La sicilianissima Festa dei Morti

morti2.jpgSe provate ad accendere la TV o semplicemente a dare un’occhiata alle vetrine, in questo periodo è tutto un tripudio di zucche ghignanti e streghe che ci ricordano l’avvicinarsi dell’anglosassone festa di Halloween. Questo però ci ricorda anche che è anche arrivato il periodo della ricorrenza dei morti, celebrazione religiosa in tutta Italia ma addirittura festeggiata in Sicilia.
Per quanti hanno ancora voglia di mantenere viva la tradizione che vuole che le anime dei defunti portino in questa occasione dei doni ai bambini, ricordiamo che in questi giorni si tiene a Siracusa la tradizionale Fiera dei Morti. La fiera si terrà dal 29 ottobre al 2 novembre. Alle bancarelle della fiera quest’anno è riservato un largo spazio all’ingresso di Ortigia (piazza Pancali, Piazza Poste e Via Trento). Faranno da padrone ovviamente gli stand dedicati ai morti.jpggiocattoli per i più piccoli ed i dolciumi. Non
mancheranno però anche bancarelle dedicate ad ogni genere di altra mercanzia.
Se poi voleste ulteriormente rinverdire delle tradizioni che si vanno perdendo, perché non comprare dei dolciumi che erano tipici di questo periodo ?
Il benessere ha ormai fatto sì che si trovino prodotti di ogni genere in ogni periodo dell’anno ma ricordiamo che un tempo, in occasione della Festa dei Morti a Siracusa era tradizione comprare i “Totò”, buonissimi biscotti al cioccolato, ricoperti di glassa mentre un po’ in tutta la Sicilia era usanza preparare le “ossa dei morti”, biscotti che prendono il nome dalla forma e dal colore  che appunto ricordava quello di ossa.
Da pessimo cuoco ma ottimo consumatore vi segnalo due siti internet dove prendere le ricette di questi tradizionali dolciumi, per quanti volessero improvvisarli in casa.

–    Ricetta per le ossa dei morti
–    Ricetta per i “Totò”

 

Foto dei biscotti “Ossa di morti” tratte dal sito www.buttalapasta.it

 

All’ospedale accolti con un sorriso

ospedale.jpgSe c’è un luogo a Siracusa che – per buone ragioni –  cerco di evitare il più possibile, questi è l’ospedale Umberto I. Il livello qualitativo della sanità siciliana non brilla certo per fama in campo nazionale e, se a questo aggiungiamo i miei personali pregiudizi, confesso che cerco di frequentare l’ospedale di Siracusa il meno possibile, sia in veste di paziente che in quella di visitatore. Quell’enorme palazzone, costruito al centro della città, con quel suo rivestimento di mattonelle scure mi ha sempre dato un’effetto tetro e gotico. Impressione che non veniva poi certamente smentita una volta entrato all’interno dei suoi caotici corridoi dai muri scrostati e dai mille odori. Eppure oggi vorrei spezzare una lancia in favore dell’Umberto I e di un servizio di cui ignoravo l’esistenza ma che dà un volto un pochino più umano al nostro ospedale.
Alcuni giorni fa, per forza di cose, sono stato costretto a recarmi all’Umberto I per delle analisi ed il primo impatto è stato quello con le tecnologiche quanto ostilissime macchinette per il pagamento del ticket. Nonostante le migliori intenzioni non c’era verso di far accettare il denaro. Questo fin quando, inaspettatamente, mi è venuta in aiuto una delle giovani impegnate nel servizio “Accogliere con un sorriso” che ha provveduto a rimettere in riga la macchinetta ribelle.
Comprendo bene che il lettore non Siracusano sicuramente non capirà quale sia la notizia sensazionale ma deve fidarsi quando gli dico che per me ed i miei concittadini è un’assoluta novità trovare all’interno dell’ospedale del personale addetto esclusivamente all’accoglienza e all’assistenza e, oltretutto, con cortesia. Fino a qualche anno fa le informazioni e l’assistenza erano un bene raro che veniva spesso dato bruscamente da personale che in realtà non aveva alcun motivo per sorridere in quanto addetto ed oberato da mille altre mansioni.
Informandomi un po’ ho scoperto che “Accogliere con un sorriso” è un progetto attuato nell’ambito del servizio civile e che vede ormai da alcuni anni una ventina di giovani impegnati esclusivamente nei servizi di accoglienza ed orientamento nell’ospedale.
Personalmente ho trovato molto utile e gradevole trovare delle persone specifiche a cui rivolgersi (e perché no, trovare anche del personale giovane) per chiedere aiuto e che rispondano con cortesia. Un servizio utile per i cittadini e ancora più se si tratta di persone anziane.
Insomma, una bella sorpresa quella trovata all’Umberto I: non sarà certo un sorriso a risolvere i mille problemi della nostra struttura ospedaliera ma, diciamocelo, a volte basta veramente poco per rendere un po’ più accogliente un qualsiasi servizio pubblico.

Foto tratta dal sito “Ospedalità antica in Sicilia

La Tonnara di Santa Panagia 2

tonnara1.jpgCome promesso ritorniamo a parlare dell’area dell’ex tonnara di Santa Panagia, luogo dalle mille potenzialità su cui tanto si può e si deve scrivere.

Nell’articolo di oggi vorrei porre l’attenzione sull’edificio stesso che dà il nome a tutta l’area: la tonnara. Fino alla metà del secolo scorso la pesca del tonno era un’importantissima risorsa economica per l’economia siciliana e, per tale motivo, lungo la costa fiorirono numerosissime “tonnare” ovvero complessi di edifici costruiti in riva al mare che erano totalmente autosufficienti per la pesca. Le tonnare infatti comprendevano i ricoveri per le barche, i magazzini per le manutenzioni e per le reti, le abitazioni per i pescatori ed anche i locali dove si procedeva alla lavorazione del pescato per la sua conservazione. Nello specifico la tonnara di Santa Panagia, situata all’epoca a nord del centro abitato di Siracusa (oggi invece al limitare della città) era ricca e fiorente. Ha cessato le sue attività da oltre cinquant’anni ma gli edifici che la costituivano si conservano ancora in buono stato e sono collocati in uno dei luoghi  più suggestivi della scogliera siracusana costituendo un vero e proprio esempio di archeologia moderna.

tonnara3.jpgBasta osservarne le foto (o ancora meglio fare una passeggiata e vedere con i propri occhi) per rendersi conto di come la tonnara di Santa Panagia non possa che far volare la fantasia sui suoi mille possibili usi.

Ed è proprio per questo che da decenni questo luogo da valorizzare è divenuto un vero e proprio “buco nero” per le finanze regionali: amplissimi finanziamenti sono stati investiti e ancora non si vede un termine ai lavori. Sulla destinazione d’uso e sul futuro della tonnara si è detto e si è scritto di tutto: dal generico “contenitore culturale” al museo del mare alla più recente idea di museo paleontologico. Quest’ultimo progetto è il più recente (i quotidiani ne hanno parlato fino a pochi mesi fa) e permetterebbe di creare una struttura all’avanguardia dove conservare gli importanti resti faunistici provenienti dal territorio di Siracusa che al momento giacciono nei magazzini. Ricerche paleontologiche ad esempio hanno restituito dal territorio siracusano importanti scheletri di elefanti nani siciliani e di balene. In entrambi i casi specie estinte in antico. Il trovarsi a ridosso della costruenda pista ciclabile sarebbe poi un ulteriore punto di forza per l’ipotetica struttura.

Fin qui i sogni e le speranza ma, volendo andare nel concreto, ci si rende solo conto che gli innumerevoli fondi investiti negli anni passati nel restauro dell’edificio vanno di anno in anno vanificandosi nell’immobilismo delle tonnara2.jpgamministrazioni. La tonnara si trova a ridosso del mare e pertanto richiede una manutenzione costante, cosa che non viene fatta da tempo. La mancanza di custodia inoltre ha più volte permesso ai soliti vandali di compiere danni alle strutture. Si sorride (per non piangere) nell’osservare l’imponente recinzione realizzata a scopi protettivi che viene vanificata perché il lucchetto del cancello è stato scardinato da tempo senza che nessuno lo abbia sostituito. L’auspicio è di vedere nei prossimi anni un rifiorire della tonnara di Santa Panagia e frotte di visitatori arrivare fino in periferia per visitarla. Al momento però, nonostante le mille prese di posizione, non è dato di sapere nulla di certo. Una ricerca su internet per trovare informazioni dettagliate non permette di reperire date o progetti certi e questo non è certo un buon segnale. Recandosi sul posto, poi, lo stesso cartello dei lavori in corso presente sull’edificio, anzichè indicare dati precisi si rivela ormai essere soltanto un moncherino, distrutto da tempi immemorabili.

Immagini: Veduta della baia e della tonnara di Santa Panagia; Interno degli edifici della tonnara; Frammenti di cartello ricordano i lavori sull’edificio (foto di S. Leggio)

Un’idea per un week-end fuori porta

autunno.jpgBisogna ammetterlo, oltre alle temperature più rigide ed alle giornate più corte, la stagione autunnale porta con sè anche alcuni indiscutibili punti di forza… soprattutto per i più golosi. Adoro l’autunno ed il solo pensare a questa stagione mi porta alla mente un’immagine di caldarroste fumanti o cestini pieni di funghi raccolti dopo le prime pioggie.
Se anche voi amate i colori ed i sapori dell’autunno, questo fine settimana vi propongo una gita fuori porta, fino alla vicina Palazzolo Acreide.
Nella cittadina montana sabato 24 e domenica 25 ottobre si terrà infatti la nona edizione dell’Agrimontana “I sapori degli Iblei”.
La città si popolerà di stand e bancherelle con esposti prodotti artigianali ma, soprattutto, i  mille prodotti alimentari tipici dell’autunno e della zona iblea da poter degustare. Insomma sarà un tripudio di funghi freschi e caldarroste ma anche della salsiccia tipica di Palazzolo, dei formaggi iblei, d’olio d’oliva e di miele ibleo… come resistere ?
La sempre piacevole passeggiata per le viuzze della cittadina barocca potrà anche essere allietata con una visita alla XV mostra mico-naturalistica akrense oppure potrete raggiungere il borgo medievale e visitare il castello. Il castello medievale della città è stato aperto alla fruizione del pubblico appena la scorsa settimana, in seguito ai recenti scavi che lo hanno riportato alla luce regalando alla cittadina di Palazzolo un nuovo motivo d’attrazione.
Non c’è che dire, le premesse per concedersi una piacevolissima gita fuori porta, questo fine settimana ci sono proprio tutte.

Foto: Dmitry Maslov/Dreamstime.com

L’ultima beffa all’università siracusana

Il futuro dell’università a Siracusa è uno di quegli argomenti già affrontato più volte in passato su questo blog e che, ogni volta che torniamo sul tema, sembra assumere sempre più l’aspetto di una farsa o di una beffa per i cittadini.
universita.jpgE’ incredibile pensare alla rapidissima evoluzione in negativo  che gli eventi hanno preso in pochi mesi. Eravamo partiti in primavera quando di fronte all’improvvisa notizia della chiusura delle facoltà aretusee i politici locali dichiararono fuoco e fiamme per salvarle. Ci siamo ritrovati dopo l’estate messi davanti al fatto compiuto della chiusura dei corsi di beni culturali e, in questi giorni seguono gli ultimi sviluppi della vicenda.
A settembre venne comunicata l’inevitabile chiusura dei corsi di laurea in beni culturali, passata tutto sommato quasi in sordina grazie alla promessa per gli studenti già iscritti di poter terminare i propri studi. L’interesse dei singoli è prevalso sull’ottica più larga dello sviluppo cittadino e pochi sono stati gli scudi levatisi contro questa decisione presa univocamente e senza interpellare i consigli cittadini. Di contro, trionfalmente, si era annunciato che l’anno prossimo sarebbe partito un nuovissimo corso di laurea interfacoltà (di cui, in realtà, la comunità studentesca non aveva fatto richiesta e tanto meno sentiva la necessità). In questi giorni l’ultimo colpo di scena con il rettore dell’università di Catania che ha annunciato unilateralmente che neanche questo nuovo corso di laurea verrà attivato.
Insomma, a Siracusa rimarrà soltanto la facoltà di architettura, la cui salvezza però è certa solo per i prossimi dieci anni.
Povera università siracusana ! Il centro storico di Ortigia era il luogo ideale dove impiantare una vera e propria cittadella degli studi. Era un luogo fatto “su misura” per ospitare studenti, al pari dei tanti borghi medievali del centro Italia e al pari di quanto sta realizzando la vicina Ragusa col centro storico di Ibla. Invece in Ortigia a poco a poco diminuirà il viavai di studenti e tutte le attività commerciali ad essi connessi. Rimarranno chiuse le case dello studente mai aperte e non vi sarà più bisogno degli impianti sportivi mai approntati.
In questa situazione desolante solo una buona notizia: forse gli studenti non dovranno percorrere troppi chilometri. La vicina Noto infatti, con grande lungimiranza da alcuni anni punta sullo sviluppo universitario e si è detta pronta ad accogliere le facoltà di beni culturali orfane di una propria sede.

La tonnara di Santa Panagia 1

spanagia1.jpgLa piccola baia di Santa Panagia con la sua antica tonnara è senza dubbio uno dei tratti più celebri della costa siracusana. Sono in pochi a non conoscerla  per esperienza diretta o per averne letto sulle cronache dei giornali locali. Su questo piccolo tratto di costa infatti si è detto (e fatto) di tutto. Fiumi di inchiostro sono stati spesi e altrettanti se ne potrebbero ancora spendere per parlare della sua storia e del suo futuro. Ecco anche il perché della numerazione del titolo di questo articolo: la volontà di dedicare col tempo un ciclo di post all’argomento, affrontandolo in tutti i suoi aspetti.
D’altra parte il luogo lo merita: una piccola baia nella scogliera rocciosa con una minuta spiaggetta. I ruderi dell’antica spanagia2.jpgtonnara costruiti a strapiombo sul mare. Il profilo dell’Etna visibile in lontananza nei giorni sereni. A leggerla così sembra di descrivere un posto paradisiaco ma così non è in quanto bisogna poi scontrarsi con la cruda realtà: sotto il profilo dell’Etna lunghe file di petroliere attraversano il mare dirette alla zona industriale. Fare il bagno in quelle acque e del tutto sconsigliabile (anzi vietato) sia per l’inquinamento industriale che per l’incredibile scarico fognario che ancora oggi sversa direttamente in mare (anche se di mese in mese viene assicurato che ormai lo scarico ha i giorni contati). L’antica tonnara ? E’ realizzata in un posto suggestivo e potrebbe o vorrebbe essere un punto di riferimento importante per riqualificare quella zona della città. Si è parlato ad esempio di musei del mare e musei paleontologici ma, ad oggi, vi è solo una recinzione parzialmente divelta ed i soldi dei restauri recenti che mese dopo mese vengono vanificati dallo stato di abbandono. Le discariche abusive da bonificare sono poi in numero incalcolabile.
spanagia3.jpgInsomma oggi la baia di Santa Panagia è il luogo cittadino per eccellenza dove si scontrano bellezza naturale e scempio ambientale ma che, nonostante tutto, conserva un non so che di magico.
Ma soprattutto la zona della tonnara per Siracusa è una scommessa per il futuro, un banco di prova per la reale volontà della città di rimediare agli scempi del passato. Saranno i prossimi anni ed i progetti realizzati o abbandonati a dirci se la baia di Santa Panagia diverrà il vero simbolo della rinascita cittadina o rimarrà soltanto l’ennesimo emblema dei sogni mai realizzati.

Immagini: Natura e petroliere nella baia di Santa Panagia (foto di S.Leggio)

Dopo cinque anni riapre il Bellomo

bellomo1.jpgLa fitta pioggia degli ultimi giorni ed il brusco calo di temperature registrato a Siracusa hanno senza dubbio spazzato via in un sol colpo il ricordo dell’estate e la voglia di spettacoli all’aria aperta. Il cartellone degli eventi cittadini si è notevolmente sfoltito in attesa di rimpinguarsi con l’arrivo del periodo natalizio.
Questo settimana però gli amanti della cultura potranno assistere ad un evento atteso da lungo tempo: la riapertura della Galleria Regionale Bellomo. Sono passati ben cinque anni da quando l’importante museo cittadino – secondo solo al museo archeologico “Paolo Orsi” – venne chiuso per restauri che, certamente, nessuno poteva immaginare sarebbero stati così lunghi.
Si tratta di un lungo periodo che ha portato delle sostanziali novità. In primo luogo l’opera d’arte più importante della Galleria Bellomo ha “trovato una nuova casa”. Si tratta del dipinto “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio che, al momento, è ospitato presso la chiesa di Santa Lucia alla Badia e che in seguito probabilmente tornerà alla chiesa di Santa Lucia al sepolcro.
bellomo2.jpgIn compenso, l’altra grande opera d’arte della galleria, “L’Annunciazione” di Antonello da Messina ha terminato un lungo e delicato restauro che permetterà al pubblico di apprezzare l’opera in tutto il suo splendore.
La sede del museo, Palazzo Bellomo è stata poi completamente restaurata e la bianca pietra calcarea totalmente ripulita facendo della sede stessa della galleria un luogo degno di visità di per sé.
Il direttore assicura che dopo la riapertura il Bellomo sarà un museo moderno e in contatto con la città al cui interno si troveranno book-shop e caffetteria e dove si potranno organizzare convegni ed altri eventi di richiamo cittadino.
Approfittiamo del tempo grigio e della pioggia persistente allora per fare un tuffo nella storia e nelle opere d’arte di Siracusa ed esploriamo la rinnovata Galleria Bellomo. Nel corso della mattinata di sabato vi sarà l’inaugurazione ufficiale mentre a partire dalle ore 15 il museo sarà nuovamente fruibile al pubblico.

Immagini: Dettaglio dell’Annunciazione di Antonello da Messina (fonte: Wikipedia) e locandina ufficiale dell’inaugurazione

Catacombe & Leggende

catacombe1.jpgSiracusa, come molte altra città italiane, oltre ad essere costruita in superficie, possiede anche un esteso lato sotterraneo. Se potessimo guardare la pianta della città ai raggi X ci accorgeremmo che nel sottosuolo si dipana una lunghissima ed intricatissima selva di catacombe, gallerie, cunicoli ed ipogei scavati nelle epoche storiche più disparate.
Si tratta di luoghi in parte esplorati, in parte dimenticati per decenni e che sono stati sempre circondati da un affascinante alone di mistero che ha fatto fiorire non poche storie intorno ad essi. Approfittiamo allora di questo breve articolo per passare in rassegna alcuni dei racconti che riguardano le catacombe di Siracusa e scoprire quali corrispondono al vero e quali, invece, sono soltanto delle gustose leggende metropolitane.
1) Le catacombe di Siracusa arrivano fino a Catania: Falso
Sono sicuro che molti di voi (come il sottoscritto, d’altro canto) hanno sentito raccontare questa storia fin dalla più tenera età sia dai coetanei ma anche da persone adulte, pronte a giurare il collegamento sotterraneo tra i due capoluoghi. In realtà è falso. La Siracusa sotterranea è sì incredibilmente estesa ma l’esistenza di gallerie sotterranee lunghe oltre 50 Km che portassero fino alla vicina città etnea è del tutto inverosimile.
2) Le catacombe di Siracusa, dopo quelle romane sono le più grandi d’Italia: Vero
Questa leggenda fatta appositamente per gli amanti dei numeri e delle misure sembra corrispondere a verità. Il sistema di catacombe di Siracusa è formato da tre grandi cimiteri sotterranei (San Giovanni, Santa Lucia e Vigna Cassia). Vari libri di archeologia confermano che per estensione, dopo quelle della capitale sono le maggiori d’Italia.
catacombe2.jpg3) La patrona della città, Santa Lucia, venne sepolta nelle catacombe: Vero
Nulla di strano in questo. Santa Lucia visse nei primi secoli del cristianesimo quando era uso corrente seppellire i morti all’interno delle catacombe. Sembra inoltra che i cunicoli sotterranei servissero anche da rifugio sicuro per il corpo della Santa nel corso dell’invasione araba della città nel IX sec. d.C.
Ancora oggi potete visitare la porzione di catacombe che si trova sotto la chiesetta di Santa Lucia al sepolcro ove secondo la tradizione venne deposto il corpo della martire.
4) San Paolo ha predicato nelle catacombe di Siracusa: Vero
Presso la chiesa di San Giovanni si trova un altare posto nel luogo ove secondo la tradizione il santo predicò. Testi sacri e fonti storiche confermano che San Paolo, nel suo viaggio verso Roma, si fermò nella nostra città.
5) Un’intera scolaresca si è persa con gli insegnanti nelle catacombe senza più fare ritorno: Forse
Lascio col beneficio del dubbio quest’ultima leggenda metropolitana priva di testimoni per smentirla ma in compenso pronta ad essere confermata (non si sa in base a quali elementi) da numerosissimi Siracusani.
Un’intera scolaresca dispersa nei cunicoli bui sotto Siracusa ? Difficile a credersi ma state sicuri che quando alle scuole elementari mi portarono a visitare le catacombe questa piccola storia da brividi mi tornava costantemente alla mente e dietro ogni angolo aspettavo di veder riemergere la scolaresca scomparsa… dite la verità: voi no ?
In questo breve post ho raccolto alcune delle più famose leggende metropolitane che circolano in città. Ne conoscete altre legate alle catacombe o anche su un altro luogo cittadino ? Segnalatele pure tramite mail o commenti: sarebbe interessante dedicare altri articoli all’argomento.
Se invece non avete mai visitato le catacombe, fatelo ! Per informazioni potete visitare il sito della Kairos, la cooperativa che gestisce le visite.
Foto: particolari della catacomba di San Giovanni (immagini tratte dal sito della Cooperativa Kairos)

Anche la Banca d’Italia lascia

bancaitalia.jpgAnche la Banca d’Italia lascia Siracusa ! La notizia è apparsa la scorsa settimana a grandi titoli sulla stampa locale e mentre era una cosa risaputa da tempo dagli addetti ai lavori, ha sicuramente suscitato una notevole sorpresa tra i comuni cittadini.
La Banca d’Italia è una di quelle istituzioni di cui magari la maggior parte di noi raramente fa uso ma che dà sempre un tocco di orgoglio saper presente nella propria città.
A Siracusa poi la presenza di una filiale della Banca d’Italia era una lunga e consolidata. Era presente fin dagli inizi del novecento e la mole imponente del suo edificio era conosciuta da tutti ed accoglieva quanti, inoltrandosi nel centro storico, varcavano la centralissima piazza Archimede.
I dipendenti – una trentina – andranno in pensione o verranno trasferiti in altre città. Lunghi spostamenti toccheranno anche a quanti hanno bisogno della banca.
La notizia come dicevamo era in realtà nota da tempo tra gli addetti ai lavori, da quando mesi fa la direzione aveva annunciato una razionalizzazione delle spese che avrebbe portato alla chiusura di tutte le filiali siciliane, esclusa quella di Palermo.
Che ci crediate o no, le proteste, nelle varie province hanno sortito il loro effetto col risultato che dei nove capoluoghi, alla fine, soltanto Siracusa ed Enna verranno private della filiale della Banca d’Italia.
Nei mesi passati abbiamo già affrontato questo argomento: Siracusa è colpita da una lenta ed inarrestabile emorragia che negli ultimi anni la vede sempre più abbandonata. Servizi amministrativi essenziali dell’energia elettrica o del telefono sono stati spostati a Catania, il distretto militare è scomparso da tempo, i treni ogni anno si riducono di numero ed intere facoltà universitarie vengono chiuse senza possibilità di appello. Ora anche la Banca d’Italia, dopo più di un secolo lascia la nostra città e lo storico edificio verrà venduto a privati come già è accaduto con lo storico palazzo delle poste.
I Siracusani assistono impotenti ma, a leggerla così, non si può che ripetere ossessivamente la domanda: “Siracusa è una città che sta chiudendo o da tempo ormai generazioni di amministratori  non riescono a far sentire e valere i diritti della città nei tavoli decisionali ?”

Foto: Il palazzo della Banca d’Italia (tratta dal sito ITP Siracusa)

Intorno ad Ortigia sulle ali del vento

syraka1.jpgA poche settimane dalla spettacolare gara di Powerboat svoltasi nelle acque del Porto Grande, questo fine settimana il mare siracusano sarà nuovamente protagonista di un evento nautico di portata internazionale.
E’ infatti cominciata l’8 ottobre scorso la prima edizione della Syraka Cup che culminerà proprio questo week end.
Nessun motoscafo questa volta a solcare le acque intorno al centro storico di Ortigia (ribattezzate per l’occasione lo “stadio del mare”). Ad affrontarsi saranno invece le barche a vela in una serie di emozionanti regate intorno all’isolotto. A gareggiare tra di loro in nel match-race saranno dieci equipaggi professionisti femminili di provenienza internazionale e tutti con ottimi posizionamenti nella classifica mondiale della vela.
Sulla terrazza sovrastante il posteggio Talete, già dallo scorso sabato è stato allestito il village espositivo con stand, esposizioni, informazioni ed animazione. Il village sarà aperto tutti i giorni fino alle ore 24.
Per quanto riguarda le regate, invece, se in questi giorni avete scrutato il mare avrete già potuto vedere le prue syraka2.jpgtra le onde per i test e le prove. Sabato alle ore 12 è prevista la regata di semifinale cui farà seguito lo stesso giorno, alle ore 20, una spettacolare regata notturna.
Domenica alle ore 15.30 vi sarà invece la finale. La premiazione delle vincitrici avrà luogo al village Talete a partire dalle ore 17.30 di domenica.
Il programma dettagliato della manifestazione è consultabile sul sito del comune a questo indirizzo

 

Immagini: Giulia Conti, una delle protagoniste italiane della regata in una recente immagine a Miami (foto tratta da olimpiadi.blogosfere.it) e lo “stadio del mare” in un foto tratta dal sito del comune di Siracusa