Il sogno autostrada

primosole.jpgSembra che alla fine il gran giorno sia veramente vicino ! Il gran giorno delle infrastrutture siracusane intendo, quello dell’inaugurazione della nuova autostrada Catania-Siracusa.
Se si pensa che il progetto del collegamento autostradale tra i due capoluoghi risale agli anni sessanta e che fino allo scorso anno era attivo solo un malconcio asse attrezzato da Siracusa alla vicina Augusta, si può ben dire che l’apertura dell’autostrada sarà un evento campale per la nostra provincia.
D’altro canto la quantità di persone e merci che giornalmente si spostano sulla vecchia strada statale (anche come conseguenza della quasi inesistenza dei collegamenti ferroviari) da e per Catania ha portato ormai al limite delle sue capacità suddetta strada rendendo l’autostrada una urgente necessità. Penso che non vi sia automobilista siracusano o catanese che non si sia trovato almeno una volta per chilometri dietro una colonna di due-tre autocisterne provenienti dal polo petrolchimico senza poter sorpassare. E, di contro, quante situazioni pericolosissime si venivano a creare a causa di automobilisti e centauri impazienti che  azzardavano sorpassi a camion e furgoni solo per guadagnare pochi minuti.
Insomma, pochi giorni e anni di colonne a passo di camion andranno nel dimenticatoio, sorpassi pericolosi in curva verranno archiviati così come le infinite code nei pressi delle zone balneari nella stagione estiva.
Un assaggio di autostrada in realtà lo abbiamo già avuto: dalla scorsa estate, complice il Ponte Primosole pericolante, è stato aperto in anticipo il tratto lentinese dell’infrastruttura. E così, a migliaia, abbiamo potuto assaporare la qualità, la velocità e la sicurezza di una Vera autostrada che, stando ai comunicati dei progettisti, è  all’avanguardia in Europa per costruzione e controlli.
Oggi la ditta che ha eseguito i lavori li chiuderà definitivamente per “passare la palla” alla burocrazia. Resta ancora da definire la data esatta di apertura (probabilmente la prima metà di dicembre) in quanto si vocifera (e neanche tanto) che l’intenzione è quella di rinviare il taglio del nastro per permettere la partecipazione all’evento di autorità di vario livello.
Noi automobilisti-pendolari indifferenti a feste e parate e agognando l’autostrada contiamo i minuti che ci separano dalla fine di decenni di disagi. Evviva la nuova autostrada ma cosa poi ci sia da festeggiare per un’opera pubblica inaugurata con quasi cinquant’anni di ritardo sui tempi previsti… è tutta un’altra storia.

Foto da: wikipedia.sapere.virgilio.it

Osservare le stelle… anche d’autunno

telescopio.jpgSe appartenete alla folta schiera di coloro che amano osservare il cielo stellato, non perdete sabato 28 novembre l’appuntamento con la manifestazione “La Notte di Galileo”.
Si tratta di una serata di osservazione astronomica ad occhio nudo e al telescopio aperta al pubblico che si svolgerà a partire dalle ore 21 in piazza Duomo.
L’evento è promosso dall’associazione di astrofili C.O.D.A.S. (Centro Osservazione e Divulgazione Astronomica – Siracusa) e fa parte di una serie di serate analoghe promosse in tutta Italia dall’U.A.I. (Unione Astrofili Italiani).
La serata richiama il noto Galileo Galilei in quanto il 2009 è “L’anno dell’astronomia”, e si commemora con una serie di iniziative il quarto centenario delle osservazioni astronomiche compiute dal pisano.

Il 28 di novembre saranno visibili in cielo alcuni degli oggetti celesti osservati da Galileo: la Luna e il pianeta Giove.
Il pubblico presente in piazza Duomo avrà modo di essere introdotto dai volontari del CODAS alle meraviglie della volta celeste. In realtà, la città, con le sue luci artificiali non è il luogo ideale per compiere delle osservazioni del cielo. Nonostante ciò, dei responsabili dell’associazione, con l’ausilio di un potente puntatore laser illustreranno ai partecipanti le costellazioni visibili nel cielo autunnale ed i miti ad esse legati. Un modo per imparare ad orientarsi nella volta celeste, cosa oggi sempre più spesso ignorata.
Al contempo saranno presenti in piazza diversi telescopi che punteranno gli oggetti più luminosi del cielo. Guardando attraverso l’oculare si potranno osservare in dettaglio i crateri, le montagne ed i “mari” lunari oppure sarà possibile vedere le bande di nubi scure sul disco del pianeta Giove ed i satelliti galileiani che ruotano attorno al pianeta gigante.
Insomma, questo sabato copriamoci per benino e andiamo tutti in piazza Duomo ad osservare il cielo in barba alle temperature rigide.
Maggiori informazioni sulla serata sono disponibili sul sito internet dell’associazione www.codas.it o possono essere richieste direttamente presso la sede del CODAS in largo Amedeo di Savoia nei pressi della Porta Marina (apertura ogni venerdì dalle 18 alle 20).

Foto tratta da www.iau.org

Acque blu o acque grigie ?

scarico-targia.jpgSiracusa è di certo una città dai mille contrasti, specie se si parla di temi ambientali. Da un lato c’è la Siracusa ecologica: quella dove ha avuto luogo il G8 Ambiente e la città natale dell’attuale ministro dell’ambiente. Dall’altro è soffocata dai fumi del polo petrolchimico e perennemente a rischio a causa delle polveri sottili oltre ad essere agli ultimi posti in tutte le classifiche nazionali in tema di ambiente. Lo stesso contrasto lo si può rilevare in tema di mare. Anche qui, purtroppo, Siracusa è in grado di mostrare i due facce ben distinte: la zona sud con il mare premiato in passato con le bandiere blu o l’area marina protetta del Plemmirio e, poi, la zona nord dove ancora oggi vi sono scarichi fognari che sversano direttamente in mare.
Sembrano storie d’altri tempi, racconti degli abusi ecologici degli anni sessanta, eppure ancora oggi la città vanta uno scarico di acque reflue comunali in totale contrasto con ogni politica ambientale. Si tratta del famigerato scarico fognario di Targia, una tubazione che raccoglie gli effluvi di buona parte della zona nord della città e poi si immette tranquillamente in mare da una grossa tubazione a cielo aperto nei pressi della tonnara di Santa Panagia. Tra residui industriali e inquinamento batteriologico si può ben immaginare quale possa essere la qualità dell’acqua. Il Comune ha più volte invano promesso di allacciare le tubazioni all’impianto di trattamento delle acque sporche ma, ad oggi, lo scarico di Targia continua a sversare in mare. Questa situazione è stata anche denunciata da associazioni ambientaliste quali Natura Sicula e sembra che, sebbene con lentezza, qualcosina sul fronte dei lavori stia cominciando a muoversi sebbene non sarà mai abbastanza in fretta.
Nonostante ciò si mormora in città che vi siano almeno altri due scarichi “poco limpidi” nelle acque cittadine: nei pressi del porto piccolo ed in Ortigia nei pressi del castello Maniace.
Insomma Siracusa non smentisce purtroppo la propria doppia identità, neanche in tema di mare: acque limpide ed azzurrissime a sud della città e grigie ed impraticabili a nord.

Immagine: incredibilmente si incontrano anche dei pescatori allo scarico fognario di Targia (foto tratta dal sito di Natura Sicula)

Giardinetti pubblici: un lavoro svolto a metà

IMG_3592m_small.jpgDell’apertura dei giardinetti pubblici, i cosiddetti “villini” del foro siracusano abbiamo avuto occasione di parlare da poco. Il post pubblicato la scorsa settimana è stato (con gioia di chi scrive) smentito nei fatti dall’inaugurazione dei giardinetti finalmente ristrutturati.
Ad appena una settimana di distanza dalla restituzione alla pubblica fruizione di questo spazio dispiace però registrare  di già parecchie lamentele che lasciano intendere che ancora una volta un’opera meritoria è stata lasciata a metà. Non si intendono i lavori di riqualificazione che sono del tutto terminati e, almeno a parere del sottoscritto, anche con un risultato estetico molto gradevole. Ci si riferisce invece alla pessima gestione con cui fin dall’inizio stanno “ripartendo” i giardini di piazza Marconi.
Finalmente lo spazio verde è dotato di recinzione e di un cancello per impedire che come in passato possa diventare luogo di ritrovo di malintenzionati o peggio ancora luogo di spaccio.
Al contempo però la fruibilità è ridotta all’osso: soltanto la mattina fino alle ore 12, certamente poco per quello che dovrebbe essere un punto di ritrovo per bambini, studenti, pensionati e più in generale per la cittadinanza.
IMG_3599m_small.jpgStando alle lamentele registrate manca un servizio di custodia. Si tratta di un servizio essenziale per la struttura. Conoscendo la realtà cittadina si rischia purtroppo di ritrovare presto le strutture imbrattate o divelte dai soliti vandali di turno con un l’ennesimo spreco di pubbliche risorse.
Alcuni genitori hanno anche lamentato fin da subito una carenza di igiene e di pulizia delle giostrine dei bambini (anche questo risolvibile con dell’apposito personale addetto).
Infine l’irrigazione del verde. E’ stato predisposto un’apposito impianto che viene attivato negli orari di apertura trasformando i campi da gioco per i più piccoli in veri e propri campi per la “lotta nel fango”. Insomma, l’idea generale è di scarsa organizzazione e grande improvvisazione.
I giardinetti del foro siracusano sono un importante polmone verde nel cuore della città, uno dei pochi spazi attrezzati per i bambini ed anche un sito archeologico molto antico. Ancora una volta una delle scommesse di Siracusa si dimostra essere non soltanto inaugurare nuove strutture ma anche riuscire a pianificarne il funzionamento nel lungo termine evitando che spenti i riflettori e finita la festa iniziale in poco tempo quel che di buono è stato fatto divenga nuovamente inutilizzabile. E’ proprio di ieri la notizia che l’assessorato ai lavori pubblici a comunicato che si correrà presto ai ripari che prevede la presenza di due custodi, un orario di apertura più ampio e pulizie ad intervalli regolari. La speranza è che questi ottimi propositi vengano al più presto a concretizzarsi.

Foto: S.Leggio
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Una serata con Mozart

ersu.jpgPerché non andare ad un bel concerto di musica classica questo sabato ? L’occasione è di quelle “ghiotte”  grazie all’accattivante scelta di brani in programma nel concerto promosso dall’associazione Nuova Acropoli. Ad esibirsi sarà il quartetto d’archi dell’ERSU dell’università di Catania composto dai violini Samantha Fidanza e Rossana Nicosia, dalla viola Rosalba Panniello e dal violoncello Pier Paolo Maccarrone.
L’occasione è data dalla quarta edizione del Festival della Filosofia promosso da Nuova Acropoli, in pieno svolgimento e che, tra l’altro, prevede venerdì 20 anche un “aperitivo filosofico” presso la sede dell’associazione (appuntamento ore 18.30 – viale Teocrito 77).
Il programma del concerto prevede l’esecuzione di brani di autori famosi quali Bach, Mozart, Pachebel e Piazzola con pezzi celeberrimi quali l’aria sulla IV corda o l’Ave Maria in grado non soltanto di essere apprezzati  dagli appassionati di musica classica ma anche di regalare emozioni e un paio d’ore di buona musica a quanti si avvicinano soltanto occasionalmente all’ascolto di questo genere musicale.
Tutti puntuali allora all’appuntamento: sabato 21 novembre alle ore 21 a Palazzo Impellizzeri in via Maestranza. L’ingresso al concerto è libero.
Il programma di sala completo del concerto è il seguente:

BACH J. S.                dalla Suite III in re maggiore: Aria sulla IV corda

MOZART W. A.            Quartetto d’archi KV 156 in sol maggiore: Allegro, Adagio, Minuetto

MOZART W. A.            Ave Verum Corpus K.618 in Re magg.

PACHELBEL J.            Canone su Basso Ostinato in re maggiore

MOZART W. A.            Quartetto d’archi KV 154 in sol minore: Allegro, Un Poco Adagio, Presto

PIAZZOLLA A.            Ave Maria 

Maggiori informazioni sulle attività in programma nell’ambito del Festival della Filosofia sono reperibili sul sito internet dell’associazione Nuova Acropoli

 

Anche a Siracusa i Gruppi di Acquisto Solidale

gas.jpgIn questi tempi di crisi economica ma anche di voglia di cibo genuino e garantito stanno riscuotendo sempre più successo nel nostro paese i cosiddetti G.A.S. , i Gruppi di Acquisto Solidale.
Di cosa si tratta ? Di un gruppo di persone che decidono di comprare dei generi alimentari in comune all’ingrosso. Il termine solidale sta ad indicare il fatto che si sceglie di favorire i piccoli produttori locali rispettosi della genuinità o, su più vasta scala, i produttori di paesi in via di sviluppo.
I GAS offrono ai propri membri non pochi vantaggi: i produttori locali vengono attentamente selezionati tra quelli che offrono generi alimentari freschi e genuini e seguendo tutte le normative di legge. Inoltre, comprando direttamente all’ingrosso dal produttore si accorcia la “filiera” e di conseguenza diminusice il prezzo finale dei prodotti.
Anche a Siracusa i Gruppi di Acquisto Solidale stanno acquistando sempre più successo. Dal breve sondaggio che ho condotto per scrivere questo post sembra che in città siano al momento attivi almeno due gruppi di cui uno esclusivamente vegetariano (anzi… se ne conoscete ulteriori segnalateli pure !). Il più famoso è quello dei Grilli Aretusei che ha anche un proprio sito internet. Una volta iscrittisi al GAS si versa una quota iniziale che va a riempire il nostro “salvadanaio virtuale”. Ogni settimana entro la domenica, sempre tramite il sito internet, è possibile preparare la lista della spesa e poi, il martedì successivo è possibile ritirare i propri prodotti. Al momento la consegna avviene presso la chiesa di Bosco Minniti.
Insomma un modo nuovo per fare acquisti di origine controllata e, al contempo, per appoggiare la piccola economia locale.
Per saperne di più potete collegarvi al sito ufficiale del G.A.S. dei Grilli Aretusei. Chi vi scrive non si è ancora “lanciato” in questa nuova forma di “fare la spesa”. Se vi va, descrivete pure le vostre esperienze ed impressioni e, come detto, se siete a conoscenza di altre iniziative analoghe non esitate a segnalarle tramite i commenti o e-mail in modo che tutti possano avere un punto di vista più completo.

Foto: Blotty | Dreamstime.com

La scomparsa della Porta Ligny

ligny1.jpgUna cosa che adoro è guardare le vecchie cartoline in bianco e nero di Siracusa, realizzate agli inizi del novecento. Ogni tanto se ne trovano ancora sulle bancarelle o in qualche negozio di souvenir ma vanno ormai rapidamente sparendo in quanto oggetti da collezione.
Guardare queste vecchie immagini apre un finestra nel tempo e, spesso, a malapena si riescono a riconoscere aree oggi piene di edifici o, di contro, edifici non più esistenti.
Provate a guardare l’immagine pubblicata a corredo di questo post: quanti di voi sono in grado di localizzare questo monumento siracusano ?
I più informati magari staranno “ridacchiando sotto i baffi” mentre molti altri si staranno chiedendo se non abbia sbagliato nel pubblicare la foto. In realtà non si tratta di nessun errore. Quella ritratta nell’immagine è la Porta Ligny in una fotografia di Siracusa della fine dell’ottocento.
Se potessimo catapultarci indietro nel tempo di poco più di un secolo, l’immagine della città ci apparirebbe nettamente diversa da quella odierna. A partire dall’estensione: Siracusa anteguerra era praticamente concentrata nell’isolotto di Ortigia e nel quartiere Santa Lucia e, quindi, i popolatissimi quartieri dove oggi viviamo erano ancora aperta campagna.
ligny2.jpgAnche per chi voleva entrare in Ortigia il panorama era molto differente da quello attuale. Il Ponte Umbertino che a noi sembra antichissimo ancora non era stato realizzato e, soprattutto, ad una delle estremità del ponte che collegava con la terraferma era posto il monumento ritratto nella foto, la Porta Ligny. Si trattava di una struttura militare realizzata nel 1673, epoca in cui l’intero isolotto era fortificato da una cinta muraria. I lavori vennero commissionati dal vicerè Claudio Lamoral, principe di Ligny da cui poi l’opera prese il nome. All’epoca aveva essenzialmente una valenza difensiva anche se oggi risulterebbe sicuramente un monumento di pregio non privo di aspetti artistici.
Non erano della stessa opinione i nostri avi che, nel 1893, decisero di abbattere in toto le fortificazioni e la porta per il rifacimento dell’ingresso nell’isola di Ortigia e la conseguente realizzazione dell’odierno Ponte Umbertino.
L’ultima memoria di questo monumento rimangono oggi le vecchie cartoline sbiadite che mostrano una Siracusa d’altri tempi e, al contempo, l’impegno di pochi appassionati che cercano di mantenere viva la storia e le tradizioni della nostra città.
ligny3.jpgTra questi lo scultore Antonio Randazzo, maestro nella lavorazione del legno che alcuni anni fa ha realizzato uno splendido modello ligneo del monumento. Ancora oggi purtroppo quest’opera non ha trovato un luogo di esposizione permanente.
Se siete rimasti incuriositi da questo “frammento” di storia siracusana recente di cui vi ho raccontato, potrete andare ad ammirare l’opera lignea (insieme a molte altre dedicate alla città) in occasione di numerose mostre temporanee in cui viene esposta. E’ un’occasione per farsi un’idea dell’aspetto che doveva avere la Siracusa ottocentesca. Sul sito personale dell’artista Antonio Randazzo è anche scaricabile gratuitamente un’ampia ricerca dedicata alla storia della Porta Ligny.
Ma prima di salutarci: siete proprio sicuri che nulla sia rimasto della fortificazione ? In realtà al museo Bellomo si conservano ancora gli stemmi che la decoravano. Se poi la prossima volta che passeggerete alla Marina porrete attenzione, vicino alla Fontana degli Schiavi noterete un grande stemma nobiliare. Si tratta di una riproduzione dello stemma del principe Ligny che troneggiava nella parte alta della nostra porta scomparsa.



Foto: la porta Ligny in immagini d’epoca e la riproduzione lignea realizzata da Antonio Randazzo. Tutte le immagini di questa pagina sono tratte dal sito www.antoniorandazzo.it

Il ritorno di “Siracusainbici”

bici.jpgSi svolgerà questa domenica, 15 novembre, la seconda edizione di “Siracusainbici”, una passeggiata in bicicletta per le vie cittadine promossa dalle associazioni Natura Sicula, Mountain Bike Club, Aretusa Bike FIAB, UISP per invitare all’uso di questo mezzo di trasporto ecologico e divertente.
La passeggiata è aperta a tutti ed è caldamente invitata la partecipazione dei bambini accompagnati dagli adulti. Punto di ritrovo e partenza sarà il cuore della borgata, Piazza Santa Lucia (raduno ore 9.30). Per partecipare è ovviamente necessaria una bicicletta propria. Quanti non la avessero potranno prenderla in prestito gratuitamente da “L’Ortigiano” in Ortigia,
bici2.jpg in Via Resa Libera, dietro la chiesa di San Paolo. Affrettatevi in quanto il numero di queste bici è ovviamente limitato.
Gli organizzatori invitano anche i partecipanti a seguire un comportamento rispettoso del codice stradale: mantenere la destra, rispettare le distanze e soprattutto non cambiare improvvisamente direzione. Nel corso della passeggiata è prevista anche una sosta ristoro presso “L’altro mercato”.
L’augurio di questo blog che la manifestazione possa vedere una numerosa partecipazione e ancora un altro auspicio che, in futuro ,anche il Comune possa supportare iniziative di questo genere. Passeggiate in bicicletta come questa, organizzate dalle associazioni sportive ed ambientaliste, sarebbero ad esempio un’ottima occasione per promuovere il servizio di bici in prestito GoBike attivato da pochi mesi dal Comune ma mai realmente decollato.

Per maggiori informazioni sull’attività di domenica è possibile consultare il sito dell’associazione Natura Sicula a questo indirizzo

L’oblio del foro siracusano

villini.jpgSe c’è una capacità tipicamente siracusana che mi ha sempre colpito è quella di cominciare dei lavori per poi lasciarli sospesi se non farli cadere totalmente nell’oblio.
E’ purtroppo il caso di tanti lavori pubblici cittadini che vengono iniziati con splendidi progetti degni di ogni lode e poi, perduto il mordente iniziale, rallentano, si fermano, e diventano alfine invisibili, quasi parte ovvia del contesto urbano.
Un esempio di questo sono i giardinetti o villini di Siracusa, quelli situati tra la chiesa del Pantheon e la centrale Piazza Marconi, uno dei pochi polmoni verdi della città con i loro svettanti alberi di Ficus.
Lo ammetto: preso dalla routine quotidiana, negli ultimi mesi vi sono passato davanti innumerevoli volte, senza degnarli di uno sguardo, fin quando un giorno mi sono soffermato un attimo e ho preso improvvisamente coscienza del fatto che sono chiusi da più di due anni  !  Sono sicuro che il mio non è un caso isolato. E’ solo allora che ci si chiede “ma quanto tempo ancora resteranno chiusi ?” oppure “ma ancora non hanno finito i lavori ?” o peggio “ma qui sembra tutto fermo !”.
I lavori di riqualificazione dei villini o meglio del “Foro Siracusano”, così chiamato perché agli inizi del novecento vi sono stati ritrovati alcuni resti archeologici che fanno pensare che l’area fosse il foro della città descritto dall’oratore Cicerone, sono ormai di lunga durata. A memoria di chi scrive non meno di due anni. In origine facevano parte della più ampia riqualificazione del quartiere umbertino comprendente appunto Corso Umberto ed il rifacimento del Piazzale Marconi. Quest’ultimi sono stati terminati da tempo mentre un misterioso silenzio avvolge i lavori dei villini.
A vederli da fuori sembrano ormai quasi ultimati, tranne pochi ritocchi eppure, i cancelli rimangono ancora sigillati sottraendo questo spazio alla città. Solitamente cerco di fornire nei post di questo blog notizie o informazioni di prima mano su quel che accade in città ma, in questo caso, non sono proprio riuscito a saperne di più.
E’ già previsto un termine dei lavori ? Quando potremo nuovamente sederci sotto gli storici alberi di ficus ? Domande purtroppo senza risposta… o qualcuno di voi lettori può dirci qualcosa di più ?



La foto dei lavori pubblicata è di Steo e fa parte di un più ampio fotoreportage pubblicato sul forum di Siracusaweb

Una piccola città con il traffico degno di una metropoli

traffico1.jpgPensando alle dimensioni della città di Siracusa risulta incredibile constatare il traffico, paralizzato e caotico, che si genera lungo le principali arterie cittadine non meno di tre volte al giorno: la mattina all’orario di apertura di scuole ed uffici, per la pausa pranzo e di pomeriggio all’orario di chiusura.
Un lungo serpentone di macchine che quotidianamente e con perfetta sincronia si riversa soprattutto nel lungo viale che taglia da nord a sud la città, l’asse Corso Gelone-Viale Teracati-Viale Scala Greca. Una consapevolezza diffusa da anni tra gli automobilisti così come tra gli amministratori che più volte hanno cercato soluzioni all’annosa questione.
L’ultima, in ordine di tempo, fu la rivoluzione dei sensi di marcia voluta dal passato assessore alla mobilità che sperimentò per alcune settimane un nuovo sistema di sensi unici e vietati che avevano lo scopo di formare una sorta di “mega-rotatoria” nel centro cittadino. I Siracusani, in realtà, accolsero il sistema con parecchio scetticismo e molta confusione sebbene questo permetteva la disattivazione di ben tre impianti semaforici in altrettanti incroci chiave.
Passate le elezioni, una dei primi provvedimenti fu quello di smantellare i nuovi sensi di marcia (in realtà con la gioia di molti automobilisti) e mettersi totalmente in standby sul problema viabilità.
A quanti chiedevano notizie sui provvedimenti che si intendevano prendere per l’irrisolto problema del traffico veniva (e viene) risposto che prima di prendere qualsiasi iniziativa a Siracusa occorrevano il PUM ed il PUT, sigle astruse dietro cui ho poi scoperto nascondersi il traffico2.jpgPiano Urbano della Mobilità ed il Piano Urbano del Traffico… insomma cose in grande degne di una vera metropoli !
Non fraintendiamoci, ben vengano tutti gli studi seri volti a migliorare ed ottimizzare la circolazione urbana ma l’attesa degli stessi non  deve essere un pretesto per non prendere alcun provvedimento in merito alla viabilità. Questo soprattutto in considerazione dei lunghi tempi previsti solamente per la fase di studi, affidata ad una ditta milanese, cominciata oltre un anno fa e che si vocifera non si concluderà che nella prima metà del 2010 per i primi risultati (non i provvedimenti). Insomma, tempi troppo lunghi per chi, come lo scrivente, è un’automobilista costantemente bloccato nel traffico che impiega per raggiungere il centro storico in ora di punta lo stesso tempo impiegato per raggiungere la vicina Catania. Si prendano allora dei provvedimenti in merito a circolazione automobilistica, trasporti pubblici (ridotti all’osso)  e zona a traffico limitato (quasi inesistente), anche a costo di sbagliare e di dover poi fare un passo indietro.
Nonostante questa situazione di immobilismo un piccolo provvedimento negli ultimi giorni c’è stato ! Dalla scorsa settimana Siracusa ha una nuova rotatoria all’incrocio tra Corso Gelone e Viale Paolo Orsi, il più trafficato punto di ingresso in città. La variazione alla viabilità è ancora sperimentale ma la speranza è quella che possa portare al definitivo smantellamento di uno dei più famigerati semafori cittadini facendo così guadagnare tempo e risparmiare stress… con buona pace del Pum e del Put, si intenda.
Per i più curiosi, come sempre segnalo un approfondimento, un comunicato stampa della scorsa primavera relativo ai piani del traffico cittadino. Se volete dire la vostra e magari esprimere opinioni sulla nuova rotatoria sono invece a disposizione i commenti di questo blog.