Il Gabibbo a spasso per la città

Che bello quando in TV mostrano la propria città, tanto più se in prima serata ! In questo caso specifico però non saprei dire se i Siracusani ne debbano essere contenti o meno.
Giusto qualche giorno fa, in prima serata, su Canale 5, sono passate immagini sulla nostra Siracusa ma, essendo trasmesse all’interno del noto TG satirico “Striscia la notizia“, potete bene immaginare che la motivazione era di denuncia sociale.
teatro_comunale.jpgRidendo per non piangere, in questi anni, la trasmissione di Antonio Ricci ci ha sempre più abituato ad essere l’ultimo scoglio ove denunciare le tante cose che non funzionano nel nostro paese. Siracusa, nel panorama nazionale, purtroppo non fa eccezione e, chi legge questo blog, sa bene che di opere incompiute o di servizi da migliorare, in città ve ne sono fin troppi.
E’ così che il conosciutissimo Gabibbo ha realizzato un servizio sulle due province vicine: Ragusa e Siracusa. Obiettivo alcune delle tante incompiute cittadine. Il pupazzo di Canale 5 ha mostrato immagini del parcheggio incompiuto di viale Santa Panagia, opera faraonica cominciata anni fa e mai terminata. Si è poi passati al teatro comunale, sigillato per restauri da cinquant’anni ormai. E, infine, l’argomento di questi giorni: la rimozione dei cassoni di cemento alla Marina, più volte annunciata ma in realtà non ancora entrata nel vivo. Alle proteste di alcuni cittadini ha poi fatto da contrappunto una breve intervista al sindaco. Se vi siete persi il servizio potete ancora vederlo sul sito internet di Striscia la notizia.
Difficile fare valutazioni anche se, da semplice spettatore e non addetto ai lavori, non ci si può che meravigliare dei numeri da capogiro. Già, i numeri ! Quelli riferibili ai soldi spesi e ancora da spendere (milioni di euro dichiarati come se fossero noccioline) e quelli riferibili ai tempi di completamento. Del teatro ci dicono da tempo che mancano soltanto gli arredi interni che, per quanto lussuosi possano essere, sembra incredibile pensare possano costare diversi milioni di euro. E che dire poi dei tempi promessi ? Questa volta Striscia non ha potuto fare il classico “nodo al fazzoletto”. Il sindaco ha indicato due anni molto generici per il completamento del posteggio (ma a vederla la struttura esterna è tutta pronta) e altrettanto per il teatro (per i famosi arredi). Per i cassoni di cemento della marina, il termine della fine del mese di giugno, indicato fino a pochi giorni fa, è diventato un generico “tempi brevi”.
Gustatevi il servizio del TG satirico allora, e, almeno in questo caso, speriamo sia l’ultimo dedicato alla nostra città.

Perde pezzi l’università a Siracusa

Uno dei primi post trattati in questo blog riguardava il futuro dell’università a Siracusa, a rischio chiusura. E’ triste constatare oggi, ad un anno di distanza, che se nel 2009 si paventava un ridimensionamento delle facoltà siracusane, oggi, nonostante le molteplici proteste tutto ciò sia realtà. Le promesse dei politici locali e nazionali che nulla sarebbe stato toccato, sono cadute nel vuoto di fronte alle decisioni irrevocabili del rettorato dell’università di Catania (di cui i corsi di laurea siracusani sono sede staccata) che, con la motivazione delle mancanze di fondi e delle morosità degli enti locali, ha provveduto a ridimensionare i corsi di laurea.
uni_sr.jpgUn paio d’anni fa Siracusa poteva vantare una florida comunità studentesca gravitante attorno a facoltà inerenti l’arte e la cultura, viste le mille opportunità offerte dal territorio della nostra città. In quest’anno accademico invece sono stati tagliati due corsi di laurea in beni culturali (che rimarranno solo “ad esaurimento”), presenti da diversi anni in città e anche la facoltà di architettura è sembrata più volte essere a rischio. Inutili le proteste degli studenti, contraddittorie le dichiarazioni degli amministratori, perentorie le decisioni dell’università di Catania, del tutto inascoltato il consorzio universitario che, fino alla settimana trascorsa, ha incontrato gli studenti.
Insomma, in città si vagheggia la nascita di un futuro quarto polo universitario insieme alla provincia di Ragusa ma, sta di fatto, che il mondo accademico cittadino perde terreno mese dopo mese. Questo fin quando non si capirà il valore aggiunto dato dall’essere una città universitaria: non solo in termini di attività culturali ma anche per i tanti benefici indotti che questo comporta. Ortigia in questi anni è stata popolata da studenti e tanti vecchi edifici fatiscenti sono stati ristrutturati per divenire aule o alloggi universitari. L’economia cittadina ne ha tratto benefici siano essi i locali per il tempo libero, le librerie e cartolerie o i proprietari di appartamenti. Tanti studenti siracusani poi hanno trovato direttamente nella loro città il ramo di studio di proprio interesse senza dover divenire pendolari o fuori sede. Non è ancora troppo tardi per salvare il salvabile ma, ancora una volta la città sembra immobilizzata nelle sue interminabili discussioni.

Finalmente via i cassoni della Marina

marina2.jpg“Eppur si muove”, la celebre frase attribuita a Galileo Galilei, calza a pennello alla vicenda dei cassoni di cemento alla passeggiata della Marina di Siracusa.
L’argomento è di quelli che sono stati trattati più volte nei post di questo blog per il semplice motivo che, nonostante le proteste indignate dei cittadini, per due anni uno dei panorami più belli della città è stato coperto da degli orrendi manufatti di cantiere.
La motivazione era quella di costruire il futuro e moderno porto turistico, l’esigenza di posizionare i cassoni fin da subito sul molo preferito dai cittadini e dai turisti per le loro passeggiate, francamente rimane misteriosa. Così come rimane misterioso l’autore di tale decisione, dal momento che, col senno di poi, tutti se ne lavano le mani. Che poi i lavori si siano dilungati ben oltre il tempo previsto e siano culminati nel blocco totale a causa del sequestro dei manufatti da parte della magistratura per il sospetto che siano realizzati in cemento depotenziato, è ancora un altro “paio di maniche”.
In questa soffocante vicenda, sembra finalmente esserci uno spiraglio di buon senso. Non è ancora dato di sapere se il cantiere era in regola o meno così come nessuno ormai azzarda ipotesi sulla data di ultimazione dei lavori. I cassoni però finalmente verranno rimossi dalla banchina restituendo alla città l’azzurro del mare. L’impresa è di quelle complicate date le dimensioni ed il peso dei manufatti. La scorsa settimana un’enorme gru è stata posizionata a tale scopo al foro italico e la banchina è stata rinforzata per reggerne il peso. Da questa settimana, dopo le prime prove tecniche comincerà l’opera di rimozione. Le strutture di cemento verranno man mano caricate su delle chiatte e trasportate nella zona industriale, in attesa di decisioni superiori. Stando alle stime, entro la fine di giugno il panorama dovrebbe tornare ad essere libero ed i Siracusani potranno tornare a godersi la loro Marina. Un ritorno al passato, dunque, per nulla sgradito alla cittadinanza, sebbene rimanga da chiedersi a cosa siano serviti questi due anni di passione per vedersi restituito un lungomare in condizioni peggiori di quelle di partenza e con un turismo diportistico probabilmente in gran parte compromesso.

Immagine: la città attende con ansia la restituzione della Marina (foto S.Leggio/Sicilystockphoto.com)

Al via Tragodia 2010

bellomo3.jpgIn concomitanza con le rappresentazioni classiche del’INDA a Siracusa, si moltiplicano, come sempre le iniziative culturali dedicate al teatro ed alla cultura classica. Tra queste “Tragodia 2010 – Carnefice e vittima“, iniziativa promossa dall’associazione L’arco e la fonte, il cui primo appuntamento si svolgerà martedì 25 maggio alle ore 21 nei locali della Galleria regionale Bellomo in Via Capodieci.
Il progetto ha come tema filosofico portante l’impulso dionisiaco, la pulsione vitale, tanto presente nella tragedia greca. Tragodia 2010 prevede una serie di letture sceniche, la prima delle quali, dal titolo “Il nascere ed il morire delle cose”, sarà dedicata al De rerum natura di Lucrezio.
Seguiranno il 29 maggio, sempre alle ore 21, “La nostalgia delle canzoni”, tratta dai testi del poeta arabo Ibn Hamdis ed il 2 giugno “Il sentimento del luogo”, tratto da Costantino Kavafis.
I testi verranno interpretati da Antonio Zanoletti, attore che in questi giorni sta recitando anche al teatro greco di Siracusa, interpretando il ruolo di Ulisse nella tragedia Aiace di Sofocle.
L’iniziativa vede la collaborazione dell’INDA, della Galleria regionale Bellomo e dell’assessorato regionale e provinciale ai beni culturali.

Seconda edizione di Notte in Fiore

notteinfiore.jpgDopo il grande successo registrato lo scorso week-end dalla XXI edizione dell’Infiorata di Noto, sarà ancora la cittadina barocca a sud di Siracusa a proporre questo sabato un avvenimento di interesse.
Sabato 22 maggio, a partire dalle ore 21, sulla monumentale scalinata della cattedrale di San Nicolò a Noto, si terrà infatti la seconda edizione di “Notte in fiore”.
Si tratta di un appuntamento dedicato alla moda con lo sfondo suggestivo del barocco di Noto, patrimonio dell’Unesco.
La sfilata di alta moda che si terrà nel centro storico vede l’organizzazione della stilista Loredana Roccasalva e la partecipazione di un ospite d’eccezione come Renato Balestra.
La serata non sarà però dedicata soltanto alla moda. Sarà anche un’occasione di arte e cultura. L’attore Andrea Tidona e la compagnia “Controscenateatro” reciteranno brani tratti dalle opere dello scrittore siciliano Gesualdo Bufalino. La compagnia “Danza per dire” si esibirà in uno spettacolo ispirato all’incontro di culture nel mar Mediterraneo. Nel corso dell’evento si esibirà anche la cantante Rita Botto e vi sarà la consegna del premio “Notte in fiore” a tre personaggi distintisi nel campo della moda, dell’arte e della cultura.
Maggiori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale della manifestazione. L’evento potrà essere seguito in diretta anche su internet in streaming su nbtv.it.


Immagine: un momento dell’edizione 2009 di Notte in fiore (foto tratta dal sito ufficiale della manifestazione)

Nulla di nuovo sul fronte del traffico

A dire la verità, dopo averne sentito parlare per più di un anno e dopo la trionfalistica presentazione alla stampa del PUM e del PUT di Siracusa (il piano urbano della mobilità e quello dei trasporti), si sperava che presto ci sarebbe stata qualche misura effettiva per risolvere l’annoso problema delle autovetture che “stritolano” la città.
A Siracusa, nelle ore di punta si creano interminabili serpentoni di automobili che congestionano gli incroci nevralgici. I tempi di spostamento si allungano all’infinito e lo smog aumenta a dismisura, come costantemente confermato dalle centraline di rilevamento traff.jpgdell’inquinamento. Insomma, se la città ha una priorità da risolvere è quella delle automobili. Le motivazioni ci sono: tante e numerose. Dall’elevata presenza di polveri sottili (le PM10 di cui spesso abbiamo parlato) all’inquinamento acustico alla scarsa mobilità cittadina. Le cause sono state individuate da tempo e sono sotto gli occhi di tutti, anche senza gli studi specialistici. Sono troppe le automobili che circolano in città e sono pochi e poco efficienti i trasporti pubblici. A questi fattori si aggiunge l’indisciplina di molti automobilisti che sostano malamente in seconda e terza fila in strade molto trafficate, rendendo ancora più congestionata la situazione. Le prospettive per migliorare la situazione c’erano anche e numerose: la presentazione dello studio sul traffico (con costi sì esorbitanti ma anche con alcuni consigli low-cost che potevano essere messi in atto sin da subito) e i buoni propositi del nuovo comando della polizia municipale.
Ciò nonostante, a distanza di alcuni mesi da queste premesse, nulla si è finora mosso ed il rischio è che ancora una volta, questa estate, con l’afa e le alte temperature, il traffico cittadino faccia salire alle stelle i livelli di smog cittadino.

Quando volavano i dirigibili…

Chissà se percorrendo la strada a nord di Siracusa, in direzione di Catania, giunti nei pressi della vicina Augusta, avete mai notato un imponente e grigio hangar abbandonato.
Si tratta di una costruzione alta e massiccia ed abbandonata da tempo che, sicuramente, incuriosisce per il suo svettare solitario a poca distanza dal mare.
L’hangar in realtà ha una storia antica e che oggi ci riporta al fascino di tempi andati. Tanto che da diversi anni è diventato un monumento nazionale.
hangar.jpgNon si tratta infatti di un residuo industriale come ce ne sono tanti a nord di Siracusa, bensì di un antico hangar per dirigibili.
E qui sì che comincia a correre la fantasia riportandoci ai tempi degli Zeppelin e degli Hindenburg e immaginare questi enormi palloni a forma di sigaro, pieni di idrogeno, che volavano lenti sopra le campagne siracusane.
Sono passati parecchi decenni da quei tempi e, per lungo tempo, la struttura è rimasta in stato di completo abbandono. Nel week-end appena trascorso, però, soprattutto su iniziativa di un gruppo di appassionati, l’Hangar team, si è svolta la prima festa dell’aria.
Un appuntamento giocoso che ha permesso di ripulire la zona intorno all’antico hangar e farlo scoprire a quanti non vi si erano mai avvicinati. Attraverso alcune foto d’epoca esposte i visitatori hanno avuto modo di ripercorrere la storia di questa struttura, costruita nel corso della prima guerra mondiale per ospitare dei dirigibili da ricognizione che avrebbero dovuto perlustrare i mari dall’alto alla ricerca di sommergibili nemici. Numerose erano anche le attività collaterali alla festa, tutte legate all’aria. E’ stato presente un piccolo dirigibile pubblicitario e si è tenuta una festa degli aquiloni. Gli aeromodellisti hanno esposto i loro velivoli in miniatura e gli appassionati di sport hanno potuto scoprire il tiro con l’arco. Presenti anche le forze armate con l’aeronautica, la marina e la guardia di finanza.
L’hangar rappresenta ormai una vera rarità di archeologia industriale, uno dei pochi rimasti in Italia. Il progetto, a lungo termine è quello di voler creare un vero e proprio parco dell’hangar che consenta la valorizzazione di questo luogo ma anche la creazione di un angolo verde che comprenda le vicine saline e che recuperi all’ambiente un territorio per troppo tempo devastato dalle sole industrie.

La gigantesca mole dell’antico hangar per i dirigibili (foto: S.Leggio/Sicilystockphoto)

Ritorna l’Infiorata, la festa della primavera

infiorata.jpgSi svolgerà questo fine settimana una delle feste più attese della provincia di Siracusa. Si tratta dell’Infiorata di Noto. A partire da venerdì i maestri infioratori saranno all’opera nella cittadina barocca, allestendo a festa la centrale Via Nicolaci. Nelle giornate di sabato e domenica la via si trasformerà in un’unico variopinto e profumatissimo tappeto floreale. I petali dei fiori, come sempre, formeranno dei disegni artistici che, quest’anno, vedono come tema gli strumenti musicali.
Anche il resto del centro storico sarà però in festa e sono previsti numerosissimi eventi collaterali. Ai giardini pubblici saranno installati stand e bancarelle mentre lungo il corso principale sono previste infiorate minori, allestite ad esempio dai ragazzi delle scuole, musica ed animazioni. Nel corso del fine settimana la città sarà attraversata anche dal “corteo barocco”, una sfilata di figuranti in costumi barocchi d’epoca. L’Infiorata è giunta ormai alla sua XXXI edizione e, ogni anno, riscuote sempre più consensi ed un sempre maggiore afflusso di pubblico. Facciamoci prendere da questa festa della primavera allora e programmiamo anche noi il fine settimana a Noto !
Per quanti volessero saperne di più, il programma completo della manifestazione è consultabile a questo indirizzo.

Nuova vita per i siti archeologici

Negli ultimi mesi diversi siti archeologici cittadini stanno letteralmente tornando a rivivere grazie all’azione di alcune associazioni di volontariato cittadine. La soprintendenza ai beni culturali ha più volte manifestato le grandi difficoltà incontrate nell’effettuare la manutenzione dei siti di propria pertinenza a causa degli scarsi fondi a disposizione ed ha invitato le realtà associative cittadine a farsi avanti in prima persona.
L’appello non è rimasto inascoltato ed è già stato accolto da due associazioni a cui, si spera, se ne possano presto aggiungere altre.
La scorsa domenica Natura Sicula ha proceduto alla pulitura dell’oratorio rupestre di Santa Panagia e del sentiero che porta ad esso. E’ un’importante azione di recupero di un’area che per lunghissimo tempo è stata degradata, quella dell’ex tonnara, ove oggi insiste la nuova pista ciclabile.
L’oratorio rupestre, di epoca medievale, è una curiosità quasi sconosciuta alla cittadinanza sebbene dia il nome (Santa Panagia) ad una delle più importanti strade cittadine. Il lavoro svolto la scorsa domenica fa seguito ad un primo intervento effettuato lo scorso anno che dopo circa 15 anni rende nuovamente fruibile questo piccola ma importante testimonianza archeologica.
apollo.jpgDa quasi due anni invece l’associazione Nuova Acropoli cura con regolarità la manutenzione di uno dei più importanti monumenti cittadini: il tempio di Apollo, posto all’ingresso di Ortigia. I volontari dell’associazione con interventi ripetuti e costanti provvedono alla manutenzione del sito tagliando le erbacce ed eliminando eventuali rifiuti che qualche sconsiderato getta all’interno dell’area archeologica.
L’impegno ormai costante nel tempo e che permette alla soprintendenza di utilizzare i fondi risparmiati in altri interventi similari, si è recentemente concretizzata nell’adozione ufficiale del sito da parte di Nuova Acropoli. Una targa ricordo è stata apposta lungo la recinzione per ricordare l’impegno dei volontari. Inoltre la novità è che oltre alla manutenzione, nei prossimi mesi, si cercherà di rendere ancora più gradevole l’aspetto estetico del tempio di Apollo. Anni fa era presente una rigogliosa e curata vegetazione. Il progetto è quello di ripristinarla piantando lungo i bordi dell’area fiori e le tipiche piante di papiro siracusane.
Un bell’esempio di come l’impegno personale possa migliorare notevolmente l’immagine della città. Un impegno che si spera possa in futuro essere seguito da un numero sempre maggiore di realtà cittadine.

Immagine: i volontari di Nuova Acropoli impegnati nel taglio della vegetazione nell’antico tempio di Apollo (foto: www.nuovaacropoli.it)

Al via la stagione degli spettacoli classici

teatro.jpgE’ stata inaugurata lo scorso sabato la nuova stagione delle rappresentazioni classiche al teatro greco. Sono in tanti gli appassionati ed i curiosi che andranno a vedere le annuali tragedie classiche messe in scena dall’INDA (l’Istituto Nazionale del Dramma Antico). Che siate appassionati o meno di teatro, una cosa è certa: per poco più di un mese, gli spettacoli, cambieranno il volto della città. A partire  dalla presenza di frotte di visitatori che puntuali, ogni anno, tornano ad affollare Siracusa, appositamente per seguire questo evento unico. E poi vi sarà tutta una serie di eventi collaterali e di iniziative connesse alle tragedie che renderanno più vivo l’ambiente culturale cittadino. Infine (volendo considerare anche il lato meno romantico e culturale) anche gli stravolgimenti del traffico cittadino saranno quelli “tipici” degli spettacoli. Per un mese, vedremo ogni pomeriggio chiuse per diverse ore alcune arterie cittadine per non disturbare le rappresentazioni, con le conseguenti code caotiche sulle strade alternative. Il bello delle rappresentazioni classiche è anche questo.
Quest’anno vengono messi in scena l’Aiace di Sofocle e Fedra di Euripide. I due drammi verranno rappresentati a giorni alterni. Gli spettacoli continueranno fino al 20 giugno tutti i giorni eccetto il lunedì. Nel corso del mese di maggio sono previsti sei giorni con biglietti a posto unico mentre due giorni sono previsti per il mese di giugno. Sul sito delle fondazione INDA è possibile trovare tutte le informazioni sul calendario degli spettacoli, sul costo dei biglietti e sui settori del teatro. I biglietti possono essere acquistati direttamente ai botteghini presenti all’ingresso dell’area archeologica.

Immagine: tragedie classiche al teatro greco nelle passate edizioni (foto: D.Mauro)