Quando a Siracusa correva la Formula 1

circuito1.jpgSe si fa la conta degli impianti sportivi siracusani ci si rende presto conto che il capoluogo aretuseo si distingue non tanto per l’assenza o per la presenza degli stessi quanto e soprattutto per una serie di impianti sportivi che sono stati all’avanguardia (ma non lo sono più) o che potrebbero tornare ad essere un fiore all’occhiello (ma non lo sono ancora).
Gli esempi sono alla portata di mano di qualsiasi Siracusano che con facilità snocciolerà i nomi della cittadella dello sport o del campo-scuola “Pippo Di Natale”. Tra questi impianti bisogna annoverare anche l’autodromo di Siracusa, dai più affettuosamente conosciuto come “o’ circuito”.
La struttura sportiva, collocata a pochi chilometri della città oggi è nuovamente fruibile e data in gestione ad una società privata ma non è ancora al pieno delle sue potenzialità. Lavori futuri di ingrandimento e ammodernamento sono previsti per dare nuovamente un ruolo di spicco alla struttura automobilistica.
circuito2.jpgDico nuovamente perché l’autodromo di Siracusa ha in realtà una storia gloriosa tanto che in passato ha per lungo tempo ospitato gare di Formula 1. E non parliamo dell’automobilismo moderno tutto tattiche e tecnologia ma gli anni ruggenti di piloti spericolati e audaci quali Ascari, Fangio, Farina, Brooks, i veri pionieri di questo sport.
Chi come il sottoscritto appartiene alle generazioni più giovani e ha visto i lunghi anni di degrado del circuito in cui era in stato di abbandono e punto di ritrovo per gare irregolari sembra ha non poche difficoltà ad immaginare che a partire dall’immediato dopo guerra i grandi della Formula 1 raggiungessero la nostra città per lo svolgimento del “Gran Premio di Siracusa”. Che meraviglia però ascoltare i racconti dei più anziani che andavano ad assistere agli eventi o vedere le vecchie foto in bianco e nero con i campioni di allora !
L’autodromo è stato in funzione dal 1950 al 1967 che ha visto la sedicesima ed ultima edizione del gran premio.
A partire dagli anni settanta è cominciato poi il lungo periodo di oblio conclusosi alcuni anni fa con una prima riapertura della struttura. Oggi viene principalmente utilizzato per prove libere, raduni motociclistici ed automobilistici e dimostrazioni.

circuito3.jpgNonostante gli infiniti intoppi burocratici però i progetti sono ambiziosi e puntano a restituire alla città una moderna pista di gara. Certo, la Formula 1 odierna per Siracusa è un traguardo del tutto inarrivabile ma i sostenitori del progetto sperano che un giorno non troppo lontano si possano nuovamente veder sfrecciare bolidi di alto livello come quelli della Formula 3000 lungo l’asfalto del vecchio autodromo.

Maggiori informazioni sulla storia del circuito e sull’attuale utilizzo sono reperibili sul sito www.melluzzo.it da cui sono state tratte anche le fotografie di questa pagina

Quel ginnasio dimenticato

ginnasio.jpgUn tempo era apprezzato soprattutto dalla giovani coppie di sposi che, subito dopo la cerimonia nuziale, vi si recavano per le immancabili foto di rito utilizzando come romantico scenario degli antichi resti archeologici.
Per quanti non lo avessero intuito, stiamo parlando del ginnasio romano di Siracusa, l’antica area archeologica situata all’uscita sud della città, lungo la via Elorina.
Si tratta di un sito conosciuto da tutti, se non altro per averne notato la segnaletica percorrendo la strada che porta verso le zone balneari, ma che in pochi hanno visitato di persona.
Come detto, un tempo (ormai più di dieci anni addietro), in occasione dei matrimoni molti sposini sceglievano di recarsi in questo luogo per aggiungere nel proprio fotoalbum alcune immagini tra le antichissime pietre.
Oggi questo sito viene visitato da pochissime persone, complice probabilmente anche la vegetazione che spesso cresce incolta e selvaggia. Gli stessi fotografi di cerimonie lo hanno purtroppo abbandonato da tempo.
Eppure tra i siti archeologici siracusani è tra i più importanti: varcato il cancello vi troverete a passeggiare in un’area verde difficilmente immaginabile dati gli edifici che la soffocano da tutti i lati. Pochi passi e vedrete delinearsi i resti di un grande porticato quadrangolare che chiudeva tutto il monumento, poi, al centro i numerosi resti architettonici di un tempietto di epoca romana ed i deliziosi resti semisommersi di un piccolo teatro di forma semicircolare.
ginnasio2.jpgDifficile capire perché questo sito sia snobbato da tutti. Sarà per la scarsa manutenzione già citata o per la difficoltà di posteggio non essendovi un’apposita area annessa o forse ancora per i ridotti orari di apertura (solo nelle mattine dei giorni feriali). Sta di fatto che quest’area archeologica conosciuta come il ginnasio romano ma che altri studiosi vedono piuttosto come un piccolo teatro o come un’area sacra, viene visitato poco o niente dai siracusani e dalla scolaresche e solo occasionalmente da pochi e intraprendenti turisti armati della loro immancabile guida ai monumenti cittadini.
Cosa fare allora ? Sicuramente invitare ! Invitare i tanti Siracusani che non hanno mai visitato il ginnasio a concedersi una mezzora del proprio tempo per passeggiare tra le rovine antiche della propria città (l’ingresso oltretutto è gratuito). Invitare le istituzioni a manutenzionare più frequentemente il monumento in modo che i visitatori non debbano districarsi in mezzo alle erbacce. Ultimamente poi molti monumenti cittadini e provinciali sono stati restituiti alla popolazione con eventi particolari come concerti e rappresentazioni teatrali. Speriamo di poter presto leggere nel cartellone delle iniziative anche il ginnasio romano quale scenario di uno di questi appuntamenti.

Immagini: veduta del teatro semisommerso (foto tratta da http://itpsrsiracusa.altervista.org/Luoghidisiracusa.htm) e veduta del tempietto romano (foto dell’autore)

Due giorni di filosofia in festa

filosofia1.jpgChe tra Siracusa e la filosofia vi fosse uno stretto legame era già convinzione del grande Platone, che nel V sec. a.C. visitò in più occasioni la nostra città con il sogno di fondarvi la repubblica ideale teorizzata nei propri scritti.
A distanza di 2500 anni perché non rinsaldare allora questo legame con la filosofia, intesa nel suo senso più antico di “amore per la conoscenza” ? E’ questo quanto propone l’associazione Nuova Acropoli che a partire da sabato 26 settembre, alle ore 17 e per tutta la giornata di domenica 27 settembre organizza il Festival della Filosofia. Dimenticatevi però enormi e polverosi libroni o le lunghe ore passate sui banchi di scuola in quanto si tratterà di una vera e propria festa aperta a tutti che Nuova Acropoli, grazie alla collaborazione di numerose altra associazioni e con il patrocinio della soprintendenza ai beni culturali terrà nello splendido scenario del Castello Maniace di Siracusa.
Per due giorni il cortile dell’antica fortezza si animerà con una serie di manifestazioni ed eventi tali da soddisfare tutte le curiosità e tutti i gusti. Il messaggio che si vuole lanciare è che ogni branca dell’arte o del sapere contiene degli insegnamenti che possono essere trasmessi oltre che con l’insegnamento teorico anche con l’esperienza pratica e, perchè no, col gioco e col divertimento.
Festival_della_Filosofia[2].JPGApprofittiamo allora di questi due giorni di festival per assistere ad una dimostrazione di Tai Chi, antica disciplina orientale o immergiamoci nel medioevo, all’epoca di Federico II assistendo ad un workshop sulla falconeria promosso in collaborazione con l’associazione Stupor Mundi.
Ci sarà anche occasione di passeggiare semplicemente tra i numerosi stand, dagli amici del libro all’artigianato artistico o ammirare al contempo una selezione di opere dell’artista aretuseo Antonio Randazzo, grande amante di Siracusa, che negli anni ha riprodotto in legno alcuni tra i più famosi monumenti cittadini. Se invece siete amanti della danza potrete assistere all’apposito laboratorio dedicato al confronto tra danze arcaiche e moderne.
Se invece ricercate le atmosfere degli antichi circoli filosofici, trasposte in epoca moderna, domenica alle 18 è previsto un vero e proprio “aperitivo filosofico” dove da novelli discepoli degli antichi maestri sarà possibile sviscerare alcuni importanti temi filosofici proposti.
Se poi passeggiando tra gli stand vedrete una sorta di enorme puzzle di legno non meravigliatevi: altro non è che la riproduzione dello Stomachion di Archimede, un antico rompicapo risalente al III sec. a.C.
Due giorni intensi quindi quelli che si prospettano, ricchi di filosofia ma soprattutto di divertimento adatto a tutti. Dimenticavo: prima di lasciare la festa non perdete l’occasione di girare la “Ruota della Filosofia” per vincere uno dei suoi premi… filosofici, neanche a dirlo.
Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito dell’associazione Nuova Acropoli a questo indirizzo

Siracusa secondo Il Sole 24 Ore

petrolchimico1.jpgIl sospetto che in quanto a qualità della vita Siracusa non fosse ai primissimi posti nel panorama italiano, in realtà, erano in molti ad averlo. Adesso però arrivano anche le conferme statistiche, numeri alla mano, pubblicate lo scorso lunedì dal giornale Il Sole 24 Ore.
Il famoso quotidiano economico ha deciso di indagare statisticamente sulla qualità della vita nelle province italiane. Fino ad oggi il riferimento più utilizzato è stato sempre il PIL (prodotto interno lordo) che, però, a detta di molti studiosi, non è in realtà rappresentativo in quanto si tratta di un indicatore che si basa puramente su dati economici mentre – parliamoci chiaro – la qualità della vita non si misura solo in termini monetari ma bisogna ben tenere in conto anche altri fattori. Sebbene non esista una “formula matematica” unanimemente accettata, gli studiosi di statistica sono abbastanza concordi nel ritenere che tra i dati fondamentali vi siano otto componenti: le condizioni di vita materiali della popolazione, la qualità dell’assistenza sanitaria, l’istruzione, le spese ricreative, l’inquinamento, la criminalità e l’impegno sociale. Proprio basandosi su statistiche in questi otto campi, Il Sole 24 ore ha pubblicato la propria classifica che vede Siracusa vittoriosa in negativo avendo conquistato il 103° ed ultimo posto.
petrolchimico2.jpgMa proviamo a scomporre questo valore per scoprire qualche dettaglio in più sulla vivibilità di Siracusa. Leggendo i dati vediamo ad esempio confermata la diffusa sensazione di sicurezza pubblica, ovvero pochi furti e rapine in città. Siracusa in questo caso è abbastanza in alto con il 33°posto su 103. Possiamo anche scoprire che l’indicatore di istruzione non è tra i peggiori visto che circa il 42% dei giovani tra i 19 ed i 25 anni è iscritto all’università (41° posto nazionale). Vi è però da dire che al di là dei numeri va in questo caso considerato come spesso gli studi rappresentino ormai una vera e propria alternativa alla mancanza di posti di lavoro.
A far “cadere in picchiata” Siracusa nella classifica del benessere sono invece valori come le condizioni di vita materiali (80° posto), le spese ricreative (67° posto), la sanità (97° posto) e, in particolar modo, l’inquinamento (101° posto) con un altissimo valore di emissioni di CO2. Viene amaramente da sorridere se si pensa che Siracusa è la città dell’attuale ministro per l’ambiente e che lo scorso aprile ha ospitato la riunione internazionale del G8 Ambiente. Cosa aggiungere a questi numeri ? Siracusa è un luogo meraviglioso, ricco di storia e con uno splendido paesaggio naturale e, nonostante ciò, è riuscita a guadagnare l’ultimo posto nella classifica nazionale della qualità della vita. Le statistiche parlano chiaro ed evidentemente il polo petrolchimico a ridosso della città non è ancora così ecologico come si vorrebbe fare credere. Le indicazioni operative allora ci sono tutte e non si può che sperare che siano di stimolo per un anno di lavoro che frutti in futuro una più dignitosa posizione in classifica.
Foto: il polo petrolchimico a nord della città (cortesia D. Mauro). L’articolo de Il Sole 24 Ore citato è consultabile anche online a questo indirizzo

L’inesorabile fine delle lauree siracusane

Vi capita mai sfogliando un giornale o ascoltando un discorso di avere la strana impressione di aver frainteso qualcosa o di avere capito male ?
universita.jpgPersonalmente sì ed è quanto mi è capitato la scorsa settimana, leggendo le ultime notizie sul futuro dell’università a Siracusa ed apprendendo che i corsi di laurea in beni culturali sarebbero stati chiusi ma che, nonostante ciò, l’amministrazione comunale e provinciale erano unanimemente d’accordo nel ritenere un successo gli accordi ottenuti col rettore dell’università di Catania.
Gli studenti ben rammenteranno l’intera vicenda, per gli altri lettori ricordiamo soltanto che lo scorso mese di aprile, improvvisamente, come una doccia fredda, venne data la notizia che tutti i corsi di laurea distaccati a Siracusa da più di dieci anni sarebbero stati chiusi (trovate gli articoli relativi qui e qui). Le motivazioni di tale chiusura in realtà non erano chiarissime o meglio, ognuno ne aveva una, peraltro sempre validissima: dalle insolvenze economiche della provincia di Siracusa al decreto Mussi alla razionalizzazione dell’offerta formativa. Ciò che non cambiava era la sostanza, la chiusura dell’università a Siracusa. Apriti cielo ! In un giusto moto d’orgoglio gli studenti manifestarono, il mondo della cultura cittadino si indignò, la politica si mobilitò ottenendo alla fine la convocazione di una riunione a Roma, al ministero, alla presenza del ministro, per trovare un accordo. Correva il 30 giugno quando trionfalmente si dichiarò che l’accordo per salvare l’università aretusea era stato raggiunto. Questo permise a tutti di passare un’estate serena non dovendo i media più occuparsi della faccenda, gli universitari protestare per salvare il loro futuro o i politici mediare per trovare soluzioni. Un lungo silenzio durato due mesi che, col senno di poi, doveva sembrare preoccupante visto che a inizi di settembre, quasi in sordina, trapelò la notizia che quell’accordo, in realtà, nessuno lo aveva mai firmato il che equivaleva a dire che non c’era.
uni1.jpgE’ così che il rientro dalle vacanze è stato alquanto allarmante per i circa 1500 studenti iscritti a Siracusa e per centinaia di aspiranti studenti che a poco più di un mese dall’inizio dell’anno accademico non sapevano se avrebbero trovato casa nella nostra città.
A rendere ancora più confusa la situazione i segnali discordanti provenienti da varie fonti: il silenzio del consorzio universitario Archimede che per anni ha coordinato l’università a Siracusa ma adesso praticamente taceva, il grido allarmato di alcuni rappresentanti studenteschi che chiedevano riunioni urgenti per avere chiarimenti e la convocazione di una conferenza stampa da parte del sindaco e del presidente della provincia per illustrare gli accordi raggiunti col rettore.
Infine, la scorsa settimana, la triste verità è stata rivelata alla cittadinanza. Alla facoltà di Architettura sono stati concessi altri dieci anni di permanenza nella nostra città. Chiuderanno invece del tutto (sia nella sede di Siracusa che di Catania) tutti i corsi di laurea relativi ai beni culturali. Gli studenti già iscritti potranno (bontà loro) terminare i loro studi.
Finalmente ci è stato spiegato che economicamente non vi era verso di salvare questi corsi ma, allo stesso tempo, è stata trionfalmente annunciata l’istituzione ex novo di un inedito corso di laurea (triennio e specialistica) interfacoltà tra ingegneria ed architettura. Un corso di laurea, diciamocelo francamente, che nessuno aveva chiesto e di cui nessuno sentiva la necessità e che sembra un pochino “fare a pugni” con la dichiarazione che non vi erano fondi per le lauree in beni culturali quando queste erano già attive da anni e per cui si sono spese anche ingenti somme per biblioteche, attrezzature didattiche e spazi operativi. La città sembra però essere stata messa davanti ad un dato di fatto che non ammette repliche.
uni2.jpgChi è lo sconfitto in questa vicenda ? La città, sicuramente. Ad ulteriore motivazione è stato spiegato che questi corsi di laurea non offrivano prospettive per i giovani. Mi chiedo però quante altre città possono essere adatte come la nostra Siracusa per preparare degli specialisti nei vari ambiti dei beni culturali ? Basta ricordare che la scuola di specializzazione in archeologia istituita a Siracusa fin dal 1923 fu tra le prime d’Italia .
Ci perdono anche tanti giovani che volevano venire a studiare nella nostra città e dovranno giocoforza essere dirottati altrove.
Ci perdono i tanti studenti già iscritti che avranno ancora la possibilità di finire i loro studi per poi vedere del tutto cancellato il proprio corso di studi e non avere più punti di riferimento accademici. Preoccupa l’inerzia della città (rappresentanti di ogni ordine e schieramento, studenti ed aspiranti tali, mondo della cultura) che praticamente è stata messa davanti al fatto compiuto e accetta, quasi senza rimostranze la scomparsa di un nucleo culturale che poteva e doveva col tempo portare Siracusa ad essere un punto di riferimento di primaria importanza per gli studi dei beni culturali.

Immagini: La sede della facoltà di lettere a Catania (foto da Wikipedia), protesta degli studenti di architettura (foto dal blog Elfobruno), studenti nel cortile dell’univesità (foto di Giovanni Dall’Orto da Wikipedia)

Musica e cultura dall’Olympieion all’anfiteatro

anfiteatro.jpgSembra proprio che quest’autunno avremo il piacere di potere riscoprire e vedere valorizzati siti archeologici siracusani difficilmente fruibili o chiusi da troppo tempo
Questo grazie ad una serie di iniziative messe in atto dalla soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, in collaborazione con altri partner che mirano a creare un connubbio tra musica, teatro ed archeologia.
A partire da questa domenica e per tutto il mese di ottobre alcuni siti archeologici verranno infatti utilizzati come incantevole sfondo naturale per rappresentazioni musicali classiche o rappresentazioni a tema storico. Un ulteriore merito va segnalato nel biglietto gratuito per tutte le iniziative fino all’esaurimento dei posti disponibili.
La prima occasione “speciale” sarà questa domenica. A partire dalle ore 21 verrà messo in scena lo spettacolo “Rievocazioni mitiche” con musiche di Amato, Davis e Parker. Ma la vera particolarità sta nella location scelta: il tempio di Giove – Olympieion o meglio “Le due colonne” come affettuosamente le conoscono i Siracusani. Dopo lungo tempo il monumento sarà nuovamente fruibile al pubblico che oltre ad assistere allo spettacolo potrà scoprire la nuova illuminazione artistica dello stesso.
Le “chicche” però non finiscono qui: altre manifestazioni sono previste nell’ambito delle giornate europee per il patrimonio. Tra quelle imminenti segnaliamo quella di mercoledì 23 settembre.
Al Castello Eurialo, a partire dalle ore 21 si terrà una conferenza-spettacolo ideata dall’attore e regista Agostino De Angelis, dal titolo “Dionigi il Grande ed il saccheggio del santuario di Pyrgi”, relatrice la dott.ssa Vincenza Iorio.
A pochi giorni di distanza la cittadinanza potrà riappropriarsi di un ulteriore monumento, l’anfiteatro romano. Da parecchi anni è fruibile soltanto nella parte superiore ed in pochi ricordano i suggestivi spettacoli musicali che un tempo si tenevano nell’arena. Giovedì 24 settembre e venerdì 25, sempre alle ore 21, sarà possibile assistere a due conferenze-spettacolo all’interno del monumento. I titoli sono “Teocrito e Virgilio: la natura raccontata da un greco e da un romano” e “La Roma di Vespasiano e dei Flavi” entrambe ideate dal regista Agostino De Angelis e che vedranno come relatrice Vincenza Iorio. Non c’è che dire, una settimana all’insegna dell’archeologia e della cultura quella che si preannuncia in città.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo al tempio di Giove è possibile telefonare al numero 0931.450804 dalle 9 alle 13 (calendario completo a questo indirizzo). Gli altri spettacoli vengono invece organizzati dall’Associazione Extramoenia. Info 349.4055382 e 329.3323562, e-mail
us.extramoenia@live.it (calendario completo a questo indirizzo).

Foto: Anfiteatro romano (da Wikipedia)

Il porto che verrà

porto1.jpgNegli ultimi mesi abbiamo avuto più volte occasione di parlare dei cantieri aperti alla Marina ma, in realtà, non ci siamo mai soffermati sull’aspetto che avrà il porto una volta che verrà terminato.
A dire il vero sono in pochi ad avere le idee chiare in proposito: passeggiando per Ortigia si guardano con fastidio gli enormi cassoni in calcestruzzo, magari si scuote la testa nel vedere i cumuli di ghiaia accumulati sul molo e si fanno spesso ipotesi che ben presto si trasformano in vere e proprie “leggende metropolitane” sul futuro aspetto del porto.
Vediamoci chiaro allora visto che i progetti spiegano nel dettaglio l’obiettivo dei lavori: trasformare entro la fine del 2010 il porto di Siracusa da commerciale a turistico con una particolare predilezione per yacht e navi da crociera.
L’attuale banchina del Foro Italico – la Marina per intenderci – verrà allargata verso il mare così come il molo Zanagora che la precede. Una volta terminati i lavori quest’area tornerà ad ospitare yacht e barche a vela come ha già fatto in passato. La grande rivoluzione invece è quella che si sta attuando intorno al Molo San Antonio, prima dell’ingresso in Ortigia.
porto2.jpgIl progetto prevede di scavare maggiormente in profondità i fondali per permettere l’attracco di ben due navi da crociera in contemporanea, cosa impossibile allo stato attuale.
Subito prima del molo sorgerà invece un nuovo attracco per yacht e barche a vela di medie e grandi dimensioni. L’intera area verrà poi riqualificata anche col sorgere di una serie di servizi annessi: una passeggiata lungomare attrezzata ed un nuovo piazzale, un circolo velico, info point, eliporto, un albergo e dei negozi oltre che una vera e propria torre di controllo. E’ prevista anche la piantumazione di alberi ed aiuole.
Se già nelle ultime estati la presenza di vip con le loro barche è stata consistente a Siracusa, c’è da aspettarsi che lo diventerà ancora più con il completamento del porto turistico.
Alcuni in città storcono il naso argomentando che i vantaggi saranno solo per i pochi. Personalmente non condivido quest’opinione: l’area andava riqualificata da tempo e la presenza di nuovi flussi turistici non può che portare allo sviluppo di nuove attività commerciali stimolate da questi. Negli anni ottanta il waterfront del porto era dominato da un enorme silos abbandonato, abbattuto alcuni anni fa e la baia di Siracusa vedeva per mesi la permanenza di piattaforme petrolifere in riparazione. Tutto questo non succederà più e le navi mercantili rimarranno solo un ricordo dei decenni passati, sostituite invece dal navigare di bianche ed agili barche a vela nel mare di Siracusa. Magari non sarà tutto oro quello che luccica ma la seconda prospettiva sembra senza dubbio la più invitante.
Foto: Progetto del futuro porto turistico (tratta da www.acquamarcia.it) e nave da crociera nel porto di Siracusa (foto dell’autore). Il progetto è disponibile sul sito del comune

Chiare fresche e dolci acque

ninfeo.jpgQuanti di voi, aprendo nel pomeriggio di domenica i rubinetti di casa hanno pensato alle “chiare fresche e dolci acque” cantate dal poeta Petrarca ? E quanti invece sono quelli che si sono chiesti cosa sta succedendo in questo ultimo periodo al servizio idrico comunale ?
Coloro che leggono questo blog ed abitano nei quartieri nord di Siracusa ben sanno a cosa ci si riferisce: i ripetuti guasti che hanno portato più volte, a partire dal mese di agosto, all’interruzione della fornitura dell’idrica per migliaia e migliaia di persone.
Una situazione che specie con la calura estiva ha maldisposto non poco i cittadini desiderosi di rinfrescarsi ma che hanno invece trovato i loro rubinetti a secco.
Così, nonostante le rassicurazioni della società di gestione di prendere dei provvedimenti e di avvisare la cittadinanza in anticipo, sono ormai in pochi a meravigliarsi quando ancora una volta dai propri rubinetti non esce una goccia d’acqua.
E dire che fin dall’antichità greca Siracusa era famosa per i suoi quattro monumentali acquedotti. Alcuni di questi come l’acquedotto Galermi o quello del Ninfeo, sopra al teatro greco, ancora funzionano nonostante la loro rispettabile età di 2400 anni !
Non è così invece per la tubazione che rifornisce la zona nord. La Sai8, la società di gestione, ha spiegato che essendo vecchia di alcuni decenni la rete è troppo malandata e andrebbe sostituita vista anche la sempre maggiore richiesta di acqua da parte della città.
Questo è quanto comunicato appena alcune settimane fa alla cittadinanza che dopo circa un mese di disservizi ha finalmente appreso il perché degli stessi anche se avrebbe sicuramente di gran lunga preferito la risoluzione dei problemi.
Se nei prossimi mesi i Siracusani saranno in grado di ricevere con regolarità la fornitura di acqua nelle loro case ancora non è dato di sapere. Sono invece in molti ad interrogarsi sul come mai non si sia provveduto prima ai necessari lavori di manutenzione per un problema noto da tempo e, allo stesso tempo, come mai in caso di simili disservizi che, ricordiamolo, a volte sono durati anche più di 24 ore, non venga allestito un servizio di autobotti per rifornire la popolazione. Il tutto quando è ancora fresca la vivace polemica sorta lo scorso anno relativamente all’esosità delle tariffe idriche di Siracusa, a detta di molti elevate in relazione a quelle di altre città italiane.
Per quanti fossero coinvolti in prima persona nell’ “emergenza idrica” siracusana si segnala il sito della Sai8,
www.sai8.it nel quale, da alcune settimane, vengono fornite comunicazioni inerenti i lavori nelle linee ed i tempi di ripristino.
Foto: Immagine del ninfeo tratta da Wikipedia

Tutti pazzi per il Powerboat

powerboat.jpgChe siate appassionati di sport nautici o meno, nei prossimi giorni la parola d’ordine nel mare siracusano sarà comunque una: “Powerboat P1”.
L’evento che si svolgerà in città, pur essendo di rilevanza internazionale era partito quasi in sordina ma negli ultimi giorni ha recuperato rapidamente terreno in un tripudio di manifesti, volantini, articoli sui giornali e servizi televisivi.
E’ così che sebbene ignoranti nella materia abbiamo potuto scoprire che dietro il fantomatico nome di Powerboat P1 si nasconde nientemeno che un campionato internazionale di motonautica paragonabile alla formula 1 del mare.
Non nascondiamocelo, a sentirla così anche ai più disinteressati viene un minimo di curiosità sia di vedere questi bolidi sfrecciare nelle acque aretusee che di scoprire l’intera coloratissima macchina organizzativa fatta di team provenienti da tutto il mondo con i rispettivi fan al seguito, merchandising, babes in stile americano e quant’altro solitamente siamo abituati a vedere solo in TV.
Il Gran Premio di Sicilia di Powerboat P1 si svolgerà dall’11 al 13 settembre. I momenti “buoni” per poter vedere i motoscafi solcare a piena velocità le acque di Siracusa sono tre: venerdì alle ore 17 sono previste le prove, sabato alle ore 16 è prevista la Gara Sprint mentre domenica alle 16 si terrà la Gara Endurance.
powerboat2.jpgNessuna informazione purtroppo sul percorso esatto. Voci di corridoio e notizie dalla conferenza stampa fanno intendere che il percorso di gara comprenderà il porto piccolo, il porto grande ed un tratto in mare aperto. Appassionati e curiosi potranno pertanto appostarsi sui due lungomari di Ortigia ma anche alla penisola Maddalena. Sono anche previste ingenti misure di sicurezza per garantire l’incolumità degli spettatori spettacolare sport. Oltre alla gara sarà possibile curiosare anche nel Villaggio Ospitalità, allestito nel piazzale IV Novembre, ove avverrà anche la premiazione. La gara di Siracusa è importante anche in quanto l’ultima di questa stagione. Tra i team partecipanti vi sono anche diverse formazioni italiane per cui potremo fare il tifo.
Quanti volessero maggior informazioni su questo affascinante sport possono consultare il sito ufficiale
www.powerboatp1.com

Immagini tratte da www.powerboatp1.com

In ricordo di Concetto Lo Bello

lobello1.jpgDalla giornata di oggi e fino al prossimo 13 settembre si svolgerà a Siracusa il 1° Memorial “Concetto Lo Bello”, un torneo di calcio internazionale dedicato alle squadre giovanili.
Si tratta sicuramente di una bella iniziativa per ricordare quello che è stato uno dei cittadini siracusani più rappresentativi del dopoguerra.
I giovanissimi non lo possono ricordare e, con ogni probabilità solo in pochi ne hanno sentito parlare ma Concetto Lo Bello tra gli anni sessanta e settanta fu l’Arbitro italiano per antonomasia.
Cominciò a dedicarsi all’arbitraggio calcistico a metà degli anni quaranta e proseguì fino a metà degli anni settanta battendo svariati record: dal numero di partite arbitrate in serie A (ben 328) a quelle in campo internazionale (93 incontri). A cinquant’anni compiuti arbitrò la finale di coppa Uefa e nel 1960 ebbe l’onore di accogliere sul suolo italiano, a Siracusa la fiaccola olimpica.
Quanti lo hanno vivo nella memoria così come i giornali dell’epoca lo descrivono come un uomo “tutto d’un pezzo”, un arbitro duro ed inflessibile che vigilava attento sullo svolgimento del gioco, puniva ogni infrazione e non ammetteva repliche, insomma ben diverso dallo stile odierno.
Il ritratto più colorito è forse quello del giornalista Montanelli che racconta che “entrava in campo col passo del proprietario che perlustra il proprio podere”.
lobello2.jpgPer i curiosi è sufficiente navigare un po’ tra i siti di storia calcistica per trovare un’infinità di aneddoti più o meno leggendari su “Don Concetto”. Si racconta di come abbia arbitrato senza tentennamenti con oltre 5000 tifosi assiepati ai bordi del campo ma anche dell’espulsione di un giocatore jugoslavo alla finale delle olimpiadi, reo di aver inveito contro di lui nella propria lingua, ignorando che Lo Bello aveva appreso un certo numero di parole jugoslave dall’amico Bonacic, allenatore dell’Ortigia Pallanuoto. Durante la sua carriera denunciò pubblicamente anche diversi tentativi di corruzione.
Con lo stesso fervore e la stessa generosità si dedicò anche a Siracusa. Nella veste di politico promosse in ogni modo lo sviluppo dello sport in città. Se oggi, sopra la Balza Akradina si può vedere troneggiare la cittadella dello sport lo si deve in gran parte all’impegno e alla testardaggine profusa da Lo Bello che aveva creduto fermamente nella necessità di dotarsi di impianti dove i giovani potessero praticare ogni tipo di sport. Fu così che Siracusa negli anni settanta ebbe impianti sportivi all’avanguardia per l’epoca.
La morte lo colse nel 1991, all’età di 65 anni. Se nei più anziani la memoria di Don Concetto è ancora forte e viva, fa piacere apprendere che vengano organizzate iniziative come il memorial Lo Bello affinché anche i giovanissimi possano ricordare l’impegno di questo personaggio. Vogliamo concludere anche questo post allora con una frase di Concetto Lo Bello che ben riassume lo spirito dell’uomo: “la pratica sportiva è sterile se non ottiene come risultato una profonda educazione morale e sociale”.