Dalla festa dei morti ad Halloween

martorana.jpgEd ecco che anche il mese di ottobre volge al termine portando con sè un deciso cambiamento nello stile della vita quotidiana. Sono arrivati i primi brividi di freddo che, verranno presto accompagnati anche da sempre meno ore di luce, complice anche il cambio dell’orario. I prossimi giorni, però, sono anche quelli che maggiormente, nel corso dell’anno, ci ricordano i defunti. A voi la scelta: opterete per le tradizioni della festa dei morti, con il suo fascino secolare, o per le zucche colorate ed i fantasmi della festa di Halloween, di derivazione anglosassone ma ormai pienamente attecchita anche in terra di Sicilia ?
Entrambe le tradizioni cadono in questo fine settimana allungato dalle festività. Nessun evento ufficiale è previsto in città per la festa di Halloween mentre abbonderanno iniziative private a tema: dalle numerose serate in discoteca ad originali escursioni notturne in quad a feste private: tutto rigorosamente in stile horror come Jack O’Lantern comanda !
In Ortigia invece ritorna la tradizionale fiera dei morti siracusana. Quest’anno vi saranno oltre 70 espositori, concentrati nel quadrilatero Piazza Poste, Piazza Pancali, Via Trento, Riva delle Poste. Da tradizione la fiera dei morti nasce soprattutto come luogo dove acquistare i dolciumi tipici della stagione (a proposito, se siete in cerca delle ricette dei Totò o delle Ossa dei morti, date un’occhiata al post dello scorso anno) e piccoli giocattoli da regalare ai bambini. Questo per la tradizione tutta siciliana che racconta che in occasione del 2 novembre, le anime dei defunti, portino dei doni ai più piccoli. Ormai la fiera ha “allargato” la sua offerta in termini di merci esposte, guadagnando in possibilità di scelta ma perdendo probabilmente anche un po’ del suo fascino. La fiera rimarrà aperta tutti i giorni fino al prossimo 2 novembre.

Immagine: la frutta martorana è un altro dolce tipico della festa dei morti (foto: Alessandro Costa/Wikicommons)


La città del cemento arriva sul TG3

Fortunatamente, l’attenzione, sul rischio non indifferente che Siracusa diventi “la città del cemento“, continua a rimanere alta. Il soprannome, tutt’altro che inappropriato, è stato dato alla città aretusea dal comitato SOS-Siracusa che raccoglie ormai una cinquantina di associazioni locali oltre a numerosi privati cittadini. Benvenuti nella città del cemento infatti è il titolo di una serie di piccoli documentari amatoriali realizzati dal comitato per sensibilizzare la cittadinanza alla difesa dello splendido tratto di costa, detto della “Pillirina“, su cui si vorrebbe costruire un mega-villaggio turistico.
Le proteste negli ultimi mesi sono state numerose e, di fronte a non poche difficoltà mosse dalla politica locale, per cambiare il PRG (Piano Regolatore Generale), si sta giustamente puntando ad un’ampia azione promozionale, anche su scala nazionale, per far conoscere il rischio ambientale corso dalla città.
maiorca.jpgUn nuovo importante successo si è recentemente aggiunto all’azione di SOS-Siracusa. Anche il TG3 di domenica ha infatti posto la sua attenzione sull’argomento, dedicando alla “Pillirina” un servizio nell’edizione nazionale delle 19. Nel corso del servizio, il campione sportivo Enzo Maiorca, vero personaggio-simbolo in questa battaglia ambientale, ha spiegato le ragioni della protesta. Per quanti volessero vedere il servizio in questione, è possibile visionarlo online negli archivi del TG3.
Sono veramente in tanti, personaggi noti ma anche cittadini e turisti a sperare in un’inversione di rotta. Interessanti testimonianze si possono avere anche visionando anche i quattro documentari dal titolo “Benvenuti nella città del cemento” citati precedentemente. Informazioni e link ai documentari sono disponibili sul sito di SOS-Siracusa.
Purtroppo non vi sono ancora notizie certe sulle decisioni che verranno prese in merito al futuro urbanistico di quel tratto di costa. E’ di recente istituzione un tavolo tecnico sull’argomento che però ancora non ha fornito responsi definitivi. Sarà pertanto nei prossimi mesi che si giocherà la partita per le sorti della “Pillirina”.

Immagini: un momento dell’intervista allo sportivo Enzo Maiorca, nel corso del servizio sul TG3


Il ponte prima del ponte

ponte-santa-lucia.jpgCapita, a volte, che una vecchia fotografia sgualcita e sfocata che in altri tempi avremmo buttato senza pensarci due volte, ci riporti alla mente persone o fatti da lungo tempo rimossi dai nostri ricordi. Capita con le persone ma, di tanto in tanto, anche coi luoghi. Quanti di voi lettori, ad esempio, si ricordano ancora del “ponte prima del ponte” ? Sì, lo so, sono stato un po’ troppo enigmatico. Ovviamente mi riferisco ad uno dei ponti di collegamento tra il centro storico di Ortigia e la terraferma. Non parlo però del Ponte Umbertino e del suo predecessore che abbiamo già potuto commemorare in un articolo di alcuni mesi fa. Mi riferisco invece al più moderno dei ponti, il Ponte Santa Lucia, inaugurato nel 2004, e al dimenticato ponte Bailey che lo precedette.
Il pretesto come detto è la vecchia foto sfocata che allego a questo post e che mi è giunta casualmente tra le mani. Eccolo lì il ponte dimenticato, o meglio, ciò che ne rimaneva nella sua ultima fase di vita. A beneficio di quanti non ricordano più o di quanti non hanno vissuto quegli anni provo a mettere insieme qualche ricordo che volentieri può essere integrato o smentito da  chi mi legge. Il ponte Bailey è un particolare tipo di ponte militare che venne allestito nel luogo dove oggi è ubicato il ponte Santa Lucia, dall’esercito, per ragioni di protezione civile. Il periodo a cui ci riferiamo è la fine degli anni ottanta, inizio anni novanta. Siracusa, come tutta la Sicilia, è una zona ad alto rischio sismico e, in caso di forte terremoto, i due ponti esistenti sarebbero risultati ponte-bailey.jpginsufficienti per la fuga della popolazione. Di conseguenza venne costruito questo Ponte Bailey. Come mai allora quei due tronconi spezzati che si vedono nell’immagine ? Essendo un ponte d’emergenza, la sua portata era limitata (ed anche rigorosamente indicata dai cartelli). Una mattina (non saprei dire se pochi mesi o pochi anni dopo la sua inaugurazione), un camion, più pesante del dovuto, attraversò il ponte che, non resse al peso, spezzandosi in due e mandando a picco il veicolo. Il camionista, purtroppo, morì nell’incidente, avvenuto fortunatamente di buon mattino, quando non vi erano altri automezzi in transito. Il camion venne rimosso ma i due tronconi del ponte Bailey rimasero a lungo, come insolito scenario della darsena, a memoria del fatto accaduto. Infine, grazie alle necessità di protezione civile, mai venute meno, si progettò e si realizzò l’odierno Ponte Santa Lucia che oggi risulta il più trafficato dell’isolotto. Durante i lavori di realizzazione, per poco non si soffocò la leggendaria Fonte Aretusa ma… questa è un’altra storia di cui avremo ancora modo di parlare.
Avete immagini o ricordi inerenti la vicenda appena descritta ? Approfittate dei commenti o inviate un’e-mail per non dimenticare anche le fasi più recenti della storia di Siracusa.

Immagini: il moderno ponte Santa Lucia ed il vecchio ponte Bailey dopo il crollo (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)


Week-end tra Eneide, Pinocchio ed Agrimontana

ricciotti.jpgEd eccoci giunti al consueto appuntamento con le idee per il fine settimana. Questo week-end si presenta relativamente ricco di appuntamenti, eccovene allora una selezione.
Sabato 20 ottobre, a partire dalle ore 21.30, in Piazza Duomo verrà messa in scena l’opera “Pinocchio in love“. Lo spettacolo, promosso in collaborazione con la LILT (Lega Italiana per la Protezione contro i Tumori), è una delle tappe siciliane della Ricciotti Ensemble, composta da quaranta studenti di musica provenienti dai maggiori conservatori olandesi che hanno nel loro eclettico repertorio ben 5 secoli di musica. L’opera dura circa 45 minuti ed è consigliata ad un pubblico di ogni età dal momento che unisce umorismo, elementi circensi ed effetti visivi. Una occasione di scambio culturale ed una boccata di internazionalità avvolgerà quindi il centro storico.
Nonostante la fine della stagione estiva, le temperature del mite autunno siciliano, consentono ancora di seguire degli spettacoli all’aria aperta. Ecco allora che domenica 24 ottobre, alle ore 18.30, alla Fonte Aretusa, si terrà la rappresentazione teatrale “L’Eneide“. Si tratta di uno spettacolo ideato e realizzato da Agostino De Angelis, ispirandosi all’epica opera di Virgilio che narra la fuga dell’eroe Enea dopo la caduta della città di Troia. L’Eneide, messa in scena domenica, vedrà un felice connubbio tra la tradizione del teatro classico e le nuove tecnologie digitali. Proiezioni, coreografie e musica dal vivo completeranno infatti l’avvincente spettacolo che vede come protagonista l’eroe virgiliano. Lo scenario scelto è poi tra i più suggestivi e vuole commemorare lo studioso classico Renato Randazzo che nel lontano 1981 fece porre nella Fonte Aretusa una lapide in onore di Virgilio.
agrimontana2010.jpgL’ingresso all’Eneide è gratuito. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà ugualmente all’interno del vicino Hotel des etrangers.
Per gli amanti delle sagre si ricorda anche che questo week-end, nella vicina Palazzolo Acreide, si svolgerà la decima edizione dell’Agrimontana, la fiera dei sapori Iblei. L’Agrimontana prenderà il via sabato pomeriggio alle ore 17 per concludersi poi domenica sera. Oltre alle tradizionali bancarelle per la vendita e la degustazione dei tanti prodotti tipici e di stagione, vari eventi renderanno ancorà più attrattiva la manifestazione. Tra questi la tradizionale mostra micologica a cui si affiancheranno quella dell’artigianato, di pittura e delle erbe. Inoltre un’originale degustazione di piatti medievali nella serata di sabato e tanta musica a partire dal pomeriggio di domenica. Il programma completo dell’Agrimontana è disponibile a questo link. Quanti invece volessero maggiori informazioni sulla Ricciotti Ensemble e sullo spettacolo “Pinocchio in love”, possono consultare questo sito.

Immagini tratte dal sito della Ricciotti ensemble e dal sito ufficiale del comune di Palazzolo Acreide

Solo novantesimi nella classifica dell’ambiente

industrie.jpgAnche quest’anno, il prestigioso quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane, realizzata con la collaborazione di Legambiente e dell’istituto di ricerche Ambiente Italia. Rispetto al 2009, Siracusa guadagna tre posizioni ma, in realtà, c’è poco da rallegrarsi considerando che la città sede del G8-Ambiente si posizona globalmente soltanto al 90° posto su 103.
Ma, con esattezza, cosa ci dice questa classifica ? Proviamo a leggere un po’ con gli occhi del cittadino, i parametri che hanno portato a questa sintesi.
Il primo dei valori presi in esame è la qualità dell’aria, legata in particolar modo alla presenza di polveri sottili PM10. Se proprio pochi giorni fa, su questo stesso blog, si era messo in risalto come l’allarme PM10, sebbene poco dibattuto, fosse tutt’altro che superato, eccone purtroppo una triste conferma con il poco ambito ultimo posto in classifica, conquistato da Siracusa con ben 51,5 microgrammi/mc di media annua contro gli appena 16 della virtuosa Matera. In compenso va un po’ meglio per quanto riguarda le concentrazioni di ozono (27° posto).
Il secondo parametro della classifica riguarda l’acqua potabile. Vengono presi in considerazione vari fattori tra cui le perdite nella rete idrica e la capacità di depurazione. Mentre Siracusa vanta una capacità di depurazione media, sono invece le perdite di rete a fare cadere in classifica, in questo caso. La rete idrica cittadina ha sicuramente bisogno di un sostanzioso rinnovamento come provarono anche i continui disservizi idrici che caratterizzarono l’estate 2009.
Altro nodo critico e che è stato più volte messo in risalto nelle cronache locali, riguarda i rifiuti solidi. A fronte di un 60° posto nella quantità di rifiuti prodotti, Siracusa si posiziona al 102°posto sul 103 in quanto a raccolta differenziata (appena il 3,8%). Putrtroppo, nonostante sia stato più volte annunciato come imminente, ancora oggi, il servizio di raccolta differenziata porta a porta non riesce a partire neanche in via sperimentale.
Ulteriore parametro esaminato dalla classifica ambientale è la mobilità sostenibile che tiene conto del tasso di motorizzazione (il numero gobike2.jpgdi auto ogni 100 abitanti) e dell’offerta in termini di trasporto pubblico. Qui Siracusa si piazza in un 60° posto che potrebbe anche accontentare qualcuno ma, a ben vedere, ci si accorge che, nelle voci relative al trasporto pubblico, anzichè le cifre, risultano due  tristi “dato non disponibile” che pertanto falsano il posizionamento. Resta il fatto che al di là delle quantizzazioni numeriche, sicuramente, il servizio di trasporto pubblico urbano non è uno dei fiori all’occhiello della città.
Nella voce ambiente, il 70° posto in classifica si basa invece su dati arretrati, quelli del 2008. Le quattro voci attenzionate comprendono le piste ciclabili (forse l’unico vero passo in avanti della città), il verde urbano e le zone a traffico limitato. Proprio la ZTL in Ortigia è stata al centro di polemiche negli ultimi mesi, sia per una sua ridefinizione mai avvenuta, che per la sua scarsa applicazione a causa della mancanza di personale per il controllo.
La miglior posizione globale in classifica (5° posto), la nostra città se la aggiudica in materia di energia, voce che comprende i consumi elettrici ma anche la presenza di impianti solari sugli edifici comunali.
Insomma, a esaminare nel dettaglio le ragioni di questo pessimo piazzamento in classifica, nulla di nuovo spunta fuori per quanti vivono quotidianamente la città. Qualità dell’aria, trasporto pubblico, raccolta differenziata, verde ed isole pedonali si confermano il “tallone d’Achille” di Siracusa. Proprio per questo motivo sarebbe l’occasione buona per le amministrazioni locali per prendere di petto la situazione e, approfittando anche dell’indubbio apporto che un ministro dell’ambiente nativo della nostra città può dare, risolvere ad uno ad uno i problemi di sempre. Così come Siracusa, nell’ultimo anno, ha avuto un deciso miglioramento in quanto a piste ciclabili, nulla impedisce un’analoga svolta in tutti gli altri settori ambientali che possa portare in futuro ad un piazzamento più dignitoso (ma soprattutto più salutare) in questa ricorrente classifica annuale.

I dati completi dell’inchiesta sono visionabili sui siti del Sole 24 Ore e di Legambiente. Immagini: zona industriale e stalli vuoti del bike-sharing (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il punteruolo rosso sbarca in città

palme.jpgEd infine, il punteruolo rosso, è sbarcato anche a Siracusa. Per quanti non ne avessero sentito ancora parlare, specifichiamo che dietro questo inquietante nome si nasconde un insetto, grande pochi centimetri, innocuo per l’uomo ma assolutamente micidiale per le palme.
Immagino già qualcuno di voi storcere il naso, pensando che questo punteruolo non potrà poi essere più fastidioso delle mosche o delle zanzare che ogni estate ci assillano.
Invece, l’invasione del Rhynchophorus ferrugineus -per volerlo chiamare col suo nome completo- ha raggiunto in Sicilia ormai livelli preoccupanti per il verde pubblico che, sicuramente, non è mai stato un fiore all’occhiello della nostra regione.
Il punteruolo è una specie esotica, di origini asiatiche che solo nel 2004 ha messo piede in Italia e da allora ha continuato la sua avanzata  in maniera inesorabile. L’insetto e le sue larve infatti vivono e si nutrono di palme. Scavano un foro e nidificano all’interno svuotandole letteralmente senza che inizialmente, da fuori, ci si accorga di nulla. Soltanto in fase avanzata le foglie cominciano ad allargarsi prendendo una strana punteruolo.jpgforma. La difficoltà nell’individuare la sua infestazione, unita alla mancanza di predatori naturali hanno determinato il grande successo della sua avanzata. La palma, al termine, crolla improvvisamente. E’ una sorte che è già toccata a numerose piante storiche di vari giardini pubblici siciliani. La provincia siracusana, finora, era stata relativamente risparmiata dall’infestazione del punteruolo ma, ultimamente, anche da noi ne sono stati segnalati casi, fino al più eclatante, la scorsa settimana, in Ortigia.
Nel cuore del centro storico, in via del Consiglio Reginale, una delle palme che adornano la piazzetta è risultata essere infestata dal parassita. Immediata è stata la decisione dell’intervento. Questo infatti deve avvenire seguendo determinate procedure per evitare l’ulteriorel diffondersi dell’infestazione.
Putroppo non tutto è andato per il verso giusto e, al momento di rimuovere la palma infestata, un nugolo di insetti è volato via in ogni direzione. Una pessima notizia questa che costringerà a tenere ancora maggiormente d’occhio le piante della città e ad intervenire tempestivamente per frenare la voracità del punteruolo. Varie splendide ed alte palme da numerosi anni abbeliscono gli angoli di Siracusa. Sarebbe un vero peccato se per incuria o disattenzione dovessero finire irrimediabilmente preda del famigerato punteruolo.


Il ritorno delle polveri sottili

pm10.jpgLa qualità dell’aria a Siracusa è uno di quegli argomenti che, lo scorso anno, è stato spesso al centro delle cronache dei media locali mentre, nel corso del 2010, ha avuto poche occasioni di dibattito.
Eppure, sapere cosa respiriamo, quali sostanze nocive sono presenti nell’aria e in che quantità, dovrebbe essere una tematica di continuo interesse, ancor più a Siracusa, per via della vicinanza della città al polo petrolchimico.
C’è una buona notizia sul fronte del monitoraggio ambientale: dal 1 ottobre, l’ARPA (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), ha avviato una nuova serie di rilevamenti atmosferici. Questi verranno attivati nei vari comuni influenzati dalla zona industriale. Quello dell’ARPA è sicuramente un intervento meritorio che va ad affiancarsi ai controlli già effettuati dalle centraline del CIPA (Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente). Negli ultimi tempi, frequentemente, gli abitanti delle aree limitrofe al polo petrolchimico avevano lamentato il pessimo odore dell’aria senza però che al fenomeno venisse data una spiegazione o una conferma scientifica.
La struttura dell’ARPA, parallelamente ad altri centri di studio sull’inquinamento, effettua un costante monitoraggio dell’inquinamento cittadino a Siracusa. I dati vengono registrati da svariate centraline di rilevamento dislocate sull’intero territorio urbano e, con particolare attenzione, nelle zone di maggior traffico automobilistico.
Con cadenza mensile i dati atmosferici vengono resi disponibili sul sito stesso dell’agenzia con un completo corredo di spiegazioni.
Anche in questo caso si tratta di un’operazione di trasparenza di grande importanza, che permette al cittadino di verificare in prima persona “cosa sta respirando”.
Tra l’altro nel bollettino vengono riportati anche i dati di rilevamento relativi alle famigerate polveri sottili PM10 di cui tanto si parlò lo scorso anno in virtù del continuo sforamento dei limiti di guardia.
petrolchimico1.jpgIl minor clamore aveva fatto sperare in un miglioramento della situazione generale, ma a ben guardare, soprattutto nei mesi estivi, i valori di PM10 registrati in città sono stati ancora una volta con medie fuori dai limiti fissati. Tra le stazioni cittadine, l’unica a registrare quasi sempre valori più contenuti è quella denominata “acquedotto”, ubicata fuori dalle principali arterie di traffico. Insomma, da profani degli studi atmosferici ma da cittadini interessati alla qualità della propria aria, sembrerebbe proprio che il traffico automobilistico incida e non poco sulle polveri sottili. Probabilmente molto più delle sabbie del Sahara portate dalle correnti atmosferiche che alcuni studiosi, lo scorso anno, addussero come principale motivazione degli alti valori di polveri sottili a Siracusa.
D’ora in avanti tutti potremo avere un occhio vigile sulla nostra aria, allora, per poter chiedere prontamente interventi qualora la salute pubblica risultasse a repentaglio.
Tutte le informazioni sull’ARPA sono reperibili all’indirizzo www.arpa.sicilia.it mentre i bollettini mensili sono accessibili a questo indirizzo.

Dolce e salato ad Akradina

Nel mese di Ottobre anche la circoscrizione Akradina avrà i suoi eventi. Grazie ad un’iniziativa promossa dal consiglio di quartiere, dal comune e dal CE.NA.CO., già dallo scorso sabato e per tutti i restanti sabati di ottobre, si svolgerà la manifestazione “Dolce e salato… un viaggio alla scoperta dei sapori“.
frutta-secca.jpgSi tratta di una bella occasione per decentrare gli eventi cittadini che, nella maggior parte dei casi, trovano ospitalità nel centro storico.
L’iniziativa vuol essere un viaggio alla scoperta del gusto e dei sapori che si svolgerà in Viale Tisia con la partecipazione di numerosissimi espositori di prodotti tipici. La manifestazione avrà luogo, come detto ogni sabato dalle 8.30 del mattino fino alle 20.30 di sera.
Tante le ghiottenerie esposte: dai formaggi al vino, dalla frutta di stagione alle mostarde. Punto di richiamo saranno anche la preparazione sul posto della ricotta e del cous cous, anche in una versione adatta per celiaci e diabetici.
Nell’ambito della manifestazione verrà anche allestita un’apposita “area bambini” con tanti spettacoli e divertimento per i più piccoli.
Ogni sabato avrà un tema diverso. Il prossimo 16 ottobre si terrà la festa del formaggio, del miele e della pesca incoppata. Il 23 ottobre sarà la volta della festa del ficodindia e della ricotta. Infine, il 30 ottobre, si svolgerà la festa dei loti e dei piatti tipici locali.

Incolonnati con una Bugatti…

In coda, nel traffico insieme ad una Bugatti del 1920…

Ammettiamolo, è un evento alquanto improbabile ma non del tutto impossibile, soprattutto oggi. Pertanto, immergendovi come ogni lunedì nel traffico cittadino, non meravigliatevi se doveste vedere sfilare accanto a voi una serie di Bugatti degli anni venti. Non si tratta infatti bugatti.jpgdi un’allucinazione dovuta al sonno che ancora ci attanaglia all’inizio della nuova settimana bensì dei partecipanti ad un motoraduno di Bugatti d’epoca che, nella giornata di oggi, Siracusa ha il piacere di ospitare. Si tratta di ben ventiquattro autovetture, provenienti da tutta Europa.
La presenza delle Bugatti a Siracusa rientra nel più vasto tour “Essenza di Sicilia” che dal 9 al 16 ottobre vedrà i veicoli d’epoca visitare alcune tra le più belle mete della Sicilia orientale.
I veicoli sono arrivati nella tarda serata di ieri e questa mattina, gli appassionati, visiteranno la nostra città offrendo al contempo ai curiosi la spettacolare sfilata delle proprie autovetture. Tra le tappe previste vi è il Castello Maniace ed il centro storico di Ortigia, con un passaggio nella centrale Piazza Archimede a metà mattinata. Nonostante il maltempo che in questi giorni imperversa a Siracusa, gli appassionati ed i curiosi sono pertanto avvisati !
Una seconda possibilità per vedere le Bugatti si avrà ancora domani, quando faranno tappa a Noto e, per le ore 11, è prevista l’esposizione nel centro storico.
Tutte le Bugatti partecipanti sono state prodotto nei lontani anni venti. A completare la carovana storica saranno anche altri modelli d’epoca, di altre marche, ma non per questo meno prestigiosi. Un’Aston Martin degli anni trenta, delle Jaguar degli anni cinquanta e una mitica Alfa Romeo Duetto del 1969. Occhi aperti allora, girando per la città, in cerca di questo curioso ma piacevole diversivo nel traffico cittadino.

Immagine tratta dal sito 2fast4you

Tutti al Tecnoparco per riscoprire Archimede !

tecnoparco1.jpgChe Siracusa sia una città poco riconoscente verso i propri talenti, è storia vecchia. Il caso più eclatante è quello del più illustre tra i suoi figli, quell’Archimede che tutto il mondo ci invidia.
Tanti sono gli appassionati ed anche gli studiosi che giunti da ogni dove in città, cercano le tracce dell’inventore siracusano. Puntualmente rimangono delusi nello scoprire l’assenza di monumenti (con alcune rare eccezioni, ben nascoste alla vista dei più) o di musei dedicati al matematico. Lo stesso entusiasmante progetto della Domus Archimedea che, sul modello di quella già sperimentata, dedicata a Leonardo, doveva permettere di rivivere dal vivo l’opera dello scienziato, sembra ancora una volta essersi arenato e finito nel dimenticatoio.
Eppure non tutto è così cupo per la memoria dell’inventore: da poco più di un anno, a Siracusa, grazie all’entusiasta iniziativa di una cooperativa privata, è possibile ammirare le ricostruzioni di alcune tra le più famose macchine archimedee.
L’occasione è data dal Tecnoparco Archimede, sorto a due passi dal parco archeologico della Neapolis. Non si tratta di una struttura chiusa bensì di un parco-museo, in uno stile che va sempre più di moda nell’Europa centrale. Passeggiando in un giardino tipicamente mediterraneo si ripercorrono le varie tappe dell’opera di Archimede. Con grande passione ed accuratezza sono riprodotte, spesso a grandezza naturale, numerose delle invenzioni che hanno reso famoso l’inventore. Ecco allora che potremo vedere l’enigmatico rompicapo tecnoparco2.jpgnoto come Stomachion o gli studi e le macchine utili per i lavori quotidiani come le leve o la coclea.
Ma erano anche tempi ben turbolenti quelli di cui parliamo e, alla fine del III sec. a.C. scoppiò la guerra tra Roma e Siracusa ed Archimede dovette cominciare a progettare macchine belliche per difendere la città. Tutte presenti al tecnoparco dove sarà possibile ammirare le ricostruzioni dei famosi specchi ustori, con i quali, secondo la tradizione, venne bruciata la flotta romana. E ancora, la micidiale “manus ferrea” e tanti tipi di catapulte, arieti e balestre a grandezza naturale.
Il personale del parco accompagna i visitatori spiegando il funzionamento e la teoria delle varie macchine rendendo la visita ancora più interessante ed avvincente. Perchè non concedersi allora, specie nei fine settimana, qualche ora originale e diversa per riscoprire un personaggio che ha reso celebre la nostra città ?
Il Tecnoparco Archimede è ubicato in Via Giuseppe Agnello, 26, alle spalle del teatro greco. Maggiori informazioni sugli orari di apertura ed i recapiti per prenotazioni sono disponibili sul sito internet ufficiale www.tecnoparco-archimede.com

Immagini: Catapulta e Coclea (tratte dal sito ufficiale del tecnoparco)