Ortigia. Adesso, finalmente, qualcosa sembra muoversi per riqualificare quest’area cittadina ingiustamente trascurata. Il porto piccolo era già citato da tanti storici antichi e nelle sue vicinanze insistono resti archeologici come l’antico arsenale greco. Per molti anni l’area, in prossimità del cosidetto “sbarcadero Santa Lucia” fu una vera e propria discarica abusiva di rifiuti di ogni sorta. In anni recenti la situazione ha avuto qualche miglioramento con la bonifica della discarica e la realizzazione di un solarium privato, sebbene contestato da parte della cittadinanza. In realtà, però, il lungomare e gli edifici che si affacciano su di esso attendono da numeroso tempo un restyling che potrebbe trasformare questo luogo semiabbandonato in una delle più belle passeggiate cittadine, forte anche del suo panorama sul centro storico.
SIC-IMG_9450m.jpgLa notizia nuova è che è stata approvata una gara d’appalto di due milioni di euro per il recupero del porto piccolo. Tra le intenzioni dell’ammministrazione vi è la creazione di una passeggiata degna di tale nome, abbellita da alberi e panchine e una sistemazione estetica dell’approdo per le barche. Una seconda fase prevederebbe addirittura la creazione di un ponticello pedonale per l’isola di Ortigia. La speranza è che sia la volta buona per il rilancio di questa parte della città da troppo tempo abbandonata a se stessa. Il lungomare, adeguatamente valorizzato, regalerebbe ai Siracusani un nuovo luogo per il tempo libero, direttamente a ridosso della pista ciclabile. Sebbene nei progetti non figuri al momento nulla del genere, è bello immaginare il porto piccolo come naturale prolungamento della pista ciclabile e magari come ingresso a due ruote per l’isola di Ortigia. Che Siracusa possa divenire in futuro un po’ più ecologica e più verde ? Voliamo per una volta con la fantasia dimenticando cassoni in calcestruzzo e gli altri ecomostri visti negli ultimi decenni.

Immagini: il porto piccolo, nuovo fiore all’occhiello di Siracusa ? (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)