Quando il Santuario era tronco…

santuario3.jpgUno degli edifici più particolari di Siracusa, quello che caratterizza in maniera inconfondibile la skyline della città, è sicuramente il Santuario della Madonna delle Lacrime.
C’è chi apprezza la costruzione per la sua forma slanciata e moderna e chi invece lo ritiene di pessimo gusto e del tutto fuori luogo nell’urbanistica cittadina. Quel che è sicuro è che il Santuario, con con i suoi centoquattro metri di altezza, rappresenta l’edificio più alto della città. E’ la prima costruzione visibile per quanti si avvicinano a Siracusa sia da nord che da sud ed è inconfondibile per la sua forma che a detta di alcuni ricorda un “razzo” mentre per altri, più prosaici, richiama la forma di una lacrima, a memoria del miracoloso pianto del quadretto della Madonna, per il quale è stato eretto.
Eppure il Santuario non è sempre stato così. Proprio pochi giorni fa, osservando i numerosi cantieri aperti in città (Cappuccini, porto, rotonde ecc.) e la sagoma del Santuario, riflettevo su come molto spesso il volto urbano cambi repentinamente per assumere tutt’altra fisionomia facendoci dimenticare il suo aspetto precedente.
sanrtuario_ incompleto.jpgL’ultimazione del Santuario della Madonna delle Lacrime, avvenuta 16 anni fa, è tutto sommato un evento abbastanza recente nella storia cittadina. Era infatti il 1994, quando il Papa Giovanni Paolo II venne in visita pastorale a Siracusa per inaugurare la chiesa finalmente ultimata. Si trattò di un giorno sicuramente memorabile per la nostra città con un’enorme folla di gente, assiepata, nonostante la pioggia, ai piedi della Balza Acradina per ascoltare il pontefice.
E prima di allora ? La costruzione del Santuario in realtà è stata lunga e travagliata se si pensa che  era cominciata nel lontano 1966.
Imponenti ritrovamenti archeologici (quelli oggi visibili in piazza della Vittoria) fecero da subito slittare la posizione e, in seguito, nel corso degli anni, i lavori furono più volte interrotti per gli alti costi dell’opera.
Per questo motivo, per parecchi decenni, solo la parte inferiore della chiesa era ultimata e troneggiava sulla città con una forma  magari meno slanciata ma altrettanto caratteristica: una sorta di cono tronco che aveva valso al Santuario l’affettuoso soprannome di “Pandoro”, oggi ormai non più riconoscibile.

Immagini: il Santuario svettante sugli altri edifici cittadini, come appare oggi (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk) ed il Santuario come appariva negli anni ’80, con una forma che a poco a poco finì per ricordare quella di un pandoro (foto: cortesia Enzo Garofalo)

In ricordo di Elio Vittorini

vittorini.jpgSarà inaugurata questa mattina “Casa Vittorini“, con la quale Siracusa intende ricordare quello che, probabilmente, è il suo letterato più illustre: Elio Vittorini. Lo scrittore, autore di “Conversazione in Sicilia”, nacque infatti nella nostra città nel 1908, sebbene poi abbandonò la Sicilia già in giovane età.
Casa Vittorini, ubicata in via Brenta 41 raccoglierà lo studio e la biblioteca del letterato, oltre che le sue opere artistiche. Per l’allestimento ci si è avvalsi dell’opera del Prof. Paolo Giansiracusa.
Si tratta di un importante passo per ricordare questo importante personaggio di origini siracusane, noto anche per le sue numerose traduzioni di testi americani, fatte in un periodo, il ventennio fascista, in cui la diffusione della letteratura straniera non veniva favorita.
Tutt’ora nel popolare quartiere ortigiano della Mastrarua esiste la casa natale dello scrittore e, sebbene, con scarse fortune, in passato, si è più volte tentato di dar vita anche ad un parco letterario legato ad Elio Vittorini, sull’esempio di quelli esistenti in altre città italiane.
L’inaugurazione di Casa Vittorini avverrà anche con la presenza di Demetrio Vittorini, figlio di Elio oltre chè figlioccio di Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale.
Giovedì 30 settembre, infine, presso il museo del cinema di via Alagona, in Ortigia, si terrà la proiezione del film “Garofano rosso” che venne tratto da uno dei romanzi più celebri di Elio Vittorini.

Apre agli spettacoli il museo archeologico

museo.jpgUna piacevole novità si presenta tra gli eventi di questo fine settimana. Il museo archeologico “Paolo Orsi” verrà infatti aperto al pubblico per ospitare degli spettacoli teatrali.
L’occasione è data anche dalla coincidenza con le giornate europee del patrimonio, ideate per avvicinare la gente all’immenso patrimonio monumentale italiano e, durante le quali, l’ingresso ai siti sarà gratuito.
Oltre al citato ingresso libero al museo, per tutto il week-end, si è voluti quest’anno andare oltre
locandina.jpgproponendo anche un evento legato al teatro classico nello scenario della struttura espositiva.
Si tratta dello spettacolo “I poeti lirici greci, parola, musica e movimento coreografico“, a cura dell’attore-regista Agostino De Angelis. L’iniziativa vede il patrocinio della regione siciliana, della provincia e del comune.
Ancora una volta Siracusa non vuole smentire la sua vocazione di città profondamente legata al passato classico e lo fa proponendo un omaggio ai maggiori lirici di epoca greca in un luogo suggestivo. Un’occasione per molti per scoprire il museo ma anche il bel parco ricavato nell’antico giardino di Villa Landolina, luogo ameno già amato da molti visitatori stranieri del passato e che ospita anche la tomba del poeta romantico August Von Platen.
Gli spettacoli si terranno il 25 ed il 26 settembre alle ore 17 con ingresso gratuito. Una bella iniziativa, resa possibile anche dalla disponibilità della Dott.ssa Beatrice Basile, nuova direttrice del museo. In questo modo si riesce a raggiungere il duplice scopo di destagionalizzare gli spettacoli dedicati al mondo classico, tipici della primavera siracusana e, al contempo, di far riscoprire ai Siracusani il museo più importante di Sicilia ed il suo parco, in pieno centro cittadino ma troppo spesso sconosciuti o ignorati.

I nuovi vandali dei monumenti

Col titolo di questo post ci si riferisce ovviamente a quanti, del tutto incuranti della storia della propria città e privi di rispetto per essa, deturpano i monumenti con scritte di ogni genere. Una recente notizia di cronaca siracusana ci informa che i carabinieri hanno fermato e denunciato alcuni giovani per aver imbrattato il monumento ai caduti d’oltremare, ubicato nei pressi del convento dei cappuccini.
caduti.jpgLa deturpazione dei beni culturali con vernici e pennarelli colorati, purtroppo, non è un caso insolito nella nostra città. Siracusa non annovera larghi murales colorati come quelli presenti nelle grandi metropoli (e che possono essere anche considerati arte moderna se eseguiti nei contesti dedicati) ma, purtroppo, non mancano scritte di ogni genere che ripetutamente fanno capolino sui muri delle chiese o dei monumenti.
Un fenomeno incontrollato e che sembra accentuarsi in particolar modo se l’edificio in questione è stato da poco restaurato ed intonacato, come se esercitasse un fascino maggiore per questi vandali dei tempi moderni. Solo negli ultimi anni si può ricordare la facciata del Duomo o la Chiesa di San Giovanni o ancora Palazzo Montalto: tutti monumenti restaurati sui quali, dopo poche settimane, apparivano futili scritte.
Gli autori spesso sono giovani o giovanissimi, privi di passatempi ma anche di riguardo per la propria città  e che non hanno coscienza della storia secolare che vanno deturpando e del danno economico che al contempo provocano alla città.
Si legge pertanto con piacere la notizia della denuncia di questi vandali, andando a memoria, il primo caso in città. Più volte il comune e la soprintendenza ai beni culturali hanno fatto appello al senso di responsabilità per evitare simili scempi. In passato più volte si è anche parlato di un sistema di videosorveglianza per i monumenti che però non ha mai trovato attuazione. Le forze dell’ordine, d’altro canto, difficilmente riescono a cogliere gli autori sul fatto.
Questa volta è andata diversamente, grazie anche al senso civico di alcuni cittadini che, testimoni del fatto, hanno prontamente allertato le forze dell’ordine. Un’inversione di tendenza nella vita cittadina, un’auspicabile senso di collaborazione che sebbene non abbia permesso di scongiurare il danno, per una volta, ha consentito almeno di fermare i colpevoli.

Immagine: il monumento ai caduti, vittima dello sfregio (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Una domenica tra velieri e motoscafi

domenica2.jpgE’ stata una domenica vivace ed allegra quella appena trascorsa dalla città e che ha visto come punto focale il Porto Grande. D’altra parte, è giusto che sia così: Siracusa è una città di mare dall’antichissima tradizione ed il mare e la sua grande baia naturale costituiscono in qualche modo la sua identità. Il centro storico di Ortigia è proiettato col lungomare di ponente sul Porto Grande così come lo è la zona balneare sulla riva opposta. Ma la baia si vede, più o meno bene, da quasi ogni punto della città.
L’evento principale è stato il campionato mondiale motonautico di Powerboat P1 che ha visto nel pomeriggio di domenica lo svolgersi dell’ultima gara. Meno pubblicizzato ma non meno affascinante è stato anche l’attracco del veliero “Palinuro”, una delle navi-scuola della marina militare.
Complici le temperature pienamente estive ed un cielo sgombro di nubi, centinaia di Siracusani si sono mescolati con gli altrettanti turisti che in questo periodo visitano la città e hanno passeggiato nel centro storico soffermandosi, in particolar modo, lungo la banchina delle Marina, da poco restituita alla città.
Sotto l’ombra degli enormi alberi di ficus o dalla panoramica della Fonte Aretusa grandi e piccini hanno trascorso qualche ora osservando incuriositi i velocissimi motoscafi sfrecciare attraverso le acque del Porto Grande. Sicuramente rumorosi e certamente inquinanti ma, in fin dei conti, si tratta di un appuntamento che si tiene soltanto per pochi giorni all’anno.
Al contempo, una lunga fila di curiosi si formava sulla banchina per poter salire e visitare l’affascinante ed antico veliero Palinuro che si concedeva al pubblico grazie alla disponibilità della Marina.
domenica1.jpgInsomma, una domenica che ha donato degli interessanti eventi a quanti si sono recati nel centro storico, permettendo di trascorrere alcune ore rilassanti e spensierate.
Una giornata come ne sarebbero auspicabili di più nella nostra città. Ancora una volta si è dimostrato (se ancora ve ne fosse bisogno), quanto Siracusa sia legata al suo mare. D’altro canto il successo riscosso tra la cittadinanza dimostra anche che, per quanto si parli di sviluppo turistico e di avveneristici progetti per il porto, fondamentali risultano gli eventi e le manifestazioni che ruotano intorno al mare. Ben venga la riqualificazione dell’area portuale ma questa, sicuramente, non può prescindere (anzi deve essere preceduta) da una meticolosa programmazione di eventi e di servizi che sono il motore primo del rilancio turistico e che rianimano il centro storico cittadino.

Immagini: curiosi in fila accanto alla Palinuro e una fase della gara di Powerboat (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Il ritorno dei Powerboat

powerboat3.jpgA partire da oggi pomeriggio, le acque del Porto Grande torneranno ad essere attraversate dai bolidi del mare, i motoscafi che partecipano al campionato mondiale Powerboat P1.
Per il secondo anno consecutivo si svolgerà infatti a Siracusa uno dei “gran premi del mare” previsti dalla world championship.
Già a partire da ieri è cominciato l’allestimento del “villaggio di gara”, ubicato all’ingresso di Ortigia. Le gare di powerboat si terranno in città per tre giorni, dal 17 al 19 settembre.
Oggi pomeriggio, a partire dalle 16.45 è prevista la Powerpole. Sabato, dalle 16.30 in poi si terrà la Sprint Race mentre domenica, dalle 15.45 sarà la volta dell’Endurance. La premiazione sarà anche ingentilita dalla presenza di Ramona Badescu quale madrina d’eccezione.
Sicuramente, come lo scorso anno, i fiammanti ed avveneristici motoscafi non mancheranno di suscitare curiosità ed attireranno un folto pubblico che dal lato di ponente dell’isola di Ortigia e, in particolar modo, dalla passeggiata della Marina, da poco restituita alla città, potranno seguire lo svolgersi delle gare.

Immagine: un momento dell’edizione 2009 della gara di Powerboat a Siracusa (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

C’è un che di grigio nell’acqua

targia1.jpgAvete mai provato a fare una passeggiata lungo la nuova pista ciclabile, magari nel suo ultimo tratto, quello che oltrepassa l’antica tonnara di Santa Panagia ?
La vista è suggestiva: nonostante la soffocante presenza del polo petrolchimico, il mare sottostante la scogliera appare di un blu profondo e, nelle giornate più chiare, la sagoma dell’Etna appare all’orizzonte.
Seguento il percorso della pista ciclabile si può oggi arrivare fino all’estrema periferia di Siracusa, contrada Targia. Ed è lì che, purtroppo, balzerà subito agli occhi un’altra delle note stonate nei problemi ambientali della nostra città.
Subito sotto la pista ciclabile, si trova una piccola spiaggia e, accanto ad essa, una tubazione che riversa in mare acqua grigiastra. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia che, negli ultimi anni, ha numerose volte tenuto banco sui giornali locali. Si tratta infatti di uno scarico fognario “regolare” che raccoglie le acque della zona nord e le riversa in mare senza alcun tipo di trattamento. Il comune ha più targia3.jpgvolte promesso un tempestivo allaccio all’impianto di depurazione per risolvere definitivamente la questione. Purtroppo, a più riprese, le scadenze date sono state disattese ed i lavori incominciati non sono stati terminati (arrecando tra l’altro anche danni non riparati alla nuova pista ciclabile, a detta dei residenti). Ultima promessa era il termine dei lavori per la fine del mese di giugno di quest’anno ma, come alcuni rappresentanti locali hanno denunciato, tutto è di nuovo fermo.
targia2.jpgLa situazione è alquanto grottesca per diverse ragioni. Inutile dire che sembra incredibile che ancora oggi un comune possa scaricare le acque nere in mare senza alcun trattamento, aggravando il danno ambientale in una zona gà duramente provata dalla presenza delle industrie. Un altro punto, collaterale ma non per questo meno grave, legato a questa vicenda, è la massiccia presenza di pescatori. Come è facile immaginare parecchi pesci, attirati dal mangiare abbondante, sebbene tutt’altro che salutare, arricchiscono le acque della zona e, di conseguenza, richiamano frotte di pescatori. Questi, giornalmente, favoriti anche da una totale assenza di controlli, frequentano la zona portando a casa un ricco pescato che in molti temono possa finire sul piatto di qualche ignara famiglia siracusana.

Immagini: lo scarico fognario di Targia ed i numerosi pescatori che affollano la zona (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Una città sott’acqua

pioggia3.jpgSe, leggendo il titolo, avete pensato ad Atlantide, vi sbagliate di grosso, in quanto, ancora una volta, la protagonista del post di oggi è la nostra cara Siracusa.
L’estate è ormai agli sgoccioli e, infine, dopo mesi di siccità, sono giunti anche i primi temporali. Un vero sollievo per i tanti che non riuscivano più a sopportare l’afa estiva.
Eppure, ancora una volta, poche ore di pioggia, hanno portato il caos in città, come se gli acquazzoni settembrini fossero un improvviso ed inaspettato capriccio meteorologico.
Ecco allora i tombini otturati che straripano acqua trasformando le strade in torrenti in piena ed ancora i soliti punti nevralgici che si trasformano in veri e propri stagni creando disagio se non vero e proprio pericolo per i cittadini.
Due esempi per tutti che da anni, ad ogni riproporsi delle piogge, creano problemi in città.
pioggia4.jpgIl primo punto critico è il sottopassaggio dell’autodromo appena fuori dalla città. Regolarmente, ad ogni precipitazione di un certo rilievo, l’acqua si accumula per un altezza di diverse decine di centimentri. Una situazione inspiegabilmente irrisolta da anni, se non da decenni ,e che vede come contromisura soltanto alcuni segnali di pericolo. Parecchi automobilisti sono rimasti bloccati nell’acqua nel corso degli anni e, in alcuni casi, sono anche dovuti intervenire i vigili del fuoco. Una situazione ricorrente che non si dovrebbe ripetere.
Un altro esempio critico si trova invece in pieno centro storico, nel frequentatissimo Parcheggio Talete che in seguito ad ogni pioggia e per diversi giorni seguenti, diviene un’unica grande pozzanghera creando non pochi disagi a quanti vi posteggiano. Si tratta di un altro disservizio che andrebbe risolto in quanto ben noto ormai da tempo e, a maggior ragione, in quanto il parcheggio, in determinate fasce orarie è a pagamento e, pertanto, dovrebbe garantire un servizio privo di pecche. Si tratta solo di due esempi su numerosi casi simili che si ripetono puntualmente a Siracusa.
L’autunno è ancora alle porte e, per la settimana, il meteo prevede ulteriori piogge. Insomma, una vera corsa contro il tempo ormai se veramente si vogliono risolvere problemi che si trascinano da anni.

Immagini: l’allagamento nel sottopassaggio dell’autodromo che si verifica ad ogni pioggia e le enormi pozzanghere nel posteggio Talete (foto: S.Leggio/Siracusareport.tk)

Andar per musei…

Ed anche in Sicilia è arrivata la prima pioggia ! Cupi nuvoloni neri si addensano nel cielo, seguiti a breve distanza dal rombo dei tuoni e dallo scrosciare dell’acqua.
Una scena senz’altro suggestiva ma, sicuramente, tutt’altro che invitante per quanti si apprestano a progettare il proprio week-end. Finito il tempo di stare all’aria aperta, finite le serate in spiaggia, cosa fare allora ?
pupi.jpgPerchè non provare allora ad “andar per musei“, lasciando fuori dalla porta il maltempo e dedicando una mattinata o un pomeriggio a scoprire qualcosa della storia o delle tradizioni della città. In termini di musei, Siracusa, offre più di quanto si pensi.
A far la parte da leone è ovviamente il museo archeologico “Paolo Orsi”, uno dei più importanti d’Italia, e che raccoglie reperti dall’epoca preistorica fino alla fine del periodo romano. Da non perdere la bellissima statua marmorea detta la “Venere Landolina”.
Da breve tempo nuovamente fruibile al pubblico, in Ortigia, è possibile invece esplorare la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo con testimonianze dall’epoca bizantina fino all’epoca moderna. Tra gli altri si trova qui conservato il bellissimo quadro di Antonello da Messina, l’Annunciazione.
Ma vi sono anche una serie di musei minori e privati. Tra questi, essendo la nostra città celebre per le piante di papiro che avvolgono il fiume Ciane e la fonte Aretusa, non poteva mancare il museo del papiro. Un’occasione per scoprire le antiche tecniche di lavorazione e i mille usi che si fa del papiro.
Per andare nel campo delle tradizioni, in Ortigia si trova anche il piccolo ma graziosissimo museo dei pupi siciliani, tenuto su con passione e che mostra strumenti di lavorazione, scenografie e numerosissimi personaggi dell’antica opera dei pupi.
Sempre nel centro storico è possibile visitare un altro museo privato, quello dedicato al cinema, messo su con anni di passione e che raccoglie vere e proprie rarità e cimeli.
Se poi siete disposti a fare un po’ di strada in più, vale la pena di arrivare a Palazzolo Acreide per visitare la Casa-museo “Uccello“, il più importante museo delle tradizioni popolari presente in provincia con centinaia di utensili ed oggetti curiosi del “tempo che fu”. Sempre nella cittadina montana è possibile visitare il museo dei viaggiatori in Sicilia che raccoglie testimonianze e disegni dei numerosi viaggiatori europei che visitarono la nostra isola tra il Settecento e l’Ottocento, nell’ambito dei viaggi culturali del Grand Tour. Tante testimonianze di luoghi che oggi sono profondamente mutati.
Andar per musei: un modo istruttivo e, perche no, curioso e divertente per uscire di casa ed avere un’alternativa anche quando il tempo non è dei più invitanti.

Goodbye Go-Bike

gobike.jpgSembra essere ormai al tramonto il sogno di una Siracusa invasa dalle biciclette come alternativa al caos del traffico cittadino. L’iniziativa Go-Bike ha preso il via poco più di un anno fa, cogliendo quasi di sorpresa la maggior parte della popolazione che, tranne poche eccezioni, non aveva mai considerato la possibilità della mobilità alternativa sfruttando la bicicletta.
Complice la riunione del G8-Ambiente svoltasi in città e la generosità del ministero dell’ambiente, in poche settimane ,in un’ampia area della città, fecero la loro comparsa le piazzole del servizio Go-Bike con tanto di biciclette tradizionali ed elettriche da poter prendere in prestito per poi essere posate in uno qualsiasi degli stalli cittadini.
Per un breve intervallo di tempo e, con una certa dose di immaginazione, era quasi sembrato possile immaginare una Siracusa meno intasata dalle macchine e maggiormente percorsa da ecologiche e salutari biciclette. A dire il vero, fin dall’inizio il servizio subì qualche intoppo. Complici soprattutto la macchinosa documentazione necessaria per ottenere la tessera e la totale dimenticanza di tessere speciali per i turisti in visita alla città.
La speranza era che dopo una fase di assestamento l’intero servizio sarebbe stato ottimizzato.
Niente di tutto ciò si può purtroppo registrare oggi. Provate a dare un’occhiata alle piazzole sparse per la città e vi renderete conto che sono miseramente vuote con pochissime bici rimaste a disposizione. Da parecchi mesi, purtroppo, il servizio non è stato più pagato dal comune e, pertanto, recentemente, è stato del tutto sospesa la manutenzione.
Il risultato è il completo abbandono degli stalli del Go-Bike e numerose biciclette ferme in magazzino in quanto danneggiate.
Nessuna soluzione in vista al momento e il grosso rischio è che anche le biciclette ecologiche facciano la triste fine che già hanno visto i minibus elettrici: fermi in rimessa finchè saranno del tutto inutilizzabili.