Se il cinema è pieno…

La settimana appena trascorsa, come sempre in questo periodo, è stata tra le più fredde dell’anno e, quindi, in vista di temperature rigide anche per il fine settimana è sicuramente meglio programmare qualcosa che preveda una permanenza al chiuso ed al calduccio.
teatro-noto.jpgIl film fenomeno dell’anno, Avatar ha travolto da alcuni giorni anche Siracusa ma, se state programmando la visione di questo spettacolare movie in 3D per il fine settimana, fareste meglio a cambiare programma. Il multisala cittadino che in questi giorni lo sta proiettando registra infatti il tutto esaurito, se non altro per gli spettacoli serali.
Quali alternative allora ? Cosa associare alla classica pizza o alla birra al pub ?
Il programma degli eventi cittadini è piuttosto scarno questo week-end. Tra le proposte un divertente spettacolo teatrale all’antico mercato di via Trento: “La finta figlia” di Edoardo Scarpetta, messo in scena a cura della compagnia teatrale “Comica”. Lo spettacolo si terrà domenica 31 gennaio alle ore 18.30. L’iniziativa fa parte della rassegna “Luci a Siracusa” ed è ad ingresso gratuito. Volendo ritornare  sugli argomenti espressi nell’ultimo post di questo blog, ancora una volta si nota in città l’assenza di un teatro comunale stabile dove poter proporre una vera e propria stagione di eventi teatrali.
Se si  è disposti a fare qualche chilometro in più si può giungere fino alla vicina Noto dove il teatro comunale, quasi coetaneo di quello di Siracusa, è “pienamente operante”. Questa sera, al teatro Vittorio Emanuele di Noto verrà messo in scena il divertente spettacolo musicale “Al cavallino bianco” tratto da un’operetta austriaca di Hans Mueller. Se il teatro vi appassiona vi invito anche a dare un’occhiata al sito del teatro Vittorio Emanuele che riporta anche la programmazione degli spettacoli previsti nei prossimi mesi.

Foto: il vicino teatro Vittorio Emanuele di Noto

L’eterna attesa per il teatro comunale

teatro_comunale.jpgCi risiamo: per l’ennesima volta i media locali hanno trionfalmente annunciato che a breve cominceranno i lavori di restauro per la riapertura del teatro comunale. Probabilmente a Siracusa, sono ormai pochi gli inguaribili ottimisti ancora disposti a concedere il  “beneficio del dubbio” ad una simile affermazione ed è molto più vasto il fronte di quanti sono scettici sulle possibilità di riapertura del teatro, chiuso per restauri dall’ormai lontano 1957.
Eppure, una città come Siracusa, avrebbe tutto il diritto ad un teatro tutto suo. Almeno la pensavano così i nostri concittadini del secolo scorso che entusiasmati dagli spettacoli e dopo una breve esperienza teatrale di palazzo Vermexio decisero di far costruire a Siracusa un teatro comunale stabile.
L’anno era il lontano 1872 e, a onor del vero, già allora i lavori pubblici cittadini registrarono qualche intoppo. Il progettista venne sostituito in corso d’opera e la realizzazione della struttura, in pieno centro storico, alle spalle di piazza Duomo, durò ben venticinque anni. Alla fine, però, nel 1897 i primi attori poterono calcare la scena del teatro comunale di Siracusa e i primi spettatori prendere posto sulle sue poltrone. Le scelte decorative dell’edificio erano riccamente elaborate e prevedevano ad esempio un’aquila, simbolo cittadino, scolpita esternamente ed ancora oggi visibile, un loggiato coperto all’ingresso e, all’interno, affreschi richiamanti le poesie di Teocrito. Insomma, finalmente qualcosa degno del nome della città. La popolazione però potè godere per poco del proprio teatro stabile: giusto una cinquantina d’anni. Nel 1956, infatti, il teatro venne momentaneamente chiuso per alcuni lavori di restauro al tetto e, da allora, non è mai più stato riaperto.
Da allora quest’importante edificio cittadino fa capolino su via Roma in stato di costante abbandono. Dagli anni cinquanta ad oggi si sono succedute innumerevoli fasi di lavori di restauro mai finiti per mancanza di fondi, salvo poi riprendere nuovamente da capo dopo alcuni anni. In compenso, innumerevoli volte la politica cittadina ha annunciato trionfale che “l’anno prossimo il teatro riaprirà i battenti”. Chi segue le vicende cittadine ormai legge con disillusione queste notizie. L’ultima volta che il teatro comunale di Siracusa venne restaurato mancavano soltanto gli arredi ed i lavori interni. Di questi giorni è la nuova notizia: 18 mesi di lavori per consolidare il teatro, dopodichè mancheranno solo gli arredi per restituire la struttura alla città. Come sempre, curiosi e speranzosi, stiamo a guardare.

Il ritrovamento di Siracusa romana

I libri di storia ci raccontano molto degli splendori e della potenza della Siracusa greca mentre ben poco viene invece detto sulla successiva fase romana della città.
Questo perchè effettivamente pochi monumenti di tale periodo storico sono stati ritrovati e studiati. Questa almeno era la situazione fino a qualche anno fa che adesso, però, si sta decisamente modificando.
Da quando lo scorso anno sono cominciati i lavori pubblici per la costruzione della nuova condotta fognaria lungo viale Cadorna, nei pressi della borgata, i resti di Siracusa romana stanno prepotentemente venendo alla luce.
lavori-pubblici.jpgUna situazione questa che da un lato fa gioire gli archeologi e gli amanti di storia cittadina e, dall’altro, ha sollevato le proteste dei commercianti che operano in quella zona e del Comune che vede il continuo blocco dei lavori da parte della soprintendenza ai beni culturali.
La situazione non è delle più semplici dato che praticamente ogni settimana, all’apertura di ogni nuovo tratto di cantiere, una nuova scoperta del passato della città torna alla luce.
E, solitamente, non si tratta di ritrovamenti da poco. Giusto nelle ultime settimane i lavori pubblici sono stati nuovamente fermati per il ritrovamento di mosaici e di un monumentale porticato con colonne in marmo. Per quanto gli archeologi lavorino celermente nel prendere tutti i dati e nel proteggere i ritrovamenti per poi dare nuovamente il via ai lavori, questi stanno prolungando i loro tempi.
L’idea che man mano si viene delineando è che, probabilmente, il fulcro della Siracusa di epoca romana (dal III sec. a.C. al V sec. d.C.) fosse leggermente spostato rispetto all’antecedente città greca. Lo fanno pensare i lussuosi ritrovamenti che sono tutti localizzati nella zona dell’odierna borgata Santa Lucia.
Ancora una volta viene da pensare allo scempio urbanistico che venne perpetrato nella nostra città durante la forte espansione degli anni cinquanta e sessanta. Fino all’immediato dopoguerra molte di queste zone erano ancora aperta campagna e, quindi, evidentemente, quando si realizzarono i nuovo quartieri si ignorarono volutamente anche resti archeologici di pregio pur di costruire palazzoni in cemento.
Tutti i nodi però vengono al pettine così come le scelte azzardate del tempo. Come dare torto allora ai commercianti che da mesi e mesi vedono diminuire i loro incassi a causa degli interminabili lavori pubblici ? Come dare torto al Comune che lamenta il fatto che la spesa era prevista per i lavori della fognatura e non per gli scavi archeologici ? Come darne agli archeologi che giornalmente si ritrovano a scoprire nuove meraviglie ? Ragione hanno poi anche i cittadini che non vorrebbero rivedere resti di pregio ricoperti da una colata di asfalto, indispensabile però data l’importanza dell’arteria urbana. E, infine, in una qualsiasi giornata di pioggia, quando quelle zone cittadine diventano torrenti in piena, come dimenticarsi che all’epoca sotto la strada esisteva un canalone di scarico naturale verso il mare che è stato semplicemente otturato provocando come risultato le odierne strade allagate.
Scelte difficili, insomma, quelle che la città deve compiere oggi per riparare a molti errori di ieri.

Idee per il fine settimana

duo-chitarra.jpgTerminato il periodo delle feste ed i tanti eventi organizzati, siamo decisamente tornati ai più pacati ritmi della routine quotidiana. Il maltempo di questi ultimi giorni ,poi, non invoglia certamente ad uscire di casa facendo optare invece per una cena ed un film al calduccio delle nostre case. Nonostante ciò, per i più coraggiosi, ecco una rassegna degli appuntamenti di questo fine settimana.
Sabato 23,
Alle ore 18.30 presso l’istituto “Privitera” si esibiranno Paola Modicano (soprano) e Marina Gallo (pianista). Alle ore 20, invece, all‘antico mercato di via Trento si esibirà il duo di chitarra classica Marcello Cappellani e Roberto Salerno. L’evento è organizzato dall’Agimus con il patrocinio del comune di Siracusa. L’ingresso è gratuito.
Domenica 24 gennaio, alle ore 9 l’appuntamento dell’associazione Natura Sicula è in piazza Santa Lucia 24 per poi partire per un’escursione di mezza giornata alla scoperta della necropoli preistorica del Plemmirio, a sud di Siracusa (farà da guida l’archeologo Lorenzo Guzzardi, quota di partecipazione € 5). Alle ore 18 l’associazione siracusana amici della musica organizza presso il Salone Carabelli di Via Torres 10 il concerto di Angelo Persichilli (flauto), Alfredo Persichilli (violoncello) e Annalisa Bellini (pianoforte). Maggiori dettagli sul sito dell’associazione. Alle ore 18.30 all’antico mercato di Ortigia si terrà lo spettacolo teatrale “A passari a nuttata”. La manifestazione si tiene nell’ambito della rassegna “Luci a Siracusa” organizzata dal Comune. Si tratta di un adattamento in dialetto siciliano della famosa opera di Eduardo De Filippo, “Napoli milionaria”.
Alle ore 20, presso la chiesa di Santa Lucia alla Badia, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Sebastiano, compatrono di Siracusa, si terrà il concerto del coro delle voci bianche dirette dal maestro Mariuccia Cirinnà.
Un fine settimana ricco di musica, teatro e natura, quindi e, se siete a conoscenza di qualche altro interessante evento, ovviamente non esitate a segnalarlo nei commenti di questo blog.

Foto: Il Duo Siracusa formato da Marcello Cappellani e Roberto Salerno

Il tempio sotto il municipio

artemision.jpgUn altro tassello della storia di Siracusa classica va pian piano a prendere posto. Si tratta dell’antico tempio dedicato alla dea Artemide che era collocato in corrispondenza dell’odierna piazza Duomo. Oltre al tempio dedicato ad Atena che oggi è integrato nel duomo e le cui antiche colonne sono ancora ben visibili sia dall’interno che dall’esterno della chiesa, un altro tempio era collocato parallelamente a questo, appunto l’Artemision.
Il motivo per cui oggi nulla è più visibile di questo tempio è presto detto: nei secoli successivi è stato ricoperto da altri edifici, in ultimo, Palazzo Vermexio, sede del comune. Negli scantinati del municipio sono però ancora visibili le fondamenta di questo antico tempio greco. Il problema consisteva nel renderle fruibili al pubblico.
Per questo motivo alcuni anni fa è stato ideato un avveniristico progetto che prevede il recupero del piano interrato del Comune per restituirlo alla pubblica fruibilità. Finora questo non era stato possibile in quanto per scendere nella “cantina” di palazzo Vermexio bisognava passare per una stretta scala. In futuro, invece, la soluzione adottata sarà un’altra. Il nuovo ingresso avverrà alle spalle del municipio, in via Minerva. Al posto di alcune vecchie costruzioni da eliminare verrà realizzato un ricercato ed agile ingresso a padiglione che introdurrà i visitatori ai sotterranei di palazzo Vermexio e, pertanto, ai resti del tempio greco di Artemide. Negli stessi locali verrà anche allestito un piccolo antiquarium con i reperti archeologici del tempio
Sarà l’ultimo tassello dei grandi lavori di riqualificazione dell’area del Duomo che, in questi anni, hanno visto la ripavimentazione di tutta la zona in basole di calcare bianco ed il restauro degli edifici che si affacciano sulla piazza.
Secondo le previsioni i lavori dovrebbero terminare il prossimo anno regalando ai Siracusani questo nuovo gioiello della storia cittadina
.

Foto: tratta dal sito del progettista Vincenzo Latina. Mostra l’area dove verrà realizzato il moderno accesso a padiglione ai resti del tempio

Animali vaganti ed autovelox striscianti

autovelox.jpgSicuramente una delle strade più insidiose della nostra provincia è la “Maremonti“, tecnicamente la Strada Provinciale 14, che collega l’uscita sud di Siracusa con i paesi dell’entroterra come Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide. Nel corso degli anni, purtroppo, si sono frequentemente verificati incidenti stradali dovuti in parte all’imprudenza degli automobilisti ma anche ad alcuni tratti della strada sicuramente non progettati a dovere. Un esempio per tutti è la stretta curva ad “S” che si trova nel primo tratto della strada e che diventa estremamente pericolosa se affrontata a forte velocità.
Negli ultimi dieci giorni però la Maremonti è balzata agli onori della cronaca locale per altre due notizie che devono mettere in guardia gli automobilisti.
La prima è quella degli animali vaganti che si registrano su questa strada. Purtroppo, dalla scorsa estate, sempre più frequentemente è capitato che dei bovini, appunto “vaganti” invadessero, soprattutto nelle ore notturne la carreggiata. Gli episodi in questi mesi sono stati tutt’altro che saltuari e perlopiù localizzati nell’ultimo tratto della strada, nei pressi del paese di Palazzolo. Purtroppo le conseguenze in alcuni casi sono state gravi e si sono registrati incidenti in alcuni casi anche mortali.
La scorsa settimana presso la prefettura di Siracusa si sono incontrati i rappresentanti delle amministrazioni dei paesi toccati dalla Maremonti e le autorità di pubblica sicurezza per studiare contromisure.
mucche.jpgResta indubbio che una soluzione debba essere trovata quanto prima per evitare ulteriori situazioni di pericolo per chi transita sulla strada. Non si riesce a capire, invece, come la presenza di bovini su una strada provinciale possa diventare abitudinaria senza che si riesca a pattugliare opportunamente l’arteria al fine di evitare pericoli e senza che si identifichino i responsabili di tale situazione.
La seconda notizia sulla Maremonti riguarda invece la riattivazione dell’Autovelox fisso all’altezza del Comune di Canicattini Bagni. Il coro di proteste si è levato alto sia da parte degli automobilisti che da parte dei sindaci dei comuni limitrofi. L’accusa per il Comune di Canicattini è quella di voler semplicemente “fare cassa”. Certamente chi percorre frequentemente quella strada sa bene che, in alcuni casi, le velocità degli autoveicoli sono eccessive e andrebbero controllate ma, è anche vero, che i limiti di velocità sono in alcuni tratti poco coerenti. Questo si traduce in improvvise frenate da parte degli automobilisti che ricordano solo all’ultimo momento la presenza dell’autovelox e, di conseguenza, in ulteriori situazioni di pericolo. In quel tratto la Maremonti ha molti accessi laterali da cui regolarmente le macchine si infilano sulla strada provinciale, spesso senza rispettare le precedenze o a velocità estremamente ridotte. Non sarebbe forse più utile, allora, controllare questi svincoli ed il rispetto della segnaletica, se si vogliono veramente evitare le situazioni di pericolo ?
Insomma, a leggerla così c’è grande fermento in questi giorni sulla Provinciale 14: tanti cambiamenti che possiamo solo sperare si traducano in qualcosa di positivo.

Presto la “liberazione” della Marina

SIC-marina_deserta.jpgEra ormai da parecchi mesi che avevamo fatto un bel “nodo al fazzoletto” per vedere se sarebbero stati rispettati i tempi promessi per la rimozione delle infrastrutture in cemento armato che da più di un anno occupano la passeggiata della Marina di Siracusa. Ebbene, nella settimana appena trascorsa, sono finalmente giunte buone nuove ed i tanti amanti di uno dei più bei panorami della città potranno presto  sciogliere i nodi dai loro fazzoletti perchè a breve dovrebbero riprendere i lavori nel cantiere che porterà alla realizzazione del porto turistico.
Purtroppo i tempi si sono dilatati ben oltre quelli inizialmente previsti -ne abbiamo parlato più volte in questo blog– soprattutto per lungaggini burocratiche che magari era possibile evitare con una pianificazione più attenta.
L’estate del 2009 ha visto così la città privata della passeggiata lungomare con dispiacere di Siracusani e non ma, soprattutto, con un grave danno economico per i piccoli commercianti della zona.
Stando alle dichiarazione fatte in settimana dal direttore dei lavori, le carte ci sono finalmente tutte e da ora potranno cominciare i lavori di dragaggio che porteranno in una prima fase ad aumentare la profondità del fondale e poi a calare in acqua i tanto contestati cassoni in cemento armato che verranno in ultima fase riempiti col materiale dragato e poi coperti allargando di fatto la superficie del molo.
Da qui in avanti la situazione dovrebbe essere tutta in discesa e la città dovrebbe vedere man mano l‘abbellirsi ed il rifiorire della Marina e delle zone limitrofe come il molo San Antonio. Insomma, in questi giorni di temperature polari proviamo un po’ tutti ad immaginarci l’afa della prossima estate e il rinnovato affollarsi di Yacht e barche a vela dei tanti entusiasti visitatori di Siracusa.

Quel vento che viene dal Sahara…

deserto.jpgAvete presente la classica scena di molti film dove la mamma entra irritata in cucina chiedendo “Chi ha rubato la marmellata ?” ed il bambino, con le mani e la bocca ancora unte, nega anche di fronte all’evidenza dicendo “Non sono stato io !”
Passatemi la citazione cinematografica ma proprio questa scena mi è venuta alla mente leggendo ed ascoltando in questi giorni le notizie locali relative ai valori di inquinamento a Siracusa.
In particolar modo, nelle sedi istituzionali, si è tornato a parlare del sempre più pressante problema della presenza di polveri sottili -le cosiddette PM10– nell’aria che giornalmente respiriamo. E’ stato infatti reso noto che nel 2008 a Siracusa si sono superati i livelli di guardia di PM10 per qualcosa come 321 giorni su 365 mentre il massimo tollerabile dovrebbe essere intorno ai 35 giorni ! E’ evidente che urgono provvedimenti e, per tale motivo, anche in consiglio comunale si è cominciato ad affrontare la situazione. I segnali che vengono dall’amministrazione lasciano però perplessi come diversi giornali locali ed associazioni ambientaliste quali Natura Sicula hanno messo in rilievo. Anzichè studiare dei provvedimenti d’urgenza che possano, almeno in parte, mitigare la presenza di queste nanopolveri in grado di provocare gravi danni alla salute, ci si trincea dietro studi che sostengono che le polveri sottili sono presenti a Siracusa in quanto le correnti atmosferiche le conducono a noi sin dal lontano Sahara.
Tanto di cappello agli studiosi ma chi scrive si sente di associarsi al coro di ignoranti in materia che si chiede come mai le polveri inquinanti provenienti dal Sahara decidano unanimemente di depositarsi nella sola Siracusa e non ad esempio nelle vicine Catania o Ragusa che hanno valori di inquinamento decisamente inferiori ?
Il sospetto che la vicinanza col polo petrolchimico possa avere qualche nesso in qualche modo si affaccia nel pensiero di molti. Si pensi alla salute dei cittadini allora e, nel momento in cui la città si interroga sulle cause del proprio inquinamento, non ci si comporti come quel bambino che ha svuotato il barattolo della marmellata della mamma. Lo smog dovuto all’altissimo traffico ed i fumi della zona industriale sicuramente giocano un ruolo importante nella presenza delle PM10 a Siracusa. Si studino quindi dei provvedimenti urgenti. E se invece ci fossimo sbagliati e la colpa fosse veramente degli esotici venti del Sahara ? Pazienza: la nostra salute ci avrà in ogni caso guadagnato.

Una strada nuova di zecca

strada-nuova.jpgNovità in arrivo nella circolazione stradale. E’ della scorsa settimana la notizia che entro una quindicina di giorni verranno ultimati i lavori e pertanto verrà aperta al traffico una strada “nuova di zecca”.
La nuova arteria stradale partirà dalla Chiesa dei Cappuccini, all’altezza del monumento ai caduti in Africa e, scorrendo parallelamente all’attuale Riviera Dionisio, spunterà nei pressi dello Sbarcadero Santa Lucia. Si tratta di un’innovazione attesa a lungo nell’ambito del traffico cittadino. Da molti anni infatti la lunga e stretta Riviera Dionisio il Grande che mette in comunicazione la parte nord della città con la parte bassa, risulta congestionata in particolar modo durante le ore di punta. Questa seconda arteria parallela dovrebbe permettere di alleggerire il traffico in quella parte della città. La nuova strada è stata realizzata sul tracciato dell’ex cintura ferroviaria che fino a pochi anni fa attraversava Siracusa. All’epoca le discussioni sulla destinazione d’uso di quella centralissima area cittadina dismessa furono lunghe e le ipotesi andarono dalla pista ciclabile al tracciato per una metropolitana di superficie alla nuova arteria stradale come infine è stato.
Non si è comunque dovuta sacrificare la pista ciclabile in quanto un tracciato riservato è stato conservato al margine della carreggiata. Prima ancora dell’entrata in funzione si registrano però già alcune segnalazioni di cittadini. Il tracciato della pista ciclabile sembra essere stato mal progettato essendo troppo a ridosso dei muri dei giardini delle abitazioni adiacenti ed essendo pertanto pericoloso. Qualcun altro in città mormora invece che il tracciato è ben progettato ma, durante questi anni di chiusura per lavori in corso, alcuni giardini abbiano misteriosamente “dilatato i propri confini”.
Come sempre al Comune il compito di venire a capo di questi misteri tutti Siracusani e magari porvi rimedio. I cittadini al momento attendono questa piccola novità cittadina, pronti ad inaugurarla a due e quattro ruote. Le prime impressioni a caldo ? Speriamo di poterle dare quanto prima !

Foto: Lo sbocco della nuova arteria cittadina (foto dell’autore)

Il genio dimenticato

archimede1.jpgNell’ultimo post pubblicato abbiamo avuto modo di parlare dell’importante area archeologica siracusana in cui ricade la cosiddetta “tomba di Archimede“, uno dei monumenti che caratterizzano la città.
Ecco allora l’occasione per spendere due parole su quel geniale fisico ed inventore che fu Archimede o, meglio ancora, per renderci conto di come i Siracusani, fin dai tempi più antichi siano stati abbastanza irriconoscenti o poco orgogliosi del figlio più illustre della nostra città.
Sorvoliamo in questa sede sui motivi che hanno fatto grande il nome dello scienziato siracusano -dai teoremi matematici alle mirabolanti invenzioni- per dir solo della sua morte. Correva l’anno 212 a.C. quando l’esercito romano, dopo un lungo assedio, irrompe a Siracusa e la saccheggia. Tra le illustri vittime del saccheggio vi è anche il geniale Archimede. Gli storici antichi ci presentano in realtà varie versioni delle vicende della sua morte, l’unica cosa certa è che per lo scienziato venne costruita una tomba che sulla sommita portava una sfera ed un cilindro per ricordare i suoi studi sui solidi.
archimede2.jpgEbbene, nemmeno duecento anni dopo Archimede era stato già dimenticato dai suoi cittadini se un illustre “turista” dell’epoca, Cicerone (in realtà presente a Siracusa in quanto questore in Sicilia) cercherà invano di avere indicazioni sull’ubicazione della tomba dello scienziato.
Tra i Siracusani dell’epoca (siamo nel I sec. a.C.) si crea un po’ di sgomento in quanto nessuno sapeva essere d’aiuto. Poi, grazie all’insistenza dell’oratore romano, la tomba viene ritrovata sommersa da rovi e sterpaglie e, su suo ordine venne ripulita. Vien quasi da sorridere al pensiero che in 2000 anni a Siracusa non è proprio cambiato nulla !
Da qui in poi la tomba scompare nuovamente senza più essere citata o ritrovata. Già, perchè quella che noi conosciamo come “tomba di Archimede”, in realtà, non è la vera tomba dello scienziato. Data il suo aspetto monumentale la tradizione cittadina ha associato questo sepolcro al nome di Archimede ma gli archeologi hanno dimostrato che in realtà è una sepoltura successiva all’epoca del matematico.
Il fatto che dopo neanche due secoli lo scienziato fosse già dimenticato e che subito dopo sia nuovamente caduto nell’oblio la dice lunga sull’attaccamento che abbiamo alla nostra storia. Il ritrovamento della vera tomba di Archimede può essere ancora una sfida archeologica per il futuro.
Un’altra sfida invece dovrebbe essere anche la celebrazione del nome dello scienziato famoso in tutto il mondo. Non un solo grande monumento, non un museo ricordano Archimede. Da parecchi anni ormai si vagheggia la creazione della Domus Archimedea, un’avveneristico museo interattivo sullo stile di quello di Leonardo da Vinci in Toscana. Tale museo dovrebbe contenere tra l’altro la ricostruzione delle invenzioni del grande scienziato.
La cosa incredibile è che la ricostruzione delle macchine sembra sia già pronta da tempo e su internet è addirittura esistente un il sito Agorasophia che presenta l’intero progetto. Interminabili beghe burocratiche e politiche e fondi più volte perduti impediscono la realizzazione ultima della doverosa Domus Archimedea che in un primo momento doveva essere collocata in una sede ideale quale l’ex museo archeologico di piazza Duomo, poi doveva essere trasferita all’Antico mercato di Ortigia mentre adesso, ancora una volta, sembra essere caduta in un lungo oblio.

Immagini: la cosiddetta “tomba di Archimede” (foto D.Barucco/Siciliafotografica) e dipinto raffigurante Cicerone che ritrova la tomba di Archimede